Concetti Chiave
- Il pianoforte si è evoluto da strumenti precedenti come il clavicordo e il clavicembalo, diventando il fortepiano nel 1700 e successivamente il pianoforte.
- Le principali caratteristiche del pianoforte includono tre pedali: una corda, tonale e risonanza, che influenzano il suono in modi diversi.
- La struttura interna del pianoforte comprende una cassa armonica, una tastiera con 88 tasti e martelletti che producono il suono.
- Esistono diverse tipologie di pianoforte, tra cui il pianoforte orizzontale, verticale, digitale e le pianole, ognuna con specifiche funzioni e design.
- Il pianoforte della cultura araba si distingue per il suo suono unico e le tradizioni associate, evidenziando la sua versatilità culturale.
Evoluzione del pianoforte
Il pianoforte appartiene alla famiglia dei cordofoni e il suo predecessore fu il clavicordo, poi il clavicembalo, da cui si è evoluto il fortepiano (fino al 700’, successivamente venne chiamato “pianoforte”).
Il nome, definisce subito la sua prima caratteristica: esegue suoni regolari (sia bassi che acuti).
Quasi tutti i pianoforti presentano tre pedali: una corda, tonale (generalmente sostituito dalla sordina) e risonanza.
In particolare, la sordina attiva una striscia di feltro e soprattutto nel pianoforte a muro, questo pedale regola il suono,l pedale una corda sposta la tastiera e la martelliera verso destra, quello di risonanza mette fuori gioco tutti gli smorzatori e il suono non finisce, ma aumenta e il pedele tonale è simile a quello di risonanza: infatti mette fuori gioco alcuni e quindi non
Struttura interna del pianoforte
La cassa armonica contiene le soniere, le quali trattengono le caviglie ( o piroli ) per allentare o allargare le corde.
La tastiera comprende 88 tasti: 52 bianchi e 36 neri: le più gravi sono la prima corda, le note centrali la seconda corda e le note a la terza corda.
Ogni tasto corrisponde a un martelletto, quest’ultimo, si trova in una martelliera.
Il pianoforte è composto da: martelletti ( di legno e feltro ), scappamento, smorzatori per soffocare la corda dopo che il tasto viene lasciato e caviglie (o piroli), le chiavi di accordamento.
Tipologie di pianoforte
-Orizzontale o a coda: è il pianoforte classico; è usato nei concerti, ha le corde orizzontali l’apertura è aperta per amplificare il suono.
-Pianola: è stata creata in America e viene usata ancora oggi.
-Pianoforte verticale: fu create per le persone che non avevano una casa grande: è costituito da 3 pedali e con delle corde messe in diagonale; le sue misure sono 1,05 m e 1,55 m.
-Pianoforte digitale: anch’esso è stato inventato in America; è meccanico ed ha una tastiera elettrica.
-Pianoforte della cultura araba: ha un suoni diverso da tutti gli altri ed era utilizzato per gli usi e le tradizioni di quel tempo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'evoluzione storica del pianoforte e quali strumenti lo hanno preceduto?
- Quali sono i principali pedali presenti nei pianoforti e le loro funzioni?
- Quali sono le diverse tipologie di pianoforte e le loro caratteristiche distintive?
Il pianoforte si è evoluto dal clavicordo e dal clavicembalo, con il fortepiano come suo predecessore fino al 700’, quando venne chiamato “pianoforte”.
I pianoforti presentano tre pedali: il pedale una corda, che sposta la tastiera e la martelliera, il pedale di risonanza, che aumenta il suono disattivando gli smorzatori, e il pedale tonale, simile a quello di risonanza, che disattiva alcuni smorzatori.
Le tipologie di pianoforte includono il pianoforte a coda, usato nei concerti, il pianoforte verticale, progettato per spazi ridotti, la pianola, creata in America, e il pianoforte digitale, con tastiera elettrica, oltre al pianoforte della cultura araba, che presenta suoni unici.