Concetti Chiave

  • Pascoli è influenzato da un clima positivista, ma il suo approccio è arricchito da tendenze spiritualistiche che lo portano a dubitare della scienza come unica chiave di comprensione.
  • La natura nei suoi componimenti è rappresentata con una concezione veristica, simile a quella di Verga, evidenziando aspetti bucolici e georgici attraverso un linguaggio accurato e gergale.
  • Il mistero e il simbolismo permeano la visione di Pascoli sulla natura, considerata un enigma che comunica messaggi enigmatici e non traducibili logicamente.
  • La rappresentazione del mondo da parte di Pascoli è caotica e disgregata, percepita oniricamente, dove le cose si intrecciano e acquistano significati antropomorfizzati.
  • Pascoli esplora la conoscenza del mondo attraverso mezzi non razionali, spingendosi oltre il concreto verso dimensioni spirituali e simboliche.

Influenze positiviste e spiritualistiche

Pascoli vive in un clima positivista che lo influenzerà come dimostra l’ossessiva precisione nell’uso della nomenclatura ornitologica e botanica e la lettura di testi di astronomia ispirati alle convinzioni scientifiche del tempo da cui prende ispirazione per lo sviluppo di temi astrali.

Il suo, però, non è un positivismo puro in quanto è influenzato da tendenze spiritualistiche e idealistiche e sente in lui il dubbio riguardo la scienza come strumento di conoscenza e ordinamento del mondo.

Concezione veristica della natura

La natura, infatti, che lui analizza e contempla per i suoi componimenti ha in sé una concezione di verismo che riprende il Verga. Viene colta negli aspetti più bucolici e georgiche. In essa i

personaggi sono attori di un vero e proprio romanzo georgico. Tutto ciò è caratterizzato da termini appropriati linguisticamente e da termini gergali.

Elementi linguistici e retorici

Si parla, secondo il critico Cartini, di elementi pregrammaticali che appartengono ai bambini e sono onomatopeici e gli elementi postgrammaticali che appartengono ai contadini (dialetti, idiomi romagnoli e toscani).

Mistero e simbolismo nella natura

E’ anche un velame di una condizione misteriosa metarazionale che comunica con il mondo dei fenomeni attraverso atmosfere sospese rese linguisticamente con l’addensarsi di figure retoriche, le analogie e le intuizioni del fanciullino. La natura, quindi, è un arcano, un enigma, un mistero ignoto e inconoscibile verso cui l’anima è protesa ansiosa cercando di captare i messaggi enigmatici, non traducibili logicamente. La natura, però, non è matrigna poiché il male è al di là di essa.

Questa spinta verso l’ignoto che parte dall’oggetto concreto non porta a una fede religiosa positiva si cerca di andare spiritualmente oltre l’oggetto in senso spirituale, allusivo e simbolico per entrare nei misteri della psiche trovando un’atmosfera luttuosa, ctonia, inquietante, senza speranza, triste in cui compaiono esseri misteriosi, fantasmi, morti nostalgicamente portati in vita senza godere delle gioie di essa.

Visione onirica e antropomorfizzazione

Tutto è caotico e disgregato dal momento che le componenti del mondo si allineano in maniera casuale, senza seguire alcun tipo di gerarchia di importanza (ciò che è trascurabile potrebbe essere il soggetto di maggiore attenzione) dando un’impressione momentanea della realtà.

Si ha una percezione onirica e visionaria: il mondo è visto attraverso il velo del sogno perdendo ogni consistenza oggettiva, le cose sfumano le une nelle altre per creare legami segreti.

Le cose reali acquisiscono una fisionomia antropomorfizzata e si caricano di significati umani.

La conoscenza del mondo avviene attraverso mezzi non razionali.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le influenze principali che caratterizzano la poetica di Pascoli?
  2. Pascoli è influenzato dal positivismo, evidenziato nella sua precisione scientifica, ma anche da tendenze spiritualistiche e idealistiche, che lo portano a dubitare della scienza come unico strumento di conoscenza.

  3. Come si manifesta la concezione veristica della natura nei componimenti di Pascoli?
  4. La natura in Pascoli è vista attraverso una lente verista, simile a quella di Verga, e viene rappresentata in aspetti bucolici e georgici, con personaggi che vivono un vero e proprio romanzo georgico, utilizzando un linguaggio appropriato e gergale.

  5. Qual è il ruolo del mistero e del simbolismo nella rappresentazione della natura?
  6. La natura è percepita come un mistero ignoto e inconoscibile, comunicando attraverso atmosfere sospese e figure retoriche, mentre l'anima cerca di captare messaggi enigmatici che vanno oltre la logica.

  7. In che modo Pascoli rappresenta la realtà attraverso una visione onirica?
  8. Pascoli offre una percezione onirica e visionaria del mondo, dove le cose perdono consistenza oggettiva e si antropomorfizzano, acquisendo significati umani, e la conoscenza avviene attraverso mezzi non razionali.

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