Concetti Chiave
- Ottone III ricevette un'educazione orientata al culto dell'antica Roma, guidato dalla madre Teofane e dal suo precettore Gerberto d’Aurillac, esperto di autori antichi e scienze musulmane.
- Parlando greco e latino, Ottone III era un giovane imperatore ambizioso, disprezzando i costumi sassoni e preferendo la cultura bizantina.
- Ripristinò la sede imperiale a Roma, proponendosi come nuovo Costantino e nominando il suo maestro Gerberto d’Aurillac papa Silvestro II.
- Il progetto universalistico di Ottone III incontrò resistenze dall'aristocrazia tedesca e italiana, portandolo a fuggire da Roma.
- Ottone III morì nel 1002, a soli ventidue anni, mentre il papa Silvestro II seguì poco dopo nel 1003, segnando la fine del loro sogno di rinnovamento imperiale.
L'educazione di Ottone III
Il giovane Ottone III ricevette dalla madre Teofane e dal suo precettore privato, il monaco Gerberto d’Aurillac (uno degli uomini più colti del tempo), un’educazione caratterizzata dal culto per l’antica Roma e dall’idea dell’Impero come depositario di una funziona universale. Gerberto vantava per l’epoca una profonda conoscenza degli autori dell’antichità, ma era anche interessato alla scienza e alle dottrine dei musulmani; gli si attribuiva l’invenzione di un complicato abaco (una specie di pallottoliere) in grado di realizzare in tempi brevi divisioni e molteplicazioni complesse. Egli, inoltre, aveva conosciuto Ottone I sia Ottone II e aveva difeso i diritti di Ottone III quando questi era bambino.
Quando Ottone III intraprese la sua azione politica, come ha scritto lo storico Jan Dhondt, “un romantico e impetuoso giovinetto si trovò allora a reggere le sorti dell’Occidente. Aveva ricevuto un’educazione più accurata di quella che solevano allora ricevere i principi: parlava greco e latino. Non si curava di nascondere il suo disprezzo per i rozzi e incolti costumi sassoni, cui preferiva di gran lunga le raffinatezze della vita bizantina. Come imperatore, si sentiva chiamato a reggere il mondo secondo la volontà di Dio: ma nella Chiesa non vedeva che la sua ancella e nel papa tutt’al più uno dei suoi vescovi”.
Il sogno di un nuovo impero
Ottone III riportò la sede imperiale a Roma e, soprattutto in Italia, si propose come nuovo Costantino (il primo imperatore cristiano). Non a caso Ottone III, dopo aver fatto e disfatto pontefici, innalzò al soglio di Pietro il suo ex maestro Gerberto d’Aurillac e gli fece assumere il nome di Silvestro II: Silvestro I, infatti, era stato il pontefice cui si attribuiva il battesimo di Costantino e al quale lo stesso imperatore avrebbe fatto la famosa – quanto falsa-donazione (cioè la cessione alla Chiesa dell’autorità su Roma, l’Italia e le province occidentali dell’Impero).
Anche ora, papa Silvestro II e l’imperatore tedesco, quasi settecento anni dopo, intendevano collaborare per un rinnovamento dell’Impero e della cristianità.
Le reazioni all'ambizione di Ottone III
Il grande disegno universalistico di Ottone III suscitò, però, le reazioni tanto dell’aristocrazia tedesca, che non gli perdonava il maggiore prestigio attribuito all’Italia, quanto dell’aristocrazia italiana e in particolare romana, abituata a controllare l’elezione papale e a godere di una autonomia che l’imperatore non poteva tollerare. In questo contesto si costrinsero Ottone III a fuggire da Roma. Ottone III, così, morì nel 1002, all’età di ventidue anni, mentre Silvestro II morì l’anno successivo.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali dell'educazione di Ottone III?
- Qual era il sogno politico di Ottone III?
- Quali furono le reazioni dell'aristocrazia all'ambizione di Ottone III?
- Qual è il significato della morte di Ottone III e di papa Silvestro II?
Ottone III ricevette un'educazione di alto livello, curata dalla madre Teofane e dal monaco Gerberto d’Aurillac, che enfatizzava il culto per l'antica Roma e l'idea dell'Impero come depositario di una funzione universale. Era colto, parlava greco e latino, e mostrava un disprezzo per i costumi sassoni, preferendo la vita bizantina.
Ottone III mirava a riportare la sede imperiale a Roma e si proponeva come un nuovo Costantino, cercando di rinnovare l'Impero e la cristianità in collaborazione con papa Silvestro II, il suo ex maestro, per realizzare un grande disegno universalistico.
L'ambizione di Ottone III suscitò reazioni negative sia dall'aristocrazia tedesca, che temeva il prestigio crescente dell'Italia, sia dall'aristocrazia romana, che desiderava mantenere il controllo sull'elezione papale e l'autonomia, portando alla fuga di Ottone III da Roma.
La morte di Ottone III nel 1002, a soli ventidue anni, e quella di papa Silvestro II l'anno successivo, segnarono la fine di un'epoca di ambizioni riformatrici e di un progetto di rinnovamento dell'Impero e della cristianità, lasciando un vuoto di potere e di visione.