Concetti Chiave

  • L'ospitalità nell'antichità era un valore fondamentale, sancito da rituali come la stretta di mano e lo scambio di doni, che rifletteva la dignità e il rispetto verso gli dèi e gli uomini.
  • Nell'Odissea, il comportamento degli ospiti nei confronti del protagonista Odisseo rivela la civiltà o la barbarie delle società rappresentate, come dimostrato dall'accoglienza dei Feaci.
  • Achille, pur ritirandosi dai combattimenti, mantiene il rispetto dell'ospitalità verso i compagni, mentre Polifemo rappresenta una trasgressione delle norme di convivenza civile.
  • Odisseo, travestito da mendicante, affronta i Proci a Itaca, trasformando la sala del banchetto in un luogo di vendetta per punire chi ha violato la sacralità della sua casa.
  • La Guerra di Troia è considerata un risultato del mancato rispetto dell'ospitalità, con Paride che infrange la xenia seducendo Elena, scatenando l'ira degli Achei e di Zeus.

Indice

  1. L'importanza dell'ospitalità nell'antichità
  2. Il ruolo dell'ospitalità nell'Odissea
  3. Achille e il rispetto dell'ospitalità
  4. Odisseo e la vendetta contro i Proci
  5. Calipso e il dono di Eolo

L'importanza dell'ospitalità nell'antichità

L’ospitalità nell’antichità era un valore molto importante e lo possiamo capire soprattutto dalla storia di Diomede e Glauco : i due guerrieri dichiarano al proprio identità e scoprono in tal modo che i loro avi sono stati congiunti dal sacro vincolo dell’ospitalità.

Nella società omerica e medievale dominata dall’etica ognuno docce difendere la propria dignità e non rispettando questo valore significava perderla completamente.

L’ospitalità era un dovere rituale sancito da una stretta di mano e uno scambio di doni : quando l’ospite arrivava era educazione non chiedere neanche il nome, offrigli dei doni e da mangiare e solo dopo chiedere da dove veniva e come si chiamava.

Si riteneva che gli ospiti fossero protetti da Zeus e quindi era un obbligo riconoscerli.

Chi non rispettava il sacro vincolo dell’ospitalità andava incontro a punizioni divine.

Il ruolo dell'ospitalità nell'Odissea

Nell'Odissea, poema di viaggi, l'eroe protagonista si trova più volte nella condizione dello straniero che chiede ospitalità: il diverso comportamento dei suoi ospiti è una chiave di lettura del mondo che essi rappresentano e del ruolo che il supplice riveste nei loro confronti. L'ospitalità offerta dai Feaci è un segno della loro civiltà, poiché è indice di un comportamento rispettoso verso gli dèi e verso gli uomini.

Achille e il rispetto dell'ospitalità

Anche quando Achille si ritira dai combattimenti, conserva comunque il rispetto dell'ospitalità nei confronti dei compagni che non sono direttamente in contrasto con lui: ospita infatti con generosità Nestore, Odisseo e Fenice che si recano da lui in qualità di ambasciatori.
In altre circostanze lo stravolgimento del cerimoniale rappresenta la trasgressione di questo codice: presso Polifemo, che, ignaro delle norme di convivenza civile, è estraneo alla comunità umana tanto da comportarsi come un mostro antropofago, esso diventerà un macabro banchetto; a Itaca, fra i pretendenti, un'offesa protratta.

Odisseo e la vendetta contro i Proci

Nel libro XVII dell'Odissea Odisseo, travestito da mendicante, torna a Itaca e viene trattato male da uno dei Proci (Antinoo), che viene subito rimproverato da Telemaco.

Nel ventiduesimo libro dell'Odissea, Odisseo stesso trasforma la sala del banchetto in un feroce scenario di morte: una sorta di estrema degradazione necessaria per punire i pretendenti, trasgressori della sacralità della casa e della dignità di Penelope, sposa contesa ma non consenziente. Il rivelarsi improvviso di Odisseo, in quel contesto, prelude alla vendetta cieca, priva di mediazioni: non è possibile un dialogo alla pari tra l'eroe e chi ha violato la sua casa.

Calipso e il dono di Eolo

Neanche Calipso, che è una dea, può veramente ospitare Odisseo: ella vorrebbe piuttosto trattenerlo offrendogli un banchetto divino, l'ambrosia e il nettare, che lo renderebbero un dio, diverso da ciò che egli è e vuole essere, un uomo. Analogamente il dono magico di Eolo, non rientra nel normale scambio di doni fra uomini uguali ed è inefficace, o addirittura dannoso, per Odisseo.
D'altra parte il diritto di ospitalità, che nell'Odissea distingue gli esseri civili e pii dai selvaggi, nell'Eneide virgiliana è esercitato in relazione alla vicenda d'amore tra Enea e Didone: i libri secondo e quarto dell'Eneide riprendono numerosi spunti del sesto libro dell'Odissea, a partire proprio dalla generosa ospitalità di Didone nei confronti dei Troiani.

Addirittura si pensa che tutta la Guerra di Troia sia iniziata per una sorta di non rispetto della xenia: Paride, ospite di Menelao, infrange la xenia seducendo Elena e sottraendola così al padrone di casa. Questa fu considerata un'offesa dagli Achei nei confronti di Zeus che così dichiararono guerra ai Troiani

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'ospitalità nell'antichità?
  2. L'ospitalità era un valore fondamentale, considerato un dovere rituale e un segno di dignità, come evidenziato dalla storia di Diomede e Glauco, dove il sacro vincolo dell'ospitalità univa le famiglie.

  3. Come viene rappresentata l'ospitalità nell'Odissea?
  4. Nell'Odissea, l'ospitalità è un tema centrale, con Odisseo che sperimenta diversi comportamenti da parte dei suoi ospiti, come i Feaci, che mostrano civiltà e rispetto verso gli dèi e gli uomini.

  5. Qual è il comportamento di Achille riguardo all'ospitalità?
  6. Anche durante il suo ritiro, Achille rispetta l'ospitalità, accogliendo generosamente i suoi compagni, mentre la violazione di questo codice, come nel caso di Polifemo, rappresenta una grave trasgressione.

  7. Come si manifesta la vendetta di Odisseo contro i Proci?
  8. Odisseo, tornato a Itaca, punisce i Proci per la loro trasgressione dell'ospitalità, trasformando il banchetto in un luogo di morte, evidenziando la sacralità della sua casa e la dignità di Penelope.

  9. Qual è il ruolo del dono nell'ospitalità, secondo l'Odissea?
  10. Il dono di Calipso e quello di Eolo non rispettano il normale scambio di doni tra uomini uguali, dimostrando che l'ospitalità deve essere esercitata tra pari, altrimenti diventa inefficace o addirittura dannosa.

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