Concetti Chiave

  • L'impero ottomano, fondato da Osman I nel XIV secolo, si espanse rapidamente sotto i suoi successori, conquistando Costantinopoli nel 1453 e facendola diventare Istanbul.
  • Nel conflitto con l'Impero persiano, gli Ottomani affrontarono la dinastia safavide sciita, ottenendo una vittoria decisiva nella battaglia di Cialdiran nel 1514.
  • La conquista della Siria e dell'Egitto nel 1516-1517 consolidò il potere ottomano, controllando centri importanti per il commercio e rafforzando il loro ruolo nell'Islam sunnita.
  • Sotto Solimano il Magnifico, l'espansione nei Balcani portò alla sconfitta dell'Ungheria nella battaglia di Mohács nel 1526, trasformando il paese in uno Stato vassallo.
  • Il controllo del Mediterraneo fu segnato da incursioni dei pirati barbareschi e dalla vittoriosa battaglia di Prevesa nel 1538, che consolidò la supremazia navale ottomana.

Indice

  1. Origini ed espansione dell’impero ottomano
  2. Conflitto con l’impero persiano
  3. La conquista della Siria e dell’Egitto
  4. L’avanzata ottomana nei balcani e in Ungheria
  5. L’assedio di Vienna e la divisione dell’Ungheria
  6. Lotta per il controllo del Mediterraneo

Origini ed espansione dell’impero ottomano

L’Impero ottomano prese il nome dalla dinastia turca degli Osmanli, o Ottomani, fondata all’inizio del XIV secolo da Osman I, emiro di un piccolo Stato islamico situato nell’Anatolia nord-occidentale.
Sotto i suoi successori, che dal 1388 assunsero il titolo di sultani, il territorio dell’Impero si ampliò rapidamente, estendendosi sia in Asia Minore sia nei Balcani meridionali.
Nel 1453, dopo aver circondato Costantinopoli, i turchi riuscirono a conquistarla sotto la guida di Maometto II. La città divenne la capitale dell’Impero ottomano e fu ribattezzata Istanbul. Maometto II proseguì poi l’espansione nei Balcani, estendendo il proprio dominio anche alla Serbia e alla Bosnia.

Conflitto con l’impero persiano

Mentre nei Balcani e nel Mediterraneo l’espansione ottomana sembrava procedere senza grandi ostacoli, a oriente i turchi dovettero affrontare la rinascita dell’Impero persiano sotto la dinastia safavide, che aveva adottato lo sciismo.
Lo sciismo era una corrente dell’Islam che riconosceva l’autorità politico-religiosa dei discendenti di Alì, cugino e genero di Maometto. I sunniti, invece, seguivano la tradizione della sunna e ammettevano il principio elettivo nella successione alla guida della comunità musulmana.
Nel 1499, Shah Ismail, che aveva appena quattordici anni, assunse la guida dei Safavidi e in poco tempo estese il proprio dominio fino al Golfo Persico a sud e al Khorasan a est. Assunse quindi il titolo di Shahinshah-i-Iran, cioè «re dei re dell’Iran». Preoccupato dalla crescente potenza persiana, il sultano ottomano Selim I ordinò il massacro di migliaia di sudditi sciiti e mosse guerra contro Shah Ismail. Nel 1514, nella battaglia di Cialdiran, Selim I ottenne una schiacciante vittoria, che gli permise di annettere l’Armenia e il Curdistan e di rafforzare il controllo ottomano sulle regioni orientali.

La conquista della Siria e dell’Egitto

Dopo aver consolidato la propria posizione a oriente, Selim I rivolse la sua attenzione verso il Mediterraneo.
Tra il 1516 e il 1517 conquistò la Siria e l’Egitto, abbattendo il regime dei mamelucchi, una classe militare di origine servile che costituiva il nucleo principale dell’esercito egiziano. Dal punto di vista economico, i porti della Siria e dell’Egitto erano centri fondamentali per il commercio delle spezie e delle sete orientali, trasportate dalle carovane attraverso il Golfo Persico e il Mar Rosso. Dal punto di vista religioso, la conquista dell’Egitto permise agli Ottomani di controllare indirettamente anche le città sacre di Medina e La Mecca, che dipendevano politicamente dal sultanato mamelucco.
Il sultano ottomano divenne il principale punto di riferimento politico e religioso dell’Islam sunnita. Anche gli Stati barbareschi della costa nordafricana, dove la pirateria era molto diffusa, guardarono agli Ottomani come a una potenza protettrice.

