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Concetti Chiave

  • Il componimento esplora il tema del ritorno al paese natio, evidenziando il silenzio come una virtù trasmessa dagli antenati.
  • La nostalgia è presentata attraverso i ricordi d'infanzia, mettendo in contrasto la vita in città con la serenità della campagna.
  • Il cugino del narratore rappresenta il sogno di modernizzazione, ma si confronta con la forza della tradizione rurale.
  • Il paesaggio delle Langhe simboleggia un'accoglienza materna, riabbracciando coloro che sono tornati dopo esperienze lontane.
  • Il ricordo di un incontro con un cetaceo rimane l'unico sogno del cugino, rappresentando avventura e meraviglia della vita in mare.

Il silenzio e il ritorno

Camminiamo una sera sul fianco di un colle,

in silenzio. Nell'ombra del tardo crepuscolo

mio cugino è un gigante vestito di bianco,

che si muove pacato, abbronzato nel volto,

taciturno. Tacere è la nostra virtù.

Qualche nostro antenato dev'essere stato ben solo

- un grand'uomo tra idioti o un povero folle -

per insegnare ai suoi tanto silenzio.

Mio cugino ha parlato stasera. Mi ha chiesto

se salivo con lui: dalla vetta si scorge

nelle notti serene il riflesso del faro

lontano, di Torino. "Tu che abiti a Torino... "

mi ha detto "...ma hai ragione. La vita va vissuta

lontano dal paese: si profitta e si gode

e poi, quando si torna, come me a quarant'anni,

si trova tutto nuovo. Le Langhe non si perdono".

Tutto questo mi ha detto e non parla italiano,

ma adopera lento il dialetto, che, come le pietre

di questo stesso colle, è scabro tanto

che vent'anni di idiomi e di oceani diversi

non gliel'hanno scalfito. E cammina per l'erta

con lo sguardo raccolto che ho visto, bambino,

usare ai contadini un poco stanchi.

Il viaggio e la nostalgia

Vent'anni è stato in giro per ii mondo.

Se n' andò ch'io ero ancora un bambino portato da donne

e lo dissero morto. Sentii poi parlarne

da donne, come in favola, talvolta;

uomini, più gravi, lo scordarono.

Un inverno a mio padre già morto arrivò un cartoncino

con un gran francobollo verdastro di navi in un porto

e auguri di buona vendemmia. Fu un grande stupore,

ma il bambino cresciuto spiegò avidamente

che il biglietto veniva da un'isola detta Tasmania

circondata da un mare più azzurro, feroce di squali,

nel Pacifico, a sud dell'Australia. E aggiunse che certo

il cugino pescava le perle. E staccò il francobollo.

Tutti diedero un loro parere, ma tutti conclusero

che, se non era morto, morirebbe.

Poi scordarono tutti e passò molto tempo.

Oh da quando ho giocato ai pirati malesi,

quanto tempo è trascorso. E dall'ultima volta

che son sceso a bagnarmi in un punto mortale

e ho inseguito un compagno di giochi su un albero

spaccandone i bei rami e ho rotta la testa

a un rivale e son stato picchiato,

quanta vita è trascorsa. Altri giorni, altri giochi,

altri squassi del sangue dinanzi a rivali

più elusivi: i pensieri ed i sogni.

La città mi ha insegnato infinite paure:

una folla, una strada mi han fatto tremare,

un pensiero talvolta, spiato su un viso.

Sento ancora negli occhi la luce beffarda

dei lampioni a migliaia sul gran scalpiccìo.

Mio cugino è tornato, finita la guerra,

gigantesco, tra i pochi. E aveva denaro.

I parenti dicevano piano: "Fra un anno, a dir molto,

se li è mangiati tutti e torna in giro.

I disperati muoiono cosi ".

Il sogno e la realtà

Mio cugino ha una faccia recisa. Comprò un pianterreno

nel paese e ci fece riuscire un garage di cemento

con dinanzi fiammante la pila per dar la benzina

e sul ponte hen grossa alla curva una targa-rèclame.

Poi ci mise un meccanico dentro a ricevere i soldi

e lui girò tutte le Langhe fumando.

S'era intanto sposato, in paese. Pigliò una ragazza

esile e bionda come le straniere

che aveva certo un giorno incontrato nel mondo.

