Concetti Chiave
- Dante si trova nell'8° cielo, quello dei Gemelli, dove affronta un esame sulla Speranza con San Giacomo, dopo aver trattato la Fede con San Pietro.
- Beatrice chiarisce che Dante possiede la Speranza in modo unico, essendo stato autorizzato a salire in Paradiso mentre è ancora in vita.
- Dante definisce la Speranza come l'attesa della gloria futura, derivante dalla grazia divina e dai meriti di chi spera, ispirandosi ai Salmi e all'epistola di San Giacomo.
- Durante l'incontro con San Giovanni, Dante non riesce a vedere chiaramente l'apostolo a causa della sua luminosità, che interrompe la danza e il canto degli altri beati.
- Il canto XXV si colloca al centro di una triade dedicata alle virtù teologali, rappresentando un momento di elevata poesia e spiritualità.
Dante nel Cielo dei Gemelli
Nel canto XXV del Paradiso, Dante si trova dell’ 8° cielo, quello dei Gemelli in cui si incontra gli spiriti trionfanti. Il canto si pone al centro della triade XXIV – XXV – XXVI, dedicata all’esame sulle tre virtù teologali: Fede, Speranza e Carità. Fra tre, il canto XXV è quello più elevato da un punto di vista poetico.
Esame sulla Speranza
Fra i beati, dopo aver incontrato S. Pietro nel canto precedente, il poeta incontra S. Giacomo che lo esamina sulla speranza, dopo ché nel canto precedente, S. Pietro lo ha esaminato sulla fede. All’inizio del canto, l’esame della Fede appena conclusosi fa ricordare a Dante il fonte battesimale del battistero di S. Giovanni, in cui fu battezzato e questo ricordo suscita in lui in desiderio nostalgico di rivedere la sua patria. Viene ripreso così il tema dell’esilio; Dante è consapevole del proprio ingrato destino ed immagine di essere riaccolto a Firenze non come esule, ma come poeta incoronato di alloro. Ad un certo punto, dalla corona di beati, si distacca un’altra luce che si ferma davanti al poeta, accolto con gioia da S. Pietro: la luce di cui essa brilla è tale che Dante non riesce a sostenerne la vista. Il nuovo spirito è l’apostolo San Giacomo che, pregato da Beatrice, sottopone Dante ad alcune domande sulla Speranza. Esse sono:
1) Che cosa sia la Speranza
2) Come Dante sia in possesso della speranza
3) Da dove proviene a Dante la Speranza
Risposte di Dante e Beatrice
È Beatrice stessa che risponde alla seconda domanda dicendo che nella Chiesa militante nessuno possiede la Speranza in modo superiore a lui, tant’è vero che Dio gli ha permesso di salire in Paradiso, pur essendo ancora in vita. Per quanto riguarda le altre due domande, Dante risponde con precisione teologica, dicendo che la Speranza è l’attesa della gloria futura, attesa che nasce dalla grazia divina e dai meriti di colui che spera. Precisa di aver attinto la Speranza dai Salmi di David e dall’epistola di S. Giacomo. Nell’udire queste parole, l’apostolo sfolgora ancora di più di luce, dimostrando così la sua approvazione, poi chiede a Dante che cosa egli si aspetti dalla speranza. Dante risponde di aspettarsi la beatitudine dell’anima e del corpo, come sta scritto nel Vecchio Testamento.
Incontro con San Giovanni
Intanto si fa avanti una terza luce che si unisce al canto e alla danza degli altri con un elegante movimento, tipico di una festa nuziale. Beatrice spiega a Dante che si tratta di S. Giovanni. Allora, il poeta si ricorda di aver letto che S. Giovanni era stato assunto in cielo anima e corpo e per questo, con lo sguardo, cerca di vederne le fattezze, ma rimane abbagliato dal grande sfolgorio. S. Giovanni allora gli chiarisce che solo Gesù e la Madonna sono saliti in cielo anima e corpo e le sue spoglie mortali sono rimaste in terra. La voce di S. Giovanni è sufficiente per arrestare contemporaneamente la danza ed il canto delle anime, immagine rappresentata dalla similitudine dei rematori che tutti insieme, all’unisono, si fermano. Dante è ormai pronto per sostenere l’ultimo esame, quello sulla Carità: pur sapendo di avere vicino Beatrice, si volge verso di lei ma rimane abbagliato: questo è il segnale che la luminosità sta aumentando.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del canto XXV del Paradiso?
- Chi esamina Dante sulla Speranza e quale ricordo suscita in lui?
- Come si manifesta la Speranza secondo Dante?
- Qual è la risposta di Beatrice riguardo alla Speranza di Dante?
- Chi si unisce al canto e alla danza degli spiriti e quale chiarimento fornisce?
Il canto XXV si concentra sull'esame della Speranza, collocandosi al centro della triade dedicata alle virtù teologali di Fede, Speranza e Carità, e si distingue per la sua elevata qualità poetica.
Dante è esaminato da San Giacomo sulla Speranza, e il ricordo del fonte battesimale di S. Giovanni suscita in lui un desiderio nostalgico di rivedere la sua patria, Firenze.
Dante definisce la Speranza come l'attesa della gloria futura, che nasce dalla grazia divina e dai meriti di chi spera, e afferma di aver attinto questa comprensione dai Salmi di David e dall'epistola di S. Giacomo.
Beatrice afferma che nessuno nella Chiesa militante possiede la Speranza in modo superiore a Dante, evidenziando che Dio gli ha concesso di salire in Paradiso mentre è ancora in vita.
Si unisce a loro San Giovanni, che chiarisce a Dante che solo Gesù e la Madonna sono stati assunti in cielo anima e corpo, mentre le sue spoglie mortali sono rimaste sulla terra.