Concetti Chiave
- Petrarca è un intellettuale che segna il passaggio dalla cultura medievale all'umanesimo, mantenendo comunque un legame con la divinità.
- Il poeta vive conflitti interiori tra la ricerca della "Voluptas Dolentis" e l'ambizione di diventare il più grande poeta, obiettivo che raggiunge nel 1347.
- Rispetto a Dante, che si concentra sull'uomo peccatore, Petrarca analizza i sentimenti interiori, influenzato dai poeti latini nel suo linguaggio raffinato.
- Petrarca rifiuta la scolastica di Aristotele e San Tommaso, seguendo invece la filosofia di Sant'Agostino, che influisce sulle sue opere.
- La crisi interiore di Petrarca lo porta a desiderare beni terreni, consapevole della sua distanza da Dio, a differenza del fratello monaco Gherardo.
Il Passaggio Culturale di Petrarca
Francesco Petrarca rappresenta la figura dell'intellettuale che segna il passaggio tra cultura medievale e umanesimo e che subisce effetti dalla crisi che questo passaggio provoca.
Dalla cultura medievale (come quella dantesca), caratterizzata dalla centralità di Dio e del cristianesimo, si passa a quella umanistica, caratterizzata dalla centralità dell'uomo ma comunque senza escludere totalmente dio.
Conflitti Interiori e Ambizioni
Lo sguardo del Petrarca, infatti è rivolto sempre verso se stesso, nei meandri della sua anima che è lacerata da due conflitti interiori: La ricerca del luogo da cui viene la cosiddetta "Voluptas Dolentis" ovvero la voglia di dolore, e la ricerca della gloria poetica, infatti il suo sogno è di essere incoronato poeta più grande di tutti i tempi, cosa che succede realmente nel 1347 nel Campidoglio in presenza del re di Napoli.
Petrarca è affascinato dal latino, di questo ne risentono le use opere, tutte scritte in lingua latina, eccezion fatta per il Canzoniere, che è una raccolta di liriche in lingua volgare, e i "Trionfi".
Quali sono le differenze tra Dante e Petrarca?
C'è una differenza tra Dante e Petrarca: mentre Dante guarda l'uomo peccatore e con uno sguardo molto realista coglie oggettivamente i suoi peccati, Petrarca guarda dentro l'uomo per coglierne i sentimenti. non a caso Petrarcaa è stato poi osannato dai poeti romantici.
Il suo stile risente dei poeti latini e proprio per questo usa un linguaggio molto raffinato, anche nel canzoniere che seppur scritto in volgare è un linguaggio molto selettivo e raffinato nonchè elevato, un volgare che tende ad una forma definitiva di linguaggio, e non come quello du Dante, che prevedeva l'utilizzo di tutte le lingue volgari italiane e di tutti i registri linguistici.
Rifiuto della Scolastica e Crisi Interiore
Un'altra differenza tra i due poeti è che Petrarca rifiuta la cultura scolastica di Aristotele e San Tommaso per poi seguire Sant'Agostino, il quale sarà uno dei protagonisti di una delle sue opere: Il Secretum.
Petrarca rifiuta la scolastica e Aristotele perché egli crede che la razionalità è qualcosa che possa nuocere alla poesia, che è sentimento ed emozione.
Ciò che rende unico Petrarca è la crisi interiore: egli ambisce agli agi e ai beni terreni che lo distaccano da Dio, nonostante sia cosciente di ciò, poichè non ha la forza di distaccarsene come fece il fratello Gherardo, diventato monaco.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del passaggio culturale di Petrarca?
- Quali sono i principali conflitti interiori di Petrarca?
- In che modo si differenziano Dante e Petrarca nella loro visione dell'uomo?
- Qual è la posizione di Petrarca nei confronti della scolastica?
Petrarca rappresenta il passaggio tra la cultura medievale, centrata su Dio, e l'umanesimo, che pone l'accento sull'uomo, pur mantenendo un legame con la divinità.
Petrarca è lacerato da due conflitti: la ricerca della "Voluptas Dolentis" e l'ambizione di essere incoronato il più grande poeta, obiettivo che raggiunge nel 1347.
Dante osserva l'uomo peccatore con uno sguardo realistico, mentre Petrarca esplora i sentimenti interiori, guadagnandosi l'ammirazione dei poeti romantici.
Petrarca rifiuta la cultura scolastica di Aristotele e San Tommaso, preferendo seguire Sant'Agostino, poiché crede che la razionalità possa nuocere alla poesia, che è espressione di sentimenti ed emozioni.