Concetti Chiave
- L'episodio di maltrattamento della cagnolina mette in luce l'insensibilità della nobiltà verso gli animali, evidenziando una gerarchia di valori distorta.
- La nobildonna reagisce con profonda emozione, mostrando il suo affetto per l'animale e richiedendo giustizia, riflettendo il legame tra uomo e animale.
- L'istitutore racconta l'episodio con apparente indignazione, ma le sue parole rivelano una critica alla mentalità elitista che sminuisce la vita dei servitori.
- L'eco pietosa che risponde alla cagnolina simboleggia la sensibilità e la compassione, richiamando l'attenzione sulla sofferenza degli animali.
- Il racconto sottolinea l'importanza della giustizia e della dignità per tutti gli esseri viventi, mettendo in discussione le priorità della società aristocratica.
Ironia e Sofferenze Animali
Durante un pranzo, in cui Parini presenta spassose caricature con sapiente ironia, uno dei nobili ospiti del giovin signore, porta la conversazione sulle sofferenze degli animali. L’argomento commuove la dama corteggiata dal padrone di casa, che ricorda un terribile episodio accaduto alla sua amata cagnolina: morso al piedi, un volgare servo aveva osato dare un calcio alla bestiola. Naturalmente il servo era stato licenziato in tronco ed era finito a chiedere l’elemosina. L’episodio narrato dalla nobildonna è raccontato dall’istitutore con apparente sdegno per l’azione del servo. In realtà le sue parole mettono in luce e condannano l’insensibilità e la superbia di una classe sociale per cui conta più la vita di un cane che quella di un fedele servitore.
Or le sovviene il giorno,
ahi fero giorno! allor che la sua bella
vergine cuccia de le Grazie alunna,
giovenilmente vezzeggiando, il piede
villan del servo con gli eburnei denti
segnò di lieve nota: e questi audace
col sacrilego piè lanciolla: ed ella
tre volte rotolò; tre volte scosse
lo scompigliato pelo, e da le vaghe
nari soffiò la polvere rodente:
indi i gemiti alzando: Aita, aita,
parea dicesse; e da le aurate volte
a lei l'impietosita Eco rispose:
e dall'infime chiostre i mesti servi
asceser tutti; e da le somme stanze
le damigelle pallide, tremanti precipitâro.
Accorse ognuno; il volto
fu d'essenze spruzzato a la tua dama:
ella rinvenne al fine. Ira e dolore
l'agitavano ancor; fulminei sguardi
gettò sul servo; e con languida voce
chiamò tre volte la sua cuccia: e questa
al sen le corse; in suo tenor vendetta
chieder sembrolle: e tu vendetta avesti
vergine cuccia de le Grazie alunna.
Ora ( la dama) si ricorda del giorno,
o che giorno crudele! In cui la sua
bella cagnolina, educata dalle Grazie,
scherzando come fanno i cuccioli,
morse leggermente con i suoi denti d’avorio
il piede volgare del servo:
e costui osò scacciarla con il suo piede sacrilego:
e la cagnolina rotolò in terra tre volte;
tre volte scosse il suo pelo arruffato e dalle tenere narici soffiò via la polvere irritante.
Quindi, gemendo, sembrava chiamare
“aiuto,aiuto”; e dai soffitti dorati
Le rispose un eco pietosa e dai
Locali più bassi accorsero tutti i servi,
tristi , e dalle stanze superiori si precipitarono
le damigelle, pallide e tremanti. Tutti accorsero,
sul volto della tua dama furono spruzzate essenze e alla fine ella rinvenne.
Era ancora scossa dalla collera e dal dolore;
gettò sguardi fulminanti sul servo e con voce debole
chiamò tre volte la sua cagnolina:
questa le balzò in braccio, e , con il suo comportamento,
sembrò chiederle vendetta:
e tu vendetta ottenesti, cagnolina educata dalle Grazie.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del racconto riguardo alle sofferenze degli animali?
- Come reagisce la nobildonna all'episodio di maltrattamento della sua cagnolina?
- Qual è il ruolo dell'istitutore nel racconto?
- Che significato ha l'eco pietosa che risponde ai gemiti della cagnolina?
Il racconto mette in evidenza l'insensibilità della nobiltà nei confronti delle sofferenze degli animali, evidenziando come la vita di un cane venga considerata più preziosa di quella di un servitore, come dimostrato dall'episodio del servo licenziato per aver maltrattato la cagnolina.
La nobildonna è profondamente scossa e commossa dall'episodio, mostrando ira e dolore per il maltrattamento subito dalla sua cagnolina, il che sottolinea la sua empatia verso l'animale piuttosto che verso il servo.
L'istitutore racconta l'episodio con apparente sdegno, ma le sue parole rivelano una critica alla superbia della nobiltà, suggerendo che la loro sensibilità è limitata agli animali piuttosto che ai servitori.
L'eco pietosa simboleggia la solidarietà e la compassione che si risvegliano tra i presenti, evidenziando la reazione collettiva alla sofferenza dell'animale e la fragilità della nobiltà di fronte a tale ingiustizia.