Ma usci ancora da solo. Vestito di bianco,

con le mani alla schiena e il volto abbronzato,

al mattino batteva le fiere e con aria sorniona

contrattava i cavalli. Spieghò poi a me,

quando fallì il disegno, che il suo piano

era stato di togliere tutte le bestie alla valle

e obbligare la gente a comprargli i motori.

"Ma la bestia" diceva "più grossa di tutte,

sono stato io a pensarlo. Dovevo sapere

che qui buoi e persone son tutta una razza".

Il ricordo e il presente

Camminiamo da più di mezz'ora. La vetta è vicina,

sempre aumenta d'intomno il frusciare e ii fischiare del vento.

Mio cugino si ferma d'un tratto e si volge: "Quest'anno

scrivo sul manifesto: - Santo Stelano

è sempre stato il primo nelle feste

della valle del Belbo - e che la dicano

quei di Canelli ". Poi riprende l'erta.

Un profumo di terra e di vento ci avvolge nel buio,

qualche lume in distanza: cascine, automobili

che si sentono appena; e io penso alla forza

che mi ha reso quest'uomo, strappandolo al mare,

alle terre lontane, al silenzio che dura.

Mio cugino non parla dei viaggi compiuti .

Il sogno del cetaceo

Dice asciutto che è stato in quel luogo e in quell'altro

e pensa ai suoi motori.

Solo un sogno

gli è rimasto nel sangue: ha incrociato una volta,

da fuochista su un legno olandese da pesca, il cetaceo,

e ha veduto volare i ramponi pesanti nel sole,

ha veduto fuggire balene tra schiume di sangue

e inseguirle e innalzarsi le code e lottare alla lancia.

Me ne accenna talvolta.

Ma quando gli dico

ch'egli è tra i fortunati che han visto l'aurora

sulle isole più belle della terra,

al ricordo sorride e risponde che il sole

si levava che il giorno era vecchio per loro.


Temi principali della poesia

La poesia,apre il ciclo di componimenti raccolti in Lavorare stanca,quarantacinque poesie che furono pubblicate in una prima edizione nel 1936. Dal componimento di Pavese emergono questi motivi: il tema del ritorno, con cui il cugino che torna nel paese natio, dopo aver girovagato per il mondo; il tema dell'infanzia come periodo dell`esistenza umana da preferire agli altri; il tema della città come luogo di paure e di tremori a cui si contrappone la tranquillità della campagna; il tema del paesaggio, con la collina piemontese che e` qualcosa di più di un semplice luogo geografico, poiché rappresenta una sorta di madre che riaccoglie i suoi figli, i quali, allontanatisi da essa per vivere le proprie esperienze di vita, infine ritornano tra le sue braccia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del ritorno del cugino nel paese natio?
  2. Il ritorno del cugino rappresenta il tema del ritorno, evidenziando come, dopo aver viaggiato per il mondo, si possa trovare una nuova prospettiva sulla propria terra d'origine, che appare rinnovata e accogliente (come indicato nel testo).

  3. Come viene descritta l'infanzia nel componimento?
  4. L'infanzia è descritta come un periodo privilegiato, ricco di giochi e spensieratezza, contrapposto alle paure e alle complessità della vita adulta, come si evince dalla riflessione del narratore sulla sua crescita e sui ricordi (come menzionato nel testo).

  5. Qual è la differenza tra la vita in città e quella in campagna?
  6. La vita in città è associata a paure e ansie, mentre la campagna è vista come un luogo di tranquillità e serenità, dove il silenzio e la natura offrono conforto, come evidenziato nel confronto tra le due esperienze (come riportato nel testo).

  7. Che ruolo gioca il paesaggio nella poesia?
  8. Il paesaggio, in particolare la collina piemontese, è descritto come una madre accogliente che riabbraccia i suoi figli, simboleggiando un legame profondo e affettivo con la terra natale, come sottolineato nel testo.

  9. Qual è il sogno che rimane nel cuore del cugino?
  10. Il cugino conserva un sogno legato alla sua esperienza di vita in mare, in particolare l'incontro con le balene, che rappresenta un ricordo di avventura e meraviglia, ma che viene vissuto con una certa nostalgia e rassegnazione (come accennato nel testo).

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