Concetti Chiave
- Nel XVIII secolo si sviluppano due tendenze letterarie principali: l'illuminismo, che promuove la guida morale del poeta, e il neoclassicismo, che trae ispirazione dall'antichità greca e latina.
- Giuseppe Parini è un importante rappresentante della poesia illuminista, cercando di unire l'utile al dilettevole attraverso opere che educano il lettore e celebrano la bellezza dell'arte antica.
- La figura di precettore di Parini presso famiglie nobili gli consente di esplorare e criticare il mondo aristocratico, influenzando profondamente le sue opere satiriche.
- Il Giorno, capolavoro di Parini, è un poema in endecasillabi che satirizza l'aristocrazia milanese, inizialmente previsto in tre parti, poi ristrutturato in quattro, di cui solo due sono state completate.
- Parini critica la vita aristocratica descrivendo le occupazioni superficiali del "giovin signore" e denunciando la disuguaglianza sociale, evidenziando l'isolamento della nobiltà rispetto al resto della società.
Tendenze letterarie del XVIII secolo
Nel XVIII abbiamo due tendenze letterarie opposte:
• l’ispirazione illuminista, con cui il poeta diventa la guida morale della società, indica all’uomo la via da percorrere per il raggiungimento della libertà, della giustizia e della ricerca della felicità. Si tratta di una tendenza che introduce gli elementi della realtà all’interno della poesia
• l’ispirazione neoclassica o Neoclassicismo (a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo). Questa corrente trova nell’antichità classica, greca e latina, una fonte di ispirazione
Giuseppe Parini: tra Illuminismo e Neoclassicismo
Il poeta Giuseppe Parini arriva a compiere una sintesi fra queste due tendenze. Egli è uno dei più grandi rappresentanti della poesia illuminista: infatti, le sue opere si ispirano al principio secondo cui l’arte deve essere utile alla società, cioè l’arte innanzitutto deve educare il lettore e solo successivamente divertire. (unire l’utile al dilettevole). Tuttavia egli ricerca anche la cultura e l’ideale della bellezza dell’arte antica e per questo si avvicina al Neoclassicismo.
La vita e le opere di Parini
Parini nasce in Brianza (Lombardia) nel 1729, da una famiglia di modesti commercianti (il padre era un commerciante di seta). Si trasferisce a Milano, dove vive nel periodo del dispotismo illuminato di Maria-Teresa d’Asburgo. Entra far parte di un circolo culturale, l’Accademia dei Trasformati, scrive articoli per la “Gazzetta di Milano” e ricopre anche alcuni incarichi per il Teatro. Tuttavia l’attività più importante della sua vita è quando accetta di diventare precettore in casa di due famiglie nobili: prime, quella del duca Gabrio Serbelloni e, successivamente, quella del Conte Imbonati. Il precettore era una figura importante ed indispensabile in una famiglia di nobili: esso si occupava di educare ed istruire i figli. Al Conte Imbonati, egli dedica un’ode, L’educazione, che si ispira alle idee pedagogiche di Rousseau.
Il Giorno: satira dell'aristocrazia
L’incarico di precettore gli permette di conoscere da vicino il mondo degli aristocratici che costituisce l’ ispirazione delle sue opere di carattere satirico e polemico. Dopo aver scritto il Dialogo sopra la nobiltà (1757) e il Discorso sopra la poesia (1761), Parini scrive il suo capolavoro Il Giorno, che inizia a pubblicare nel 1763, il cui contenuto è una satira contro la classe aristocratica, considerata nella sua inutilità.
Durante la Rivoluzione francese, pur sostenendo gli ideali di uguaglianza, prende le distanze dagli eccessi della violenza giacobina del periodo del Terrore. Successivamente fa parte del governo milanese, creato da Napoleone Bonaparte, nel 1796m ma viene destituito dall’incarico perché considerato troppo onesto e poco disposto a farsi influenzare e a scendere a compromessi. Anche gli Austriaci, quando riprendono Milano a seguito della caduta di Napoleone, non lo vedono di buon occhio ed il Parini finisce i suoi giorni in povertà e ammalato anche se per molto tempo aveva costituito un’ importante figura di riferimento per Milano.
Struttura e critica sociale nel poema
E’ un poema in endecasillabi (versi di undici sillabe ciascuno) che costituisce una satira nei confronti dell’aristocrazia milanese. Il poeta vi ha lavorato molto tempo; inizialmente esso avrebbe dovuto essere composto da tre parti: : Il Mattino, Il Mezzogiorno e La Sera. La 1.a e la 2.a parte furono pubblicate fra il 1763 ed il 1766, ma la 3.a parte non fu mai stampata. Dopo il 1770, Parini riprende l’opera e ne modifica la struttura. Egli ne fa un’opera unica suddivisa in 4 parti: Il Mattino, Il Meriggio, Il Vespro e La Notte. Queste due ultime parti non sono state mai completate.
Il narratore è precettore di un giovane aristocratico (= il giovin signore) a cui egli insegna come comportarsi bene in società e seguire quanto suggerito dalla moda, assistendo così a tutte le sue frivole occupazioni. La narrazione descrive i diversi momenti di una giornata qualsiasi e Parini ne approfitta per ironizzare e criticare la vita senza senso e senza utilità dei nobili, fatta di sola apparenza.
L’ambientazione è costituita da spazi chiusi (il palazzo del giovin signore, la casa degli amici, la carrozza) e questo è il simbolo dell’isolamento dell’aristocrazia di fronte al popolo e a tutto il resto della società. Il precettore fa vista di approvare tutto quello che fa il giovin signore, ma in realtà critica il suo comportamento e a volte denuncia la disuguaglianza sociale.
Il giovin signore non ha un nome proprio; questa significa che la critica è rivolta a tutta la classe nobiliare.
Nel poema troviamo delle descrizioni molto particolareggiare del lusso della nobiltà verso cui, Parini era anche attratto,in quanto egli proveniva da una classe sociale piuttosto bassa.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del poeta secondo l'ispirazione illuminista?
- Come si distingue Giuseppe Parini nel panorama letterario del XVIII secolo?
- Qual è l'importanza dell'incarico di precettore nella vita di Parini?
- Qual è la struttura del poema "Il Giorno" e il suo significato?
- Come Parini rappresenta la figura del giovin signore nel suo poema?
Secondo l'ispirazione illuminista, il poeta diventa la guida morale della società, indicando all'uomo la via per raggiungere libertà, giustizia e felicità, integrando elementi della realtà nella poesia.
Giuseppe Parini si distingue per la sua sintesi tra illuminismo e neoclassicismo, sostenendo che l'arte deve essere utile alla società, educando il lettore prima di intrattenerlo.
L'incarico di precettore permette a Parini di conoscere l'aristocrazia, ispirando le sue opere satiriche, tra cui il capolavoro "Il Giorno", che critica l'inutilità della classe aristocratica.
"Il Giorno" è un poema in endecasillabi che satirizza l'aristocrazia milanese, inizialmente concepito in tre parti, ma successivamente ristrutturato in quattro, evidenziando l'isolamento e la superficialità della nobiltà.
Nel poema, il giovin signore è un personaggio senza nome, simbolo di tutta la classe nobiliare, la cui vita è caratterizzata da frivole occupazioni e superficialità, mentre il precettore critica in modo velato il suo comportamento e la disuguaglianza sociale.