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Concetti Chiave

  • Pascal è un importante esponente del giansenismo e ha contribuito a diverse aree come la matematica, la fisica e la letteratura, con opere significative come le "Lettere provinciali" e i "Pensieri".
  • Il pensiero di Pascal si discosta da quello di Descartes, poiché considera la ragione debole e incerta, sostenendo che l'esperienza deve guidarla.
  • Pascal distingue tra "spirito di geometria", che utilizza la ragione, e "spirito di finezza", che si affida al cuore per comprendere la totalità dell'essere umano.
  • La visione di Pascal sull'uomo è pessimista; evidenzia la sua miseria e la difficoltà nel riconoscerla, sottolineando l'importanza della consapevolezza per aspirare alla verità e a Dio.
  • La fede, per Pascal, è il traguardo della ricerca umana e non può essere provata dalla ragione, rappresentando una necessità per l'uomo nel suo percorso di vita.

Pascal e il giansenismo

Pascal è uno dei più grandi esponenti del giansenismo e contemporaneamente anche matematico, fisico e scrittore. Le sue opere più conosciute sono Lettere provinciali (1656) con cui critica la morale giansenistica, che però furono pubblicate postume nel 1670 con il titolo Pensieri. Si tratta di una serie di frammenti che avrebbero dovuto confluire in un’altra opera Verità della religione cristiana.

Il pensiero di Pascal

Nel suo pensiero, Pascal si discosta notevolmente da Descartes più di quanto non facciano i giansenisti di Port-Royal. Egli non è fiducioso nella forza della ragione. Per Pascal la ragione è debole ed incerta perché è sottoposta all’immaginazione, al costume e al sentimento. Come matematico e scienziato, Pascal non disconosce certamente il valore della ragione in ambito scientifico anche se le attribuisce un penso inferiore rispetto a Descartes. Per Descartes, la ragione giunge a certe deduzioni partendo da principi che essa stessa ha posto o riconosciuto e l’esperienze serve soltanto a confermare tali deduzioni. Invece, per Pascal l’esperienza precede e guida la ragione per cui il metodo dello scienziato Pascal si avvicina molto di più a quello di Galileo che non a quello di Descartes. La ragione è anche incapace di stabilire i principi della scienza come lo spazio, il tempo, il movimento o i numeri. Ma l’ambito in cui la ragione si dimostra ancor più incapace è la capacità di comprendere l’uomo. In questo caso la ragione, che Pascal chiama spirito di geometria, che consiste nella capacità dei dedurre partendo da principi che sono difficili da scoprire, non serve a nulla. Invece occorre affidarsi al cuore, cioè allo spirito di finezza che sente le cose più che vederle e che è in grado di comprenderle nella loro totalità.

La natura umana secondo Pascal

Il corpo centrale del pensiero di Pascal è la ricerca della natura umana, lasciandosi guidare dallo spirito di finezza. L’uomo è collocato fra l’essere e il nulla: l’uomo è qualcosa, ma non è tutto ed è per questo che gli sfugge la conoscenza dell’essere nella sua totalità. La sua dignità risiede nel pensiero e la sola dignità del pensiero consiste nel rendere consapevole l’uomo della sua miseria. Pertanto la grandezza dell’uomo consiste soltanto nel riconoscersi miserabile. La visione che Pascal ha quindi dell’uomo è veramente pessimista. Purtroppo non è facile per l’uomo riconoscere la propria miseria; infatti, spesso, egli cerca di sottrarsi a tale consapevolezza, ricorrendo al divertimento. Per divertimento, Pascal intende tutte le attività umane, il lavoro, il giuoco che distraggono l’uomo dalla capacità di poter prendere in considerazione se stesso. Il riconoscimento della propria miseria è importante perché fa nascere nell’uomo l’aspirazione alla verità, al bene e quindi a Dio. La fede diventa pertanto il traguardo a cui l’uomo deve arrivare con la sua ricerca e la fede, e quindi la presenza di Dio, non può essere dimostrata con la ragione. L’esteriorità religiosa tanto combattuta dai giansenisti, per Pascal, costituisce un aiuto a credere, ma non certamente un merito

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della ragione nel pensiero di Pascal rispetto a Descartes?
  2. Pascal considera la ragione debole e incerta, a differenza di Descartes, che la vede come un mezzo per giungere a deduzioni certe. Per Pascal, l'esperienza precede e guida la ragione, avvicinandolo più al metodo di Galileo.

  3. Come definisce Pascal la natura umana?
  4. Pascal descrive l'uomo come collocato fra l'essere e il nulla, la cui dignità risiede nel pensiero e nella consapevolezza della propria miseria. La grandezza dell'uomo sta nel riconoscere la propria condizione miserevole.

  5. Qual è la visione di Pascal riguardo al divertimento e alla consapevolezza di sé?
  6. Pascal vede il divertimento come un modo in cui l'uomo cerca di sfuggire alla consapevolezza della propria miseria. Tuttavia, il riconoscimento di questa miseria è fondamentale per aspirare alla verità e a Dio.

  7. In che modo la fede si inserisce nel pensiero di Pascal?
  8. Per Pascal, la fede è il traguardo della ricerca umana e non può essere dimostrata dalla ragione. L'esteriorità religiosa, pur criticata dai giansenisti, è vista da Pascal come un aiuto alla fede, ma non come un merito.

Domande e risposte

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