Concetti Chiave
- Gli arti sono suddivisi in segmenti equivalenti: braccio, avambraccio e mano per l'arto toracico, coscia, gamba e piede per quello pelvico, con specifiche composizioni ossee.
- La base scheletrica degli arti toracici e pelvici è formata da ossa singole e coppie, con un complesso di ossa per mano e piede che permette movimenti articolari complessi.
- Le differenze interspecifiche negli arti riguardano il numero di dita e la loro posizione, con variazioni significative tra specie come carnivori, ruminanti e equidi.
- Nei suidi si osserva la regressione del primo dito, portando a quattro dita, mentre nei ruminanti si sviluppano solo due dita, evidenziando adattamenti evolutivi diversi.
- L'equidità presenta una condizione di monodattilia, con solo il terzo dito altamente sviluppato, dimostrando un'estrema specializzazione per la mobilità.
Qual è la struttura degli arti?
Entrambi gli arti sono suddivisi in segmenti equivalenti che si susseguono in senso prossimo distale, rappresentati nell'arto toracico dal braccio, dall'avambraccio e dalla mano e in quello pelvico dalla coscia, dalla gamba e dal piede.
Nel braccio e nella coscia, la base scheletrica è costituita da un unico osso, rispettivamente l'omero e il femore; nell'avambraccio e nella gamba da due ossa, rispettivamente il radio/ulna e la tibia/fibula; nella mano e nel piede da un complesso di ossa, che si susseguono in senso prossimo-distale, dato rispettivamente da carpo/metacarpi/falangi e da tarso/metatarsi/falangi. Il carpo e il tardo sono a loro volta costituiti da un'insieme di ossa corte disposte su più file; i metacarpi e i metatarsi sono ossa lunghe il cui numero eguaglia quello delle dita; le falangi tre per ciascun dito, si susseguono in senso prossimo distale distinte in falange prossimale o 1°falange, intermedia o 2°falange, distale o 3° falange.
Differenze interspecifiche
Lo scheletro degli arti presenta differenze interspecifiche più o meno rilevanti correlabili al numero di dita, alla diversa posizione e angolazione che la mano e il piede assumono nell'appoggio al suolo, nonché alla possibilità o meno di compiere movimenti di pronazione e di supinazione.
Negli animali pentadattili come i carnivori e i primati i cinque raggi digitali persistono e si accrescono cosicché nella mano e nel piede si formano cinque dita.
Nei suidi, il primo raggio digitale regredisce e non si forma il primo dito (pollice), ritroviamo quattro dita.
Nei ruminanti si sviluppano solo due dita.
La condizione estrema è quella di monodattilia propria degli equidi nei quali è presente solo il III dito, peraltro molto robusto.
Domande da interrogazione
- Qual è la struttura degli arti negli animali?
- Quali sono le differenze interspecifiche nella struttura degli arti?
- Come si differenziano i movimenti degli arti tra le diverse specie?
Gli arti sono suddivisi in segmenti equivalenti, con l'arto toracico composto da braccio, avambraccio e mano, e l'arto pelvico da coscia, gamba e piede. Ogni segmento ha una specifica composizione ossea, come l'omero e il femore per braccio e coscia, e un complesso di ossa per mano e piede (carpo/metacarpi/falangi e tarso/metatarsi/falangi).
Le differenze interspecifiche negli arti riguardano il numero di dita e la loro angolazione. Ad esempio, nei carnivori e primati ci sono cinque dita, mentre nei suidi il primo dito regredisce, portando a quattro dita, e nei ruminanti si sviluppano solo due dita. Gli equidi presentano una condizione di monodattilia con solo il III dito.
Le specie mostrano variazioni nei movimenti di pronazione e supinazione degli arti, influenzati dalla posizione e angolazione della mano e del piede durante l'appoggio al suolo. Queste differenze sono correlate alla struttura scheletrica e al numero di dita presenti in ciascuna specie.