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Concetti Chiave

  • La Carta UE stabilisce il divieto della pena di morte, affermando che nessuno può essere giustiziato, neppure se già condannato.
  • Fino al XVIII secolo, la pena di morte era una pratica comune, giustificata dai Padri della Chiesa per la preservazione del bene comune.
  • Il pensiero illuminista, con autori come Cesare Beccaria, ha messo in discussione la pena di morte, considerandola vergognosa e inefficace.
  • Oggi, la pena di morte è legale in oltre 100 Stati, con più di 3.000 esecuzioni registrate nel 2007 in 29 Paesi, principalmente in Cina.
  • Negli Stati Uniti, 36 dei 50 Stati federati praticano la pena capitale, con circa 300 esecuzioni all'anno.

Divieto della pena di morte

In base all'art. 2 Carta UE, "nessuno può essere condannato alla pena di morte". È la prima volta che, nel diritto internazionale, viene esplicitato il divieto della pena di morte. La Carta UE ritiene opportuno rinforzare il divieto della pena di morte affermando che nessuno può essere «giustiziato», in questo modo si evita che possa essere ucciso anche chi è già stato condannato a morte.

Storia della pena di morte

Nel passato: fino al XVIII secolo la pena di morte era ammessa da quasi tutti gli ordinamenti giuridici. La pena di morte serviva per eliminare dalla società gli elementi ritenuti pericolosi: in molti Stati il diritto penale prevedeva addirittura una "pena di morte aggravata", con terribili e prolungati tormenti, che era riservata alla punizione di delitti che si ritenevano particolarmente atroci; dalla pena di morte alla morte come pena. A questo proposito, il giurista Piero Calamandrei (1889-1956) sottolinea come la «morte come pena" fosse usata anche da «giudici coscienziosi che in buona fede come credettero debito di carità prolungare sotto tormenti la vita del giustiziato per dargli più agio di pentirsi". Luso della pena capitale venne legittimato dagli stessi Padri della Chiesa, da Sant Agostino (354-430) a San Tommaso d'Aquino (1225-1274), sulla base del principio che era lecito uccidere i malfattori, per poter conservare il bene comune. Dopo essere stata ritenuta per secoli una dolorosa necessità sociale,la pena di morte venne combattuta dal pensiero illuminista (Pietro Verri, Jeremy Bentham, Cesare Beccaria), che la ritenne vergognosa e soprattutto inutile.

Qual è la situazione attuale della pena di morte?

Oggi: attualmente la pena di morte è ammessa in più 100 Stati; alla fine del 2007 erano solo 106 i Paesi abolizionisti per legge o di fatto. Secondo dati di Amnesty International, nel 2007 sono avvenute oltre 3.000 esecuzioni in 29 Paesi, mentre più di 8000 persone sono state condannate morte in 63 Paesi. Drammaticamente significativo è il fatto che più della metà delle condanne capitali è avvenuta in Cina (5ooo solo nel 2007). Fra i Paesi in cui è in vigore la pena di morte vanno ricordati gli Stati Uniti, dove 36 dei 50 Stati federati ammettono la pena capitale (con circa 3oo esecuzioni all'anno). I dati sulla pena di morte hanno un valore puramente indicativo, perché fanno riferimento solo ai casi conosciuti: sono molti gli Stati che nascondono i dati reali su condanne ed esecuzioni.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il fondamento giuridico del divieto della pena di morte nell'Unione Europea?
  2. Il divieto della pena di morte è sancito dall'art. 2 della Carta UE, che afferma che "nessuno può essere condannato alla pena di morte", sottolineando l'importanza di proteggere anche chi è già stato condannato.

  3. Come è cambiata la percezione della pena di morte nel corso della storia?
  4. Fino al XVIII secolo, la pena di morte era ampiamente accettata e utilizzata per punire i criminali, ma il pensiero illuminista, rappresentato da figure come Cesare Beccaria, ha iniziato a considerarla vergognosa e inutile, portando a una crescente opposizione.

  5. Qual è la situazione attuale della pena di morte nel mondo?
  6. Attualmente, la pena di morte è legale in oltre 100 Stati, con più di 3.000 esecuzioni registrate nel 2007 in 29 Paesi, di cui la maggior parte avvenuta in Cina, evidenziando una realtà complessa e spesso nascosta.

  7. Quali sono le implicazioni delle statistiche sulla pena di morte?
  8. Le statistiche sulla pena di morte, come quelle fornite da Amnesty International, sono indicative e non sempre complete, poiché molti Stati non rivelano i dati reali su condanne ed esecuzioni, rendendo difficile avere un quadro chiaro della situazione globale.

Domande e risposte

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