Concetti Chiave
- Pascoli, nato nel 1855, subì numerosi lutti familiari che influenzarono profondamente la sua vita e poetica, portandolo a sviluppare una concezione dolorosa della vita.
- La poetica del fanciullino di Pascoli sottolinea l'importanza dell'innocenza e della meraviglia, con il fanciullino che simboleggia l'irrazionale e il mistero della vita.
- Pascoli distingue tra poesia pura, caratterizzata da stupori e contemplazione della bellezza, e poesia applicata, che non riesce a cogliere la vera essenza della realtà.
- Le sue raccolte poetiche, come Myricae e Poemi Conviviali, esplorano temi di vita rurale e ideali morali, riflettendo la sua profonda connessione con la natura e la famiglia.
- Innovatore della poesia moderna, Pascoli introduce componimenti brevi e frammentari, arricchendo il linguaggio poetico con termini specifici e onomatopee, rendendo le sue opere più realistiche.
Qual è l'infanzia e la formazione di Pascoli?
Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855, da Ruggiero, amministratore di una tenuta e da Caterina Vincenzi Alloccatelli. Dai sette ai quattordici anni il poeta studiò in un collegio a Urbino, che dovette lasciare per la morte del padre, ucciso da sconosciuti.
Tragedie familiari e carriera
Colpito da altri lutti familiari, come la morte della madre e della sorella maggiore, egli continuò tra gli stenti gli studi e, vincendo una borsa di studio, si iscrisse alla facoltà di Lettere a Bologna. Durante gli anni universitari aderì alle idee socialiste e anarchiche e partecipò alle manifestazioni in favore di Passanante, dove poi fu arestato. Assolto, riprese gli studi e laureatosi, cominciò la carriera come insegnante di latino e greco. A Matera e a Livorno, dove insegnò, porto con se le sorelle e quest’attaccamento morboso ad esse accentuò il suo isolamento sentimentale, rivelando una struttura psicologica molto fragile, quella cioè di un eterno fanciullo. Questi atteggiamenti sfociarono quando la sorella Ida si sposò e lui considerò il matrimonio come una profanazione del “nido” familiare. Più tardi occupò la ex cattedra di Carducci a Bologna e morì lì nel 1912 per un tumore allo stomaco.
Concezione dolorosa della vita
Pascoli ebbe una concezione dolorosa della vita, sulla quale influirono la tragedia familiare e la crisi del Positivismo. La tragedia familiare colpì il poeta quando fu ucciso il padre, della madre, della sorella e di due fratelli. Questi lutti lasciarono nel suo animo un’impressione profonda e gli ispirarono il mito del “nido” familiare da ricostruire, che viene considerato il rifugio nel quale i dolori si placano. Mentre la crisi del Positivismo travolse i suoi miti, quelli della scienza liberatrice e del progresso. Il rinnovamento della società, promesso dalla scienza, non si era realizzato. I continui conflitti per le conquiste coloniali dimostravano l’impossibilità di giungere ad una soluzione dei problemi umani e sociali. Pascoli non solo riconobbe l’impotenza della scienza, ma l’accuso di aver reso più infelice l’uomo. Distruggendo in lui quella fede in Dio. Pertanto, perduta questa forza, indaga sul mondo dell’ignoto e dell’infinito, il problema dell’angoscia umana e concluse dicendo che tutto è mistero dell’universo e che gli uomini sono creature fragili, soggette a dolore, vittime di un destino oscuro. Giacché il male e il dolore dono un prodotto degli uomini e non della natura, Pascoli esorta gli uomini a bandire l’egoismo, la violenza, la guerra e ad unirsi e amarsi come fratelli. Soltanto con la solidarietà e la comprensione reciproca gli uomini possono vincere il male e il destino di dolore.
