Concetti Chiave

  • Il complesso edilizio occupa un'area di 30.000 m² e ospita edifici curvilinei di 9 piani e una torre centrale di 39 piani, rappresentando un nuovo simbolo di qualità urbana.
  • La progettazione si ispira ai crinali montani lombardi, con forme sinuose che creano flessibilità funzionale e facilitano il passaggio tra gli spazi interni ed esterni.
  • Oltre agli uffici, il Palazzo Lombardia include un centro congressi, biblioteche e spazi per eventi culturali, con una piazza coperta come punto centrale di incontro per la comunità.
  • Il linguaggio architettonico è internazionale e neutro, utilizzando materiali locali come il ceppo del Lago di Iseo per creare un legame con il territorio.
  • Il progetto prevede giardini e spazi verdi che promuovono una nuova visione urbana per Milano, contrastando la tradizionale cortina stradale e creando micro città all'interno degli isolati.

Pei Cobb Freed & Partners, Caputo Partnership collaborarono per la progettazione di grande complesso edilizio che occupa un’area di 30.000 m2 tra Via Pola, Vial Chiarotti, Melchiorre Gioia, Largo de Benedetti e Viale Restelli.

Caratteristiche architettoniche

Si presenta con edifici curvilinei di 9 piani e una torre centrale di 39 piani con 161 metri, che rispecchiano gli ideali di qualità, bellezza, accessibilità e risparmio tanto da costituire un pezzo di città rinnovata. L’opera è destinata a funzioni amministrative e culturali, di rappresentanza e di svago con migliaia di metri quadri destinati al verde, il tema della sostenibilità è infatti sentito fortemente: l’edificio è dotato di impianti ecocompatibili d’avanguardia per il riscaldamento e la produzione di energia attraverso pompe di calore e pannelli fotovoltaici. Questo edificio è la nuova sede della regione, non sostuisce il vecchio palazzo Pirelli, progettato alla fine degli anni ’50 da Gio Ponti, ma raggruppa gli uffici che fino a quel momento venivano distribuiti in diverse sedi in affitto.

Concorso e ispirazione

Venne bandito un concorso internazionale, il vincitore scelse onde e linee curve che hanno poco a che vedere con il tessuto urbano, perché volevano creare un progetto che trae spunto dall’avvicinarsi e allontanarsi dei crinali dei monti lombardi che si vedono all’orizzonte cercando di evocare il paesaggio. Il complesso diventa un pezzo di città, può essere abitato, attraversato, fruito e strutturato con questi quattro fabbricati ad andamento sinoidale, ci sono i pilastri di sostegno con i portali che consentono un passaggio facilitato tra una corta interna e la parte esterna. I nodi che si creano con l’avvicinarsi dei vari corpi di fabbrica, conferiscono flessibilità funzionale a tutto l’edificio.

Destinazioni e spazi pubblici

La destinazione non è solo quella di ospitare uffici ma anche centro congressi, sale riunioni, archivi, biblioteche, mediateche, auditorium dove svolgere eventi culturali di interesse pubblico o spettacoli e concerti, un ruolo importante è rivestito dalla piazza coperta che sta al centro perché è pensata per organizzare eventi culturali o di intrattenimento e che vuole essere un altro punto di incontro, uno spazio pubblico per la città abbastanza rilevante.

Linguaggio espressivo e materiali

Per quanto riguardo il linguaggio espressivo, ritroviamo le stesse caratteristiche per i grattacieli su piazza Gae Aulenti, un linguaggio internazionale e neutro, che si può applicare a qualsiasi città a livello mondiale. La presenza delle facciate verticali di chiusura di questi corpi di fabbrica sinuosi rivestiti in lastre di ceppo, ossia una pietra di tipo ornamentale proveniente dal Lago di Iseo che vuole essere un legame almeno materico con la trazione locale, più interessante è invece l’idea di creare grandi spazi all’aperto che circondano l’edificio e spazi pedonali che allontanano la strada da un contatto diretto con la struttura.

Spazi verdi e urbanistica

Il progetto ha previsto una serie di giardini ornamentali con filare di alberi e giardini d’acqua nei quali vengono proposti ambienti naturali propri dell’ambiente lombardo, come ruscelli di montagna, il fontanile o la marcita. La presenza di questi spazi aperti e il più possibile verdi continua a comparire nei nuovi progetti di Milano, nonostante sia inconsueta: da sempre la città è stata costituita da una cortina stradale compatta e chiusa, che lascia lo spazio aperto rivolto verso l’interno, nei cortili chiusi. Infatti, oggi si ragiona in termini di isolati come grandi laboratori urbani che cercano le soluzioni migliori di vivibilità urbana area per area, i quartieri sono micro città e per questo si parla di “Pezzi di città”.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le caratteristiche architettoniche principali del nuovo complesso edilizio?
  2. Il complesso presenta edifici curvilinei di 9 piani e una torre centrale di 39 piani, alta 161 metri, che riflettono ideali di qualità, bellezza e sostenibilità, con impianti ecocompatibili per il riscaldamento e la produzione di energia.

  3. Qual è l'ispirazione dietro il design del complesso?
  4. Il progetto trae ispirazione dalle onde e linee curve dei crinali montani lombardi, creando un complesso che si integra nel paesaggio e offre flessibilità funzionale attraverso i suoi corpi di fabbrica sinuosi.

  5. Quali funzioni ospiterà il nuovo edificio?
  6. Oltre agli uffici, il complesso includerà un centro congressi, sale riunioni, biblioteche, auditorium e una piazza coperta per eventi culturali, diventando un importante punto di incontro per la città.

  7. Qual è il linguaggio espressivo e i materiali utilizzati nel progetto?
  8. Il linguaggio architettonico è internazionale e neutro, con facciate rivestite in lastre di ceppo, una pietra ornamentale locale, e spazi aperti che favoriscono l'interazione con l'ambiente circostante.

  9. Come si inserisce il progetto nel contesto urbanistico di Milano?
  10. Il progetto introduce giardini ornamentali e spazi verdi, contrastando con la tradizionale cortina stradale chiusa di Milano, e promuovendo una nuova concezione di vivibilità urbana attraverso isolati che fungono da "pezzi di città".

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