Istituzioni governo e società
Modulo II
Dispensa a cura di Gabriele Pelli
Università Commerciale Luigi Bocconi
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Indice
1 Introduzione .................................................................. 6
1.1 Struttura del corso .................................................................. 6
1.2 Che cosa sono le istituzioni?.................................................... 6
1.3 Le istituzioni nella teoria dei giochi ........................................ 7
1.4 Alcuni modelli di istituzioni .................................................... 8
1.5 In sintesi ................................................................................ 11
2 Le istituzioni e la crescita ............................................. 12
2.1 Le istituzioni e la crescita di lungo periodo........................... 12
2.2 Il modello di Solow ................................................................ 15
2.3 Le implicazioni del modello Solow......................................... 18
2.4 Analisi di convergenza ........................................................... 20
2.5 Growth accounting ................................................................ 21
2.6 Le istituzioni formali e la crescita ......................................... 28
Washington Consensus
2.7 Il ...................................................... 33
2.8 In sintesi ................................................................................ 35
3 Misurare le istituzioni .................................................. 37
3.1 Metodologie di misurazione ................................................... 37
3.2 Indicatori aggregati ............................................................... 38
de jure
3.3 Indicatori ................................................................... 38
de facto
3.4 Indicatori ................................................................. 39
The regulation of entry
3.5 (Djankov, 2002) .............................. 40
3.6 In sintesi ................................................................................ 43
4 Istituzioni formali e crescita: I nessi causali .................. 44
policy evaluation
4.1 Il problema della ....................................... 45
selection bias
4.2 Il problema della ............................................. 47
4.3 Istituzioni ed esiti economici ................................................. 48
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4.4 Problemi di endogeneità dei regressori .................................. 49
4.5 Variabili strumentali (IV) ..................................................... 49
The colonial origins of comparative development:
4.6 an empirical investigation (Acemoglu, 2001) ........................ 51
4.7 Regression discontinuity (RD) .............................................. 58
National institutions and subnational development
4.8 in Africa (Michalopulos & Papaioannou, 2014) .................... 62
4.9 In sintesi ................................................................................ 70
5 Le istituzioni informali ................................................. 73
5.1 Il quadro teorico di riferimento ............................................. 73
5.2 Istituzioni informali e crescita: i nessi causali ....................... 75
Making democracy work.
5.3 Civic traditions in modern Italy (Putnam, 1993) ................. 79
Difference in difference
5.4 Misurare il capitale sociale: (DiD) ... 84
Long term persistence
5.5 (Guiso et al., 2008) .......................... 86
5.6 In sintesi ................................................................................ 92
6 Le interazioni tra cultura e istituzioni formali ................ 96
6.1 Le determinanti del capitale sociale ...................................... 96
6.2 L’approccio epidemiologico .................................................... 98
6.3 La teoria dei network sociali fra immigrati ..........................100
6.4 Inherited trust and growth (Algan & Cahuc, 2011) ............102
Regulation and distrust
6.5 (Aghion et al., 2010) ....................109
6.6 In sintesi ...............................................................................117
7 Complementarietà istituzionali .................................... 120
Washington consensus
7.1 Un breve riassunto: il (1989) ...........120
7.2 Un breve riassunto: la controversia "Stato-mercato" ..........121
7.3 Un breve riassunto: l’evidenza empirica ...............................122
7.4 Un breve riassunto: le esperienze storiche ............................123
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7.5 Il pluralismo delle scienze sociali ..........................................126
7.6 Gli interessi nella ricerca economica ....................................127
Varieties of capitalism: the institutional foundations
7.7 of comparative advantage (Hall & Soskice, 2011)................128
7.8 In sintesi ...............................................................................135
8 La scelta delle istituzioni ............................................. 137
8.1 Un confronto tra varie teorie economiche ............................137
Institutions and economic development:
8.2 theory, policy and history (Chang, 2011).............................140
8.3 La (problematica) scelta di "buone" istituzioni ...................143
storia
8.4 La come strumento di scelta delle istituzioni .............144
econometria
8.5 L’ come strumento di scelta delle istituzioni ....146
8.6 In sintesi ...............................................................................149
9 Istituzioni e disuguaglianza .......................................... 152
9.1 Le spese sociali .....................................................................152
9.2 Il mercato del lavoro ............................................................160
flexsecurity
9.3 La ......................................................................165
9.4 Il problema della disuguaglianza ..........................................166
9.5 I diversi approcci alla disuguaglianza ...................................172
9.6 Le possibili cause della disuguaglianza:
meccanismi di mercato
i. ......................................................175
le istituzioni
9.7 Le possibili cause della disuguaglianza: ...........177
The changing nature of wage inequality
9.8 (Lemieux, 2008) ...178
Institutions and wages in Post-World War II America
9.9 (Levy & Temin, 2010) ..........................................................179
9.10 Le possibili soluzioni alla disuguaglianza .............................180
The missing motivation in macroeconomics
9.11 (Akerlof, 2007) ......................................................................183
9.12 In sintesi ...............................................................................188
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1 Introduzione
1.1 Struttura del corso
Il corso si prefigge l’obiettivo di analizzare le relazioni fra istituzioni, cultura ed economia, un tema estremamente complesso per via della molteplicità di approcci. Esso è diviso in due parti: nella prima vedremo come l’economia ortodossa guarda alle istituzioni formali e informali, e come queste influenzano la crescita di lungo periodo.