Poetica del fanciullino
La poetica di Pascoli è legata alla sua concezione del mistero come realtà che ci avvolge. Là dove hanno fallito la filosofia e la scienza, può riuscire il poeta che, illuminato da improvvise intuizioni, può scoprire il segreto della vita universale e le corrispondenze tra le cose. Partendo da questa capacità conoscitiva della poesia, l’autore elaborò una particolare poetica che va sotto il nome di “poetica del fanciullino”, dal titolo di una sua prosa. Egli prende spunto da un passo del Fedone di Platone, dove per quest’ultimo il fanciullino era il simbolo delle superstizioni e dei terrori della morte da cui siamo turbati sin dalla fanciullezza. Pascoli si impadronisce di quest’immagine, ma fa del fanciullino il simbolo dell’irrazionale: del mondo, cioè, tutto particolare, ingenuo e incantato. Questo fanciullino è in tutti gli uomini, i quali perciò sono tutti più o meno poeti; in altri, invece, più sensibili e sognanti, cioè nei poeti veri e propri, il fanciullino fa sentire continuamente la sua voce davanti al fascino del mistero. Questa poetica è analoga alle poetiche romantiche, dal Vico al Croce. Però, quando le poetiche romantiche parlando del poeta ut puer, intendono una fanciullezza ideale. Pascoli, invece, confonde la fanciullezza ideale a quella reale, chiusa in un mondo limitato, e pertanto passa dal poeta ut puer al puer ut poeta (fanciullo-poeta). Con questo concetto si spiegano sia la tendenza a pargoleggiare, cioè a fingere un’anima fanciulla, sia la condanna della cosiddetta “poesia applicata”.
Differenza tra poesia pura e applicata
Pascoli, infatti, individua la differenza tra “poesia pura” e “poesia applicata”. La poesia pura e fatta di stupori ed è contemplazione ingenua delle cose. Oggetto di essa non è solo la natura meravigliosa, ma anche le armi, le guerre, le avventure, i viaggi, tutte fantasie del fanciullo.
Classicismo e Decadentismo
Pascoli fu un profondo conoscitore delle letterature classiche. Tutte le sue opere sono ricchissime di reminiscenze classiche. La stessa poetica del fanciullino prende spunto da Platone e fa continuo riferimento ad Omero. Tuttavia, il suo classicismo è assai diverso da quello tradizionale e da quello carducciano. Il classicismo tradizionale era per lo più formale, volto alla ricerca dell’eleganza, dell’armonia. Quello carducciano era espressione di sanità morale e di impegno civile. Quello di Pascoli perde il suo vigore etico e si ammala delle stesse inquietudini e angosce del poeta. Pascoli pervenne al Decadentismo per istinto, non per influenze esterne; egli visse in se la crisi del Positivismo e da essa elaborò tutta la sua poetica. Gli elementi del Decadentismo pascoliano sono: il senso smarrito dell’infinito e del mistero congiunto alla percezione di voci arcane in zone profonde dello spirito; la concezione della poesia come rivelazione dell’ignoto; il simbolismo, ossia la tendenza a vedere le cose nel loro aspetto realistico; una certa fiacchezza di temperamento, la quale fa sì che il suo pessimismo sia lontano da quello virile di Leopardi e Carducci.
Raccolte poetiche di Pascoli
Myricae è la prima raccolta del Pascoli ed è dedicata al padre. Questo titolo vuole evidenziare una dichiarazione di umiltà da parte del poeta nei confronti della poesia del Carducci. Il tema dominante è quello della campagna, quando è ancora vivo il ricordo dell’estate trascorsa e si avverte l’arrivo dell’inverno, che richiama l’idea della morte.
La raccolta successiva è costituita dai Poemetti, divisi in Primi poemetti e Nuovi poemetti, in cui si narra la storia di una famiglia di contadini che ha un ciclo di vita parallelo a quello elle quattro stagioni. Vennero poi i Poemi Conviviali, dove l’autore rievoca leggende e figure del mondo classico greco e romano. Poi Odi e Inni, i Poemi del Risorgimento e i Poemi Italici di ispirazione civile, patriottica e umanitaria.