L’avanzata ottomana nei balcani e in Ungheria

L’espansione ottomana nei Balcani riprese nel 1526, quando un potente esercito guidato da Solimano il Magnifico risalì il Danubio e penetrò profondamente nei territori ungheresi. Il 29 agosto 1526, nella battaglia di Mohács, l’esercito ottomano sconfisse le truppe del giovane re d’Ungheria e di Boemia, Luigi II Jagellone, che morì durante lo scontro. A settembre dello stesso anno, Solimano entrò a Buda e decise di trasformare l’Ungheria in uno Stato vassallo dell’Impero ottomano, affidandone il governo al principe di Transilvania Giovanni Szapolyai.
La successione al trono ungherese era però rivendicata anche dall’arciduca Ferdinando d’Asburgo, cognato del sovrano defunto e fratello minore di Carlo V. Nel 1521 Ferdinando aveva già ottenuto dal fratello il governo dei domini ereditari della famiglia asburgica.
La rivalità tra Ferdinando e Giovanni Szapolyai provocò un nuovo conflitto, nel quale intervennero direttamente gli Ottomani.

L’assedio di Vienna e la divisione dell’Ungheria

Nel 1529, durante la guerra contro gli Asburgo, l’esercito di Solimano il Magnifico arrivò fino alle porte di Vienna, minacciando direttamente i territori austriaci.
Tuttavia, la grande distanza dalle basi ottomane e le difficoltà logistiche resero complicato mantenere a lungo l’esercito in territorio nemico.
Anche una nuova offensiva, lanciata nel 1532, fallì. Solimano decise quindi di concludere la pace con Ferdinando.
L’accordo riconobbe agli Asburgo il possesso di una fascia di territorio ungherese a nord-ovest, chiamata «Ungheria imperiale», mentre Giovanni Szapolyai venne confermato sul trono di Buda. L’Ungheria quindi risultò divisa tra territori controllati dagli Asburgo e territori sottoposti all’influenza ottomana.

Lotta per il controllo del Mediterraneo

Oltre che nei Balcani, la potenza ottomana rappresentava una grave minaccia anche nel Mediterraneo, dove si moltiplicavano le incursioni dei pirati barbareschi, legati agli Stati musulmani del Nord Africa.
Tra i più importanti comandanti di queste flotte vi era Khayr al-Din, conosciuto come Barbarossa, signore di Algeri e alleato degli Ottomani.
Nel 1534, Barbarossa conquistò Tunisi, suscitando la preoccupazione di Carlo V, che organizzò una spedizione militare per riconquistare la città.
Nel luglio del 1535, le forze imperiali riuscirono a riprendere Tunisi, ottenendo una vittoria che sembrò temporaneamente ristabilire la superiorità cristiana nel Mediterraneo. Il successo, tuttavia, durò poco. Negli anni successivi, gli Ottomani ripresero l’iniziativa militare e navale.
Nel 1538, nella battaglia di Prevesa, la flotta ottomana sconfisse le flotte riunite della Spagna e di Venezia, consolidando la propria supremazia nel Mediterraneo orientale e confermando la crescente importanza dell’Impero ottomano negli equilibri politici e militari europei.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le origini e l'espansione iniziale dell'Impero ottomano?
  2. L'Impero ottomano fu fondato all'inizio del XIV secolo da Osman I e si espanse rapidamente sotto i suoi successori, conquistando Costantinopoli nel 1453 e proseguendo l'espansione nei Balcani.

  3. Come si sviluppò il conflitto tra l'Impero ottomano e l'Impero persiano?
  4. Il conflitto con l'Impero persiano iniziò con la rinascita dei Safavidi, che adottarono lo sciismo. Nel 1514, Selim I sconfisse Shah Ismail nella battaglia di Cialdiran, rafforzando il controllo ottomano sulle regioni orientali.

  5. Quali furono le conseguenze della conquista ottomana della Siria e dell'Egitto?
  6. La conquista della Siria e dell'Egitto tra il 1516 e il 1517 permise agli Ottomani di controllare importanti centri commerciali e di diventare il principale riferimento politico e religioso dell'Islam sunnita.

  7. In che modo l'Impero ottomano avanzò nei Balcani e in Ungheria?
  8. Nel 1526, Solimano il Magnifico sconfisse l'esercito ungherese nella battaglia di Mohács, trasformando l'Ungheria in uno Stato vassallo e provocando un conflitto con gli Asburgo per la successione al trono ungherese.

  9. Quali furono le dinamiche della lotta per il controllo del Mediterraneo?
  10. Gli Ottomani, alleati con i pirati barbareschi, rappresentavano una minaccia nel Mediterraneo. Nonostante la temporanea riconquista di Tunisi da parte di Carlo V nel 1535, la flotta ottomana consolidò la sua supremazia nella battaglia di Prevesa nel 1538.

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