Concetti Chiave

  • Il "passé simple" descrive azioni concluse nel passato, episodiche o che interrompono un'altra azione in corso.
  • Nella lingua moderna, il "passé simple" è sporadicamente usato in contesti letterari e raramente nella conversazione quotidiana.
  • La sua scomparsa dalla lingua parlata è dovuta alla complessità delle forme e alla preferenza per il "passé composé".
  • La formazione del "passé simple" varia a seconda del gruppo di verbi, con desinenze specifiche per ciascun gruppo.
  • Alcuni verbi come "être", "faire" e "venir" presentano eccezioni nella loro coniugazione al "passé simple".

Il ”passé simple” (= passato remoto, in italiano) serve, sia in francese che in italiano, per descrivere un’ azione conclusa nel passato che si è svolta in maniera episodica o che ne interrompeva un'altra già in corso. In teoria si dovrebbe utilizzare per indicare un’azione ormai conclusa Il y a trois ans, je connus Michel), delle azioni che si susseguono nel passato (je pris mon portable et je sortis)o un’azione nuova nel passato che ne interrompe una già in corso (quand il arriva sur le parvis de Notre-Dame, il fit beaucoup de photos).

Evoluzione nel francese moderno

Nel francese moderno, adoperare il “passé simple” (= passato remoto) è una curiosità, a volte con intenzione ludica o caricaturale. Nella lingua letteraria certe forme del “passé simple” si incontrano ancora, ma unicamente nei racconti (quindi nella forma scritta) e generalmente alla terza persona, plurale o singolare, come “il vécut” o “ils vécurent” e molto raramente alle altre. Per quanto riguarda la lingua parlata non sappiamo con esattezza quando esso cominciò ad essere eliminato. Già Vaugelas, noto grammatico francese, agli inizi del XVII secolo, constatava che si cercava di evitare il passé simple a cui veniva preferito il “passé composé, cioè” il a vécu” piuttosto che “il vécut”. Inoltre, in Madame de Sévigné, le forme del “passé simple” sono ancora presenti, ma con il valore di «passé composé». In ogni caso, è certo che sulla fine del XVII secolo, per lo meno a Parigi, nella lingua parlata il “passé simple” è stato completamente eliminato dalla lingua parlata. Questo è senz’altro a causa della complessità delle sue forme, spesso irregolari.

Formazione del passato remoto

• Nei verbi del primo gruppo si prende la radice dell’infinito e si aggiungono le desinenze -ai, -as, -a, -âmes, -âtes, -èrent, per cui diremo: j’aimai, tu aimas, il aima, nous aimâmes, vous aimâtes, ils aimèrent.

• Nei verbi del secondo gruppo si parte sempre dall’infinito e si aggiungono le desinenze -is, -is, -it, -îmes, - îtes, - irent, per cui diremo: je finis, tu finis, il finit, nous finîmes, vous finîtes, ils finirent

• Per gli altri gruppi, alcune grammatiche suggeriscono di partire dal participio passato, con l’avvertenza che alla 1.a e alla 2.a persona plurale occorre sempre mettere l’accento circonflesso. Esistono, comunque delle eccezioni.

Esempio:

Pouvoir - participio passato : pu - passé simple : – je pus, tu pus, il put, nous pûmes, vous pûtes, ils purent

Eccezioni e preferenze

Un’eccezione ci è data da alcuni verbi, come:

Être : je fus, tu fus, il fut, nous fûmes, vous fûtes, ils furent

Faire : je fis, tu fis, il fit, nous fîmes, vous fîtes, ils firent

Venir : Je vins, tu vins, il vint, nous vînmes, vîntes, ils vinrent

Probabilmente per timore di sbagliarsi o di non trovare immediatamente le forme corrette per i verbi di uso corrente come retenir, s’enfuir, bouillir, résoudre, distraire ou promouvoir, fu presa l’abitudine di dare la preferenza al “passé composé”. Tale pericolo non è illusorio perché sulla stampa o alla radio spesso si sono sentiti dei barbarismi, cioè di errori nella morfologia.

Per tutti i motivi sopra indicati, la frase: Quando andammo a Parigi, visitammo molti musei = Quand nous sommes allés à Paris, nous avons visité beaucoup de musées, invece di dire Quand nous allâmes à Paris, nous visitâmes beaucoup de musées.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la funzione principale del "passé simple" nella lingua francese?
  2. Il "passé simple" serve a descrivere azioni concluse nel passato, episodiche o che interrompono un'altra azione in corso, come indicato nel testo.

  3. Come è cambiato l'uso del "passé simple" nel francese moderno?
  4. Nel francese moderno, il "passé simple" è diventato una curiosità, usato raramente nella lingua parlata e prevalentemente nella forma scritta, come nei racconti, e spesso solo alla terza persona.

  5. Quali sono le desinenze per i verbi del primo gruppo al "passé simple"?
  6. Per i verbi del primo gruppo, si utilizza la radice dell'infinito con le desinenze -ai, -as, -a, -âmes, -âtes, -èrent, come ad esempio "j’aimai".

  7. Quali verbi presentano eccezioni nella formazione del "passé simple"?
  8. Alcuni verbi come "être", "faire" e "venir" hanno forme irregolari nel "passé simple", ad esempio "je fus" per "être" e "je fis" per "faire".

  9. Perché si preferisce il "passé composé" al "passé simple" nella lingua parlata?
  10. Si preferisce il "passé composé" per timore di errori nella morfologia del "passé simple", che presenta forme complesse e irregolari, come evidenziato nel testo.

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