Concetti Chiave
- Il testo descrive un nobile commensale, simboleggiato come un "eroe del banchetto", noto per la sua ingordigia e per la sua acuta capacità di gustare i cibi.
- Le ombre degli antenati, rappresentanti delle vecchie generazioni, si aggirano intorno al banchetto lamentando la loro avarizia e la miseria dei contadini che hanno sfruttato.
- La figura del nobile è contrastata dalle sofferenze del popolo, evidenziando la critica alla disuguaglianza sociale e all'oppressione dei più poveri.
- Il poeta mette in risalto l'assenza di rimorso degli antenati per le ingiustizie commesse, sottolineando il loro attaccamento alle ricchezze accumulate.
- Si fa riferimento alla capacità del nobile di trasformare e godere delle risorse naturali, come l'aria, la terra e il mare, per il suo piacere personale.
L'eroe del banchetto
Or chi è quell'eroe che tanta parte
colà ingombra di loco, e mangia e fiuta
e guata e de le altrui cure ridendo
sì superba di ventre agita mole?
Oh di mente acutissima dotate
mamme del suo palato! oh da mortali
Invidiabil anima che siede
tra la mirabil lor testura; e quindi
l'ultimo del piacer deliquio sugge!
Chi più saggio di lui penètra e intende
la natura migliore; o chi più industre
converte a suo piacer l'aria, la terra,
e 'l ferace di mostri ondoso abisso?
Qualor s'accosta al desco altrui, paventano
suo gusto inesorabile le smilze Ombre
de' padri, che per l'aria liev
s'aggirano vegliando ancora intorno
li ceduti tesori: e piangon lasse
le mal spese vigilie, i sobrj pasti,
le in preda all'aquilon case, le antique
digiune rozze, gli scommessi cocchj
forte assordanti per stridente ferro
le piazze e i tetti: e lamentando vanno
gl'invan nudati rustici, le fami
mal desiate, e de le sacre toghe
l'armata in vano autorità sul vulgo.
Il pranzo del Giovin Signor
Il pranzo del Giovin Signor,e a casa della sua dama, sta ormai giungendo al culmine. Un grosso commensale, famoso per essere un grande divoratore, ingombra il locale dove si tiene il banchetto. Le sue capacità gustative sono molto acuite e sono capaci di succhiare la dolcezza e trarre godimento da tutto ciò che vive sulla terra, nell’aria e nel mare. Quando egli si avvicina al desco, ecco tremare intorno a lui le ombre magrissime dei suoi antenati che riuscirono ad accumulare ricchezza, con molta avarizia, facendo vivere nell’indigenza i propri contadini ed invocando la fame e la carestia per potersi arricchire di più. Inoltre con il favore dei tribunali riuscirono ad opprime ancor di più la povera gente già stremata. Le loro sofferenze sono servite ben a poco se oggi il nobile ingordo arriva a divorare tutto. Nel passo il disdegno del poeta per la disuguaglianza sociale è molto evidente; da notare che gli spiriti vaganti degli antenati, addirittura non provano rimorso per le infamie compiute nei confronti dei contadini, bensì’ si lamentano dell’ingordigia del loro discendente.
Chi è quell’eroe [ nel senso di semidio, termine che Parini adopera in modo molto conveniente quando ci presenta il mondo nobiliare] che occupa una parte così grande della mensa imbandita, mentre è intento al pasto fiutando le vivande che gli sono più vicine, divorando con lo sguardo quelle a cui il suo fiuto può arrivare e ridendo delle preoccupazioni degli altri ed agitando una mole così straordinaria di ventre? Oh papille gustative del suo palato, dotate di un ingegno acutissimo! Oh anima invidiabile che risiede nella mirabile loro consistenza e quindi di lì fino all’ultima dolcezza di cibi! Chi più sapientemente di lui può capire la natura migliore dei cibi? Chi con maggiore industria, con maggiore abilità sa volgere a proprio godimento quanto vive nell’aria, sulla terra e negli abissi marini ricchi di pesci?
Le ombre degli antenati
Quando si avvicina a qualche desco signorile, le emaciate e magrissime ombre degli antenati che si aggirano lievi per l’aria, vegliando ancora intorno alle loro ricchezze cedute contro voglia temono il suo gusto implacabile [In questo verso si nota il contrasto fra le ombre smilze dei padri e la mole adiposa del nobile eroe che ingombra tanta parte del luogo in cui si tiene il banchetto]: e infelici rimpiangono le inutili veglie, [ le inutili fatiche rese necessarie per acculate e custodire tante ricchezze], i pasti insufficienti, le case scomode e mal riparate dalle tempeste del vento aquilone, i ronzini vecchi e mal nutriti, le carrozze sgangherate che assordavano le piazze e le case a causa dello stridore dei ferri che provocavano; i contadini si stanno lamentando invano perché derubati di ciò che spetta loro di aver desiderato inutilmente le carestie [per poter rialzare il prezzo del grano], di aver sollecitato a proprio favore l’intervento armato delle sacre toghe [i tribunali, chiamati sacri perché a servizio dei nobili e dei potenti].
Domande da interrogazione
- Chi è l'eroe del banchetto descritto nel testo?
- Qual è il contrasto principale evidenziato tra l'eroe e le ombre degli antenati?
- Come viene rappresentata la disuguaglianza sociale nel testo?
- Qual è il ruolo delle ombre degli antenati nel contesto del banchetto?
- In che modo il poeta critica il comportamento del nobile eroe?
L'eroe del banchetto è un nobile commensale, descritto come un grande divoratore, che occupa gran parte della mensa e gode delle vivande con un gusto acuto, mentre ignora le preoccupazioni altrui.
Il contrasto principale è tra la mole adiposa dell'eroe e le ombre magre degli antenati, che rimpiangono le loro fatiche e sofferenze, mentre il discendente si nutre avidamente delle ricchezze accumulate.
La disuguaglianza sociale è rappresentata attraverso il disprezzo del poeta verso l'ingordigia del nobile, che si nutre delle ricchezze accumulate a spese dei contadini, i quali soffrono in silenzio.
Le ombre degli antenati vegliano sulle ricchezze cedute e lamentano le loro sofferenze passate, temendo il gusto implacabile del loro discendente, che ignora il loro sacrificio.
Il poeta critica il comportamento del nobile eroe evidenziando la sua ingordigia e il suo disinteresse per le sofferenze dei contadini, sottolineando l'ingiustizia sociale e l'avidità che caratterizzano il suo modo di vivere.