I Carmina contengono le poesie in latino del Pascoli ed in esse il latino sembra una lingua viva e moderna. Il contenuto è costituito da liriche e i più importanti poemetti sono: Res Romanae, Liber de poetis, Poemata christiana e Ruralia.
Opere in prosa e motivi ispiratori
Meritano di essere ricordate anche le opere in prosa, tra cui: discorsi celebrativi e politici (La grande proletaria si è mossa) e opere di critica letteraria (Minerva oscura; Sotto il velame; La mirabile visione).
I motivi di ispirazione sono essenzialmente quattro: il motivo delle memorie autobiografiche, rappresentati dai momenti di vita del poeta e lutti familiari; la celebrazione degli ideali morali, patriottici e umanitari; il motivo georgico, uno dei più suggestivi per la freschezza delle impressioni e l’acuta sensibilità del poeta; il senso del mistero della vita e della cosmicità della terra.
Innovazioni nella poesia moderna
Quanto alla struttura e alle forme, Pascoli da inizio alla poesia moderna, rompendo con la tradizione letteraria italiana. La poesia più profonda del Pascoli è quella dei componimenti brevi, dei frammenti contenenti sensazioni fulminee e intense. Perciò Pascoli fu l’iniziatore della poesia del frammento lirico. Egli, inoltre, ha saputo rinnovare profondamente anche il linguaggio poetico tradizionale e lo rende più ricco e realistico, adoperando termini tecnici e dialettali e ricorrendo alle onomatopee (uso di suoni capaci di imitare un rumore naturale, es. “din-don”).
Sono profondamente diversi. La poesia del Carducci sprigiona un senso di equilibrio interiore, di ottimismo e fede nella vita; la poesia di Pascoli è senza certezze e senza fede, ispira un senso di stanchezza ed è fondamentalmente frammentaria, sfumata e indefinita. Infine la poetica di Pascoli apre la nuova epoca, inquieta e torbida del ‘900.
Domande da interrogazione
- Quali eventi tragici hanno influenzato la vita e la poetica di Pascoli?
- Cosa si intende per "poetica del fanciullino" di Pascoli?
- Qual è la differenza tra poesia pura e poesia applicata secondo Pascoli?
- In che modo Pascoli si differenzia dai poeti classici e decadentisti?
- Quali innovazioni ha portato Pascoli nella poesia moderna?
La vita di Pascoli fu segnata da lutti familiari, tra cui l'omicidio del padre e la morte della madre e di due fratelli, che influenzarono profondamente la sua concezione dolorosa della vita e il mito del "nido" familiare, considerato un rifugio dai dolori (Fonte: Tragedie familiari e carriera).
La "poetica del fanciullino" rappresenta la capacità del poeta di scoprire il mistero della vita attraverso l'innocenza e la sensibilità del fanciullo, che è presente in ogni uomo, rendendolo potenzialmente un poeta (Fonte: Poetica del fanciullino).
La poesia pura è caratterizzata da stupori e contemplazione ingenua delle cose, mentre la poesia applicata si riferisce a temi più pratici e concreti, come guerre e avventure, che non rispecchiano la vera essenza poetica (Fonte: Differenza tra poesia pura e applicata).
Pascoli, pur essendo un conoscitore delle letterature classiche, sviluppa un classicismo personale, privo di vigore etico e influenzato dalle sue angosce, mentre il suo approccio al Decadentismo è istintivo, riflettendo la crisi del Positivismo (Fonte: Classicismo e Decadentismo).
Pascoli ha innovato la poesia moderna introducendo componimenti brevi e frammentari, arricchendo il linguaggio poetico con termini tecnici e dialettali, e utilizzando onomatopee, rompendo così con la tradizione letteraria italiana (Fonte: Innovazioni nella poesia moderna).