In particolare, guarderemo ai modelli teorici sottostanti, ai problemi di misurazione ed infine alle stime degli effetti delle istituzioni, utilizzando tecniche econometriche. Nella seconda parte vedremo gli stessi contenuti da una prospettiva mainstream alternativa, che si pone in modo critico rispetto al: un filone di studi chiamato "varietà di capitalismo".
1.2 Che cosa sono le istituzioni?
Le definizioni di istituzioni sono molteplici.
Di seguito si riportano le due che ci sembrano più significative:
- Le istituzioni sono quelle prescrizioni che le persone usano per organizzare tutte le forme di interazione ripetuta ed esplicitata;
- Le istituzioni sono un complesso coordinato di norme e di ruoli, dove le norme sono, di nuovo, prescrizioni di comportamento.
Gli economisti usano una definizione di norma più vicina al loro modo di pensare: in tale nozione rientrano infatti sia le norme sociologiche che quelle giuridiche, ovvero sia le istituzioni formali che quelle informali, tra le quali gli economisti annoverano anche la cultura.
Il riferimento principale per quanto riguarda la definizione di istituzioni è North, il quale infatti sostiene che “le istituzioni sono i vincoli concepiti dall’uomo che strutturano l’interazione politica, economica e sociale. Tali vincoli sono di natura sia informale (sanzioni, proibizioni, usi e costumi, tradizioni e codici di condotta), che formale (costituzione, leggi, diritti di proprietà)”.
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L’aspetto più importante da sottolineare in tale definizione è la parola "vincoli", che le persone si autoimpongono. Come tutti i vincoli nella teoria economica, ciò che le istituzioni fanno è quindi definire l’insieme delle possibilità di decisione dell’individuo, determinando così costi di transazione e di produzione e quindi in definitiva la profittabilità e la fattibilità dell’attività economica.
La prima differenza tra le definizioni date inizialmente e quella di North, è che in quest’ultima le istituzioni sono una creazione dell’uomo volta a ridurre l’incertezza e in definitiva a favorire lo scambio tra gli individui.
1.3 Le istituzioni nella teoria dei giochi
La traduzione analitica di questa definizione è un modello di teoria dei giochi. La definizione di North ci dice che le persone sono individui razionali ed egoisti che mirano a massimizzare la propria utilità, e dunque cooperano solo se gli conviene.
Tuttavia, a volte capita che gli individui non cooperino, anche qualora gli converrebbe, come nel caso del dilemma del prigioniero, che viene chiamato in questo specifico contesto trust-honor, cioè un gioco basato sulla fiducia e sull’onorare la fiducia.
Generalmente, la soluzione di questo tipo di gioco è sub-ottimale. L’idea è allora che le istituzioni siano dei vincoli che gli uomini hanno creato ad hoc al fine di orientare l’esito di tale “dilemma del prigioniero” verso la Pareto-efficienza.
Questa è una rappresentazione in cui l’Agente I deve decidere se fidarsi (Trust) o meno (Distrust) dell’Agente II. Se si fida, l’Agente II può scegliere di onorare la fiducia (Honor), e in questo caso il 7 Dispensa a cura di Gabriele Pelli Università Commerciale Luigi Bocconi ( ) payoffs sarà , pure di approfittarne (Exploit), con payoffs ( ). pari a
Se invece non si fida, l’Agente I ottiene semplicemente zero, mentre l’Agente II otterrà se decide di onorare il contratto, oppure zero anche lui se sceglie di non onorare la fiducia (si noti bene che il gioco è di tipo simultaneo, quindi i due agenti effettuano la propria scelta contemporaneamente).
Il problema è evidente: se l’Agente I si fida, all’Agente II non ( ) conviene onorare la fiducia. Di conseguenza, l’esito del gioco (lo scambio non avviene) non è Pareto-ottimale, in quanto ( ). entrambi potrebbero stare meglio con l’esito Nel parlare di istituzioni formali e informali, gli economisti hanno in mente una situazione del genere, ma come si fa a risolvere tale "dilemma"?
1.4 Alcuni modelli di istituzioni
Una prima soluzione è costituita dall’introduzione di contratti espliciti, ovvero istituzioni, che prevedano una penale per l’Agente II qualora non onori la fiducia, ad esempio il carcere. Di solito, per avere un sistema del genere occorrerà però pagare il costo dell’istituzione stessa, ad esempio un costo di monitoraggio.
Se valgono delle condizioni analitiche per cui il costo di monitoraggio non è troppo elevato e la penale è sufficientemente elevata da indurre l’Agente II a non deviare dal patto, l’equilibrio di Nash risultante dal suddetto gioco diventerà quello Pareto-ottimale, e soprattutto quello in cui lo scambio ha effettivamente luogo.
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Il modello si può poi modificare a piacere, ad esempio ipotizzando non la presenza di due soli individui, ma piuttosto di una società di individui: in questo caso il costo di monitoraggio può essere visto ad esempio come il costo del fornire il bene pubblico amministrazione della giustizia, pagato da tutti.
Un altro esempio di contratto esplicito potrebbe prevedere, anziché una penale, un incentivo all’Agente II qualora onori il contratto: l’effetto è sempre quello di raggiungere l’equilibrio in cui lo scambio avviene, a patto chiaramente di rispettare delle condizioni sui parametri.
Un altro tipo di modello considera il cosiddetto "folk theorem", così chiamato perché in molti lo hanno dimostrato. Tale modello prevede una interazione ripetuta tra i due agenti: l’idea è che l’equilibrio raggiunto sarà quello Pareto-ottimale finché uno dei due agenti non devia.
Infatti, non appena uno dei due devia l’equilibrio diventerà (0,0) per sempre. L’interazione ripetuta permette quindi a entrambi gli agenti di avere sempre la possibilità di punire l’altro, in modo credibile. In questo caso, non si ha bisogno di istituzioni né formali né informali.
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Un altro esempio di modello è quello che prevede contratti impliciti, ovvero norme sociali: se L’Agente II non onora la fiducia dell’Agente I, incorre in un costo che è la sanzione sociale.
Di nuovo, se i parametri sono adeguati, la soluzione del gioco è quella Pareto-efficiente. Il classico esempio di soluzione con contratto implicito riguarda la criminalità organizzata: quando qualcuno tradisce la fiducia paga un prezzo molto alto.
Un ultimo esempio si ha quando nella scelta dei due agenti subentra un cambiamento delle preferenze, che può essere esogeno e/o endogeno, che porta ad attribuire un diverso valore alla deviazione ( ), rendendolo negativo, perché ci si sente in colpa o perché si subisce la pressione dei pari, ad esempio temendo che "la gente pensi male di noi". Il tipico esempio è quello legato al senso di colpa per aver evaso le tasse, diffuso in certi paesi più che in altri.
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1.5 In sintesi
- Esistono molte definizioni di istituzioni. Secondo North esse sono quei vincoli che l’uomo si auto-impone al fine di ridurre l’incertezza e favorire lo scambio. Esse possono essere sia formali (norme, leggi, diritto di proprietà, ecc.) che informali (norme sociali, cultura, usi e costumi, ecc.). ggg
- Esiste dunque un problema legato al fatto che gli agenti non possono effettuare scambi che sarebbero mutualmente convenienti per via di questa possibilità di tradire la fiducia. Le soluzioni sono costituite da: ggg
- Contratti espliciti, cioè istituzioni formali che regolano le interazioni tra persone, e richiedono una parte terza che garantisca il rispetto degli accordi (attraverso sanzioni o incentivi);
- Interazione ripetuta, attuabile però soltanto con gruppi piccoli o società poco sviluppate, perché altrimenti gli scambi sono tipicamente anonimi e diventa possibile tradire la fiducia restando impuniti;
- Contratti impliciti, cioè le norme sociali, a cui sono però associati due problemi: 1. sono efficaci solo in gruppi piccoli e coesi in cui la sanzione sociale sia particolarmente avvertita; 2. criticità dovute al costo della sanzione sociale e della possibilità per i singoli individui di fare free riding;
- Cambiamento delle preferenze, cioè cambiare la struttura dei payoff attraverso la cultura, cosa che però è molto complessa e difficilmente sotto il controllo del policy maker.
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2 Le istituzioni e la crescita
2.1 Le istituzioni e la crescita di lungo periodo
Iniziamo concentrandoci sulla crescita, guardando a cosa succede nel lungo periodo.
Nel grafico è rappresentato l’andamento storico del logaritmo del Pil pro-capite di diversi paesi nel periodo 1969-2000. Si può notare che in tale periodo Stati Uniti rimangono sempre al di sopra degli altri paesi considerati (e questo varrà fino al 2007).
Un paese in via di sviluppo come la Corea del sud che invece ha iniziato a livelli molto bassi oggi occupa una posizione elevata. Ci sono poi i paesi, come la Germania, che hanno iniziato da una posizione intermedia ma che non sono poi riusciti a crescere, ed infine paesi, come la Nigeria, partiti da livelli molto bassi e rimasti tali.
A partire da tali considerazioni bisogna porsi una serie di interrogativi: perché alcuni paesi riescono a crescere e altri no? Perché alcuni paesi riescono ad uscire dalla loro situazione di povertà e altri no?
Il grafico successivo è un’estensione del precedente a partire dall’anno 1000 d.C.
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Certamente le informazioni che provengono da periodi così lontani vanno prese con le d
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