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Concetti Chiave

  • La teoria della deriva dei continenti, proposta da Alfred Wegener, sostiene che circa 200 milioni di anni fa esisteva un unico continente chiamato Pangea, che si è poi fratturato in continenti attuali.
  • Wegener ha introdotto una visione dinamica della Terra, ma la sua teoria era limitata dall'idea che il movimento dei continenti fosse causato dall'energia della Luna.
  • La tettonica a zolle, sviluppata negli anni Sessanta, spiega il movimento dei continenti attraverso zolle che galleggiano su magma denso, influenzate da correnti interne.
  • Questa teoria permette di comprendere la distribuzione di montagne, vulcani e zone sismiche sulla Terra, attraverso i processi di convergenza e divergenza delle zolle.
  • In caso di convergenza, si chiudono bacini marini e si sollevano montagne; in caso di divergenza, si forma nuova crosta e si apre un nuovo oceano.

Qual è la teoria della deriva dei continenti?

Nella lunga storia della Terra, i continenti si sono spostati più volte e ogni movimento ha avuto conseguenze sulla loro morfologia attuale. Agli inizi del Novecento, il geofisico tedesco Alfred Wegener, formulò la teoria della deriva dei continenti secondo la quale, circa 200 milioni di anni fa, esisteva un unico grande continente chiamato Pangea che si sarebbe poi spaccato e suddiviso in blocchi che avrebbero dato origine agli attuali continenti. Il merito di Wegener fu quello di aver proposto per la prima volta una visione “dinamica” del pianeta; il punto debole della sua teoria fu però quello di attribuire il movimento dei continenti all'energia esercitata dalla Luna.

La tettonica a zolle

Alla fine degli anni Sessanta fu formulata la teoria della tettonica a zolle (o a placche) grazie alla quale si spiega il movimento dei continenti. Secondo questa teoria, la parte esterna della crosta terrestre è fratturata in una ventina di grandi zolle che galleggiano come zattere sulla parte interna della crosta terrestre composta principalmente di magma denso e vischioso, e vengono portate alla deriva dalle correnti che si formano nel magma. La tettonica a zolle permette di spiegare la distribuzione sulla Terra di montagne, vulcani e zone sismiche. Nel loro movimento, infatti, le zolle possono reciprocamente avvicinarsi (convergenza) oppure allontanarsi (divergenza). In entrambi i casi, si determinano conseguenze importantissime: in caso di convergenza, si verifica la contrazione o chiusura di bacini marini e il sollevamento di montagne; in caso di divergenza, si verificano la costruzione di nuova crosta e l’apertura o l’allargamento di un nuovo oceano.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine della teoria della deriva dei continenti?
  2. La teoria della deriva dei continenti fu formulata da Alfred Wegener agli inizi del Novecento, sostenendo che circa 200 milioni di anni fa esisteva un unico grande continente, Pangea, che si è poi fratturato in blocchi che hanno dato origine agli attuali continenti.

  3. Come spiega la tettonica a zolle il movimento dei continenti?
  4. La tettonica a zolle descrive la crosta terrestre come composta da grandi zolle che galleggiano su magma denso, e il loro movimento è causato da correnti nel magma, permettendo di spiegare la formazione di montagne, vulcani e zone sismiche.

  5. Quali sono le conseguenze del movimento delle zolle secondo la tettonica a zolle?
  6. Il movimento delle zolle può portare a convergenza, causando la chiusura di bacini marini e il sollevamento di montagne, o a divergenza, che porta alla costruzione di nuova crosta e all'apertura di nuovi oceani.

Domande e risposte

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