Concetti Chiave

  • Il trattato di Maastricht del 1992 ha avviato la creazione del mercato del lavoro europeo, superando la concezione tradizionale di «lavoro non è commercio».
  • I fondamenti del mercato del lavoro europeo sono occupabilità, adattabilità, imprenditorialità e pari opportunità, garantendo una nuova visione del lavoro.
  • L'occupabilità si concentra sull'attrattività dei lavoratori per il mercato, senza garanzie giuridiche prima dell'assunzione.
  • L'adattabilità implica che il mercato del lavoro deve essere flessibile, rispondendo ai cambiamenti economici e non alla precarietà dei posti di lavoro.
  • Le politiche europee promuovono pari opportunità e inclusività, sostenendo il lavoro autonomo e tutelando le donne e i disabili nel mercato del lavoro.

Il trattato di Maastricht

Il trattato di Maastricht del 1992 ha incentivato la realizzazione del mercato lavorativo europeo. Già nel 1949 era stata approvata una convenzione definita «Il lavoro non è commercio,», secondo la quale la prestazione lavorativa non potesse essere oggetto di un vero e proprio mercato, inteso come ambiente ove valgono le leggi commerciali della domanda e dell’offerta. Per questo motivo, l’espressione «mercato del lavoro» ebbe difficoltà ad affermarsi. A partire dalla fine dello scorso secolo, però, tale concezione iniziò a prendere il sopravvento proprio grazie al trattato di Maastricht, che definì i fondamenti del cosiddetto «mercato del lavoro europeo». Essi sono quattro: occupabilità, adattabilità, imprenditorialità e pari opportunità.

Concetti di occupabilità