Concetti Chiave
- Giuseppe Pellizza da Volpedo, pittore divisionista, è noto per il suo capolavoro "Il Quarto Stato", che rappresenta l'ascesa del movimento operaio in Italia.
- Il dipinto, realizzato tra il 1891 e il 1901, è conservato nel Museo del Novecento di Milano ed è stato esposto per la prima volta nel 1901.
- Utilizzando la tecnica del divisionismo, Pellizza ha ritratto volti di abitanti reali di Volpedo, conferendo al dipinto una forte connessione con la realtà sociale dell'epoca.
- La composizione presenta una folla di lavoratori che avanzano verso la luce, simboleggiando speranza e ricerca di condizioni di vita migliori, con un uomo al centro che guida la marcia.
- Il dipinto si distingue per l'uso di colori scuri e caldi, con un contrasto significativo tra il crepuscolo di sfondo e la luce che simboleggia un futuro migliore.
Giuseppe Pellizza da Volpedo
Autore: Il Quarto Stato è un dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, pittore divisionista. Figlio di una famiglia di contadini agiati, è grazie ai fratelli Grubicy che si iscrive alla Accademia delle Belle Arti a Brera. Espone per la prima volta a Brera nel 1885 e, terminati alcuni studi a Milano, si trasferisce a Roma per studiare. Dopodiché, prima del tempo e deluso da Roma, si trasferisce a Firenze, dove continua gli studi alunno di Giovanni Fattori, macchiaiolo.
Studia anche a Genova e a Bergamo. Successivamente ritorna a Volpedo, paese di nascita dove si sposerà. Continua a dipingere e ad esporre dipinti in giro per l’Italia, confrontandosi nel frattempo anche con pittori contemporanei come Gaetano Previati.
Il Quarto Stato: un capolavoro
Dopo aver ricominciato a studiare a Firenze e aver visitato Roma e Napoli, nel 1900 espone a Parigi il suo dipinto “Lo specchio della vita” . Nel 1901, finalmente, può esporre il suo capolavoro “Il Quarto Stato”, frutto di un decennio di lavoro. Sfortunatamente, però, questo viene criticato anche dai suoi amici. Interrompe ogni rapporto con essi e nel 1906 vede un suo dipinto alla Galleria di Arte Moderna di Roma. L’improvvisa morte della moglie lo porta alla depressione e al successivo suicidio per impiccagione nel 1907, nel suo stesso studio.
Dettagli del dipinto
Titolo: Il Quarto Stato è il primo dipinto italiano del Novecento e il primo nella storia dell’arte italiana a rappresentare l’ascesa del movimento operaio. Il quadro rappresenta la classe sociale dei contadini, il quarto stato appunto. Precedentemente, però, viene chiamato Il cammino dei lavoratori, nome cambiato poi dal Pellizza.
Data: Il quadro è stato dipinto in un decennio, più precisamente dal 1891 al 1901.
Collocoazione: Il dipinto è conservato nel Museo del Novecento di Milano.
Tecnica e soggetto
Tecnica e materiali: E’ a olio su tela, Pellizza usa la tecnica del divisionismo. I volti che compaiono sul dipinto, erano realmente abitanti di Volpedo studiati dal pittore. La gestualità composta dalla folla che camminano in modo pacifico discutendo, gli atteggiamenti naturali delle figure, la solidità e l’equilibrio della composizione rilevano riprese degli affreschi di Raffaello.
Soggetto: L’opera raffigura uno sciopero ed è profana.
Genere: Il quadro appartiene al genere divisionista, di cui Giuseppe Pellizza da Volpedo è un esponente.
Elementi figurativi e simbolismo
Elementi figurativi: Anziché descrivere una scena di scontri violenti, cosa che già altri artisti avevano rappresentato, il pittore decide di mostrare la lenta sfilata dei lavoratori, che avanzano verso lo spettatore. I loro volti esprimono fiducia, vogliono cercare un modo per avere condizioni di vita migliori. La folla di lavoratori volge le spalle al crepuscolo cupo e si dirige verso la piena luce. L’uomo al centro, al vertice della piramide che sembra idealmente protendersi verso l’osservatore, guida la marcia affiancato da uno più anziano e da una donna con un bambino, simbolo di rinascita. Si differenzia da altri dipinti che riportavano le figure religiose perché nel dipinto vi sono solo uomini che devono far affidamento solo su sé stessi.
Colori e luce
Colori: Nel dipinto prevalgono gradazioni di colori scuri e caldi come il marrone e l’ocra. Il crepuscolo dietro i personaggi contribuisce a scurire i colori.
Luce, ombre, volume: Le luci vengono usate per simboleggiare un “luogo” con condizioni di vita migliori, per questo i lavoratori ci vanno incontro; a contrasto, invece, vi è il crepuscolo di sfondo.
Spazio e composizione
Spazio: Lo spazio non è ben definito a causa della folla che impedisce di vedere la linea di orizzonte. l’artista decide di utilizzare tonalità che spaziano dal blu fino al verde per lo sfondo; inoltre, elimina quasi tutta la presenza di ombre in primo piano, in modo tale, da conferire maggiore attenzione alla folla piuttosto che all’ambiente.
Composizione: Il dipinto è a “piramide”, di cui l’uomo con la mano nel cinturino rappresenta il vertice.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del dipinto "Il Quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo?
- Quali tecniche artistiche ha utilizzato Pellizza per realizzare "Il Quarto Stato"?
- Come è strutturata la composizione del dipinto?
- Quali elementi figurativi e simbolici emergono nel dipinto?
- Qual è il contesto storico e personale di Giuseppe Pellizza da Volpedo?
"Il Quarto Stato" rappresenta l'ascesa del movimento operaio e la classe sociale dei contadini, simboleggiando la ricerca di migliori condizioni di vita. È considerato il primo dipinto italiano del Novecento a trattare questo tema.
Pellizza ha utilizzato la tecnica del divisionismo, dipingendo a olio su tela. I volti dei personaggi sono stati ispirati da abitanti reali di Volpedo, conferendo autenticità all'opera.
La composizione è a forma di piramide, con un uomo al vertice che guida la marcia dei lavoratori. Questo schema compositivo enfatizza la centralità della figura e il movimento verso il futuro.
Il dipinto mostra una folla di lavoratori che avanzano pacificamente, esprimendo fiducia. La presenza di un uomo, un anziano e una donna con un bambino simboleggia la rinascita e la speranza, differente da altre opere che rappresentano violenza.
Pellizza, dopo aver studiato in diverse città italiane, ha vissuto un periodo di grande difficoltà personale, culminato nella morte della moglie e nel suo suicidio nel 1907. La sua opera "Il Quarto Stato" è il risultato di un decennio di lavoro, ma è stata criticata anche da amici, portandolo a isolarsi.