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Concetti Chiave

  • Giovanni Pascoli è un importante esponente del decadentismo italiano, con una formazione classica e un'influenza del simbolismo decadente.
  • La sua infanzia è segnata da tragedie familiari, tra cui l'omicidio del padre e la morte di due fratelli e della madre, che influenzano la sua poetica.
  • Pascoli si avvicina alla politica, ma dopo esperienze di attivismo decide di concentrarsi sugli studi, laureandosi in Letteratura greca nel 1882.
  • La carriera accademica di Pascoli include insegnamenti in diverse università, culminando con la cattedra di Letteratura italiana a Bologna, succedendo a Carducci.
  • Tra le sue opere più celebri ci sono "Myricae", "Canti di Castelvecchio" e "Poemi del Risorgimento", riflettendo il suo interesse per la poesia civile e storica.

GIOVANNI PASCOLI

Giovanni Pascoli e il decadentismo

Uno dei rappresentanti più significativi del decadentismo italiano è Giovanni Pascoli che ha una solida formazione classica, cui non corrisponde un uguale interesse per la poesia europea contemporanea. Quindi la sua appartenenza al filone del simbolismo decadente è praticamente istintiva. Egli tende al sublime nel basso e nel quotidiano, e aspira a un ruolo di vate, mantenendosi sempre entro i confini tradizionali del letterato ottocentesco. Il poeta subisce la forza del modello carducciano e rivela un tratto caratteristico della propria psicologia, centrata sul bisogno di protezione e di isolamento.

Vita

Infanzia e tragedie familiari

Pascoli nasce il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna; quarto di dieci figli trascorre un’infanzia agiata fino a quando, il 10 agosto 1867, il padre Ruggero, amministratore dei principi Torlonia, viene ucciso con una fucilata, mentre torna a casa. L’esperienza biografica segna la vita del poeta che indagherà in seguito sulle cause del delitto che è rimasto impunito. Morti due fratelli e la madre, il poeta deve lasciare il collegio di Urbino, dove frequenta il liceo, e trasferirsi a Rimini con gli altri fratelli.

Studi e impegno politico

Nel 1873 decide di iscriversi alla facoltà di Lettere presso l'Università di Bologna grazie a una borsa di studio ma, avendo preso parte a una dimostrazione contro il Ministro della Pubblica Istruzione, nel 1876, non ha più diritto alla borsa di studio, per cui è costretto ad abbandonare gli studi universitari.

Egli si avvicina agli ambienti socialisti e nel 1879 prende parte a una manifestazione, a causa del quale viene rinchiuso nel carcere di Bologna; successivamente si allontana dalla politica attiva e riprende gli studi, laureandosi nel 1882 in Letteratura greca.

Vita familiare e carriera accademica

Dopo la morte del fratello Giacomo (1876), Giovanni diventa il capofamiglia. Egli non punta a costruire una relazione sentimentale, ma piuttosto a ricostruire il nucleo familiare paterno, il “nido”: nel 1887 si stabilisce a Massa insieme alle sorelle Ida e Maria (chiamata Mariù), delle quali è molto geloso. Vive con angoscia il matrimonio della sorella Ida, avvenuto nel 1895 contro la sua volontà. Si trasferisce con Mariù a Castelvecchio di Barga (Lucca), dove resterà fino alla morte. Maria non si separerà più da lui, divenendone dopo la morte la curatrice degli inediti e l’erede letteraria.

Opere e ultimi anni

Nel 1891 esce la prima edizione di Myricae e nel 1892 il poeta vince il prestigioso concorso di poesia latina di Amsterdam. Dopo aver insegnato in vari licei, nel 1895 Pascoli diventa professore di grammatica greca e latino presso l’università di Bologna.

Nel 1897, anno di pubblicazione dei Poemetti, Pascoli abbandona la carriera universitari presso l'Università di Bologna, per intraprendere la carriera universitaria a Messina, dove resta fino al 1903, quando viene trasferito a Pisa.

Nel 1903 escono i Canti di Castelvecchio. Nel 1904 escono i Poemi conviviali. Nel 1905 il poeta diventa titolare della cattedra di Letteratura italiana a Bologna che fino ad allora era stata di Carducci. In questo periodo, svolgendo anche la funzione pubblica di maestro, egli accentua il proprio interesse per la poesia storica e civile, di cui sono testimonianza le Odi e Inni (1906), le incomplete Canzoni di Re Enzio (1908), i Poemi italici (1911) e i Poemi del Risorgimento (1913).

Accanto all'insegnamento e alla gelosa custodia degli affetti familiari, vi è la poesia. Poco prima della morte, avvenuta a Bologna il 6 aprile del 1912, Pascoli pronuncia l’importante discorso "La grande Proletaria si è mossa", dedicato a sostenere l’impresa coloniale italiana.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra Giovanni Pascoli e il decadentismo italiano?
  2. Giovanni Pascoli è uno dei rappresentanti più significativi del decadentismo italiano, con una formazione classica che si riflette nella sua poesia, caratterizzata da un'aspirazione al sublime nel quotidiano e un forte bisogno di protezione e isolamento.

  3. Quali eventi tragici hanno segnato l'infanzia di Pascoli?
  4. Pascoli ha vissuto un'infanzia agiata fino all'omicidio del padre nel 1867, un evento che ha profondamente segnato la sua vita e la sua opera, portandolo a indagare sulle cause del delitto rimasto impunito.

  5. Come ha influenzato la politica la vita di Pascoli durante gli studi?
  6. Pascoli si è avvicinato agli ambienti socialisti e ha partecipato a manifestazioni politiche, che gli sono costate la borsa di studio e lo hanno portato a essere incarcerato nel 1879, ma successivamente ha abbandonato la politica attiva per concentrarsi sugli studi.

  7. Qual è stato il ruolo di Pascoli all'interno della sua famiglia?
  8. Dopo la morte del fratello Giacomo, Pascoli è diventato il capofamiglia, dedicandosi a ricostruire il nucleo familiare e vivendo con angoscia il matrimonio della sorella Ida, mantenendo un legame molto stretto con la sorella Maria.

  9. Quali sono alcune delle opere più significative di Pascoli e il loro impatto?
  10. Tra le opere più importanti di Pascoli ci sono "Myricae", "Canti di Castelvecchio" e "Poemi del Risorgimento", che testimoniano il suo interesse per la poesia storica e civile, contribuendo a consolidare il suo ruolo di maestro e poeta di riferimento nel panorama letterario italiano.

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