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Concetti Chiave

  • "Miricae" è la prima raccolta poetica di Pascoli, ispirata da un verso di Virgilio che esplora temi umili e quotidiani.
  • Il componimento "Novembre" mostra l'influenza di Carducci, con Pascoli che descrive un paesaggio senza un voce narrante, focalizzandosi su dettagli naturali.
  • Pascoli presenta un contrasto stagionale, iniziando con immagini primaverili che si trasformano in scene di appassimento e morte.
  • La descrizione del paesaggio in "Novembre" utilizza simbolismo fono-simbolico, enfatizzando la fragilità delle foglie e la caduta come segni di morte.
  • Il silenzio e l'aridità del terreno nel componimento riflettono una profonda connessione con il tema dell'estate dei morti, evidenziando la transitorietà della vita.

Origini e influenze di "Miricae"

“Miricae” è’ la prima raccolta poetica di Pascoli e il titolo deriva da un verso del poeta latino Virgilio “arbusta

iuvant humilisque myricae” che allude ai temi umili e campestri della raccolta, le piccole cose

domestiche e quotidiane. Queste poesie risentono molto dell’influenza di Carducci.

Una dei più noti componimenti poetici presenti nella raccolta è “Novembre”.

Analisi del componimento "Novembre"

In questo componimento poetico si evince l’influenza della poesia “San Martino” di Giosuè Carducci: anche Pascoli, come Carducci, descrive un quadretto: non vi il poeta che parla ma si limita a descrivere. Pascoli si riferisce ai primi di novembre, quando accade “l’estate dei morti” giornate belle e soleggiate che ricordano l’estate per la ricorrenza del 2 novembre.

Contrasti stagionali e simbolismo

Mentre Carducci componeva un quadro negativo dal quale emergevano elementi di positività e di vita, Pascoli inverte lo schema: da un’iniziale descrizione della natura raggiante e primaverile, tutto sembra appassire e seccarsi. Nelle prime strofe sembra primavera: l’aria è trasparente, il solo è luminoso, tanto che ci viene da cercare gli albicocchi fioriti e sembra di sentire il profumo del biancospino, ma il biancospino è secco, gli alberi hanno i rami secchi che formano in cielo delle trame nere. Poi c’è silenzio: si sente solo il soffio del vento, il terreno è arido e in lontananza si sente il fruscio delle foglie degli orti. È l’estate dei morti, la caduta delle foglie è decina fragile: l’insistenza sulla “F” dal senso di “fruscio”, la frase è dunque fono-simbolica (frase di senso compiuto scelta in maniera tale che produca un suono) e la parola “fragile” è stata scelta più per il suo significante che per il suo significato: la

fragilità delle foglie è segnale di morte.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del titolo "Miricae" e da dove deriva?
  2. Il titolo "Miricae" deriva da un verso di Virgilio, "arbusta iuvant humilisque myricae", e allude ai temi umili e campestri della raccolta, che si concentra sulle piccole cose domestiche e quotidiane.

  3. In che modo il componimento "Novembre" di Pascoli si ricollega all'opera di Carducci?
  4. "Novembre" risente dell'influenza della poesia "San Martino" di Carducci, poiché Pascoli, come Carducci, descrive un quadro senza intervenire direttamente, ma a differenza di Carducci, Pascoli presenta un paesaggio che evolve da una bellezza primaverile a una desolazione autunnale.

  5. Quali contrasti stagionali emergono nell'analisi di "Novembre"?
  6. In "Novembre", Pascoli inverte lo schema di Carducci: inizia con una descrizione di natura raggiante che poi si trasforma in un paesaggio appassito e secco, simboleggiando la fragilità della vita e la presenza della morte, evidenziata dall'uso di suoni e parole come "fruscio" e "fragile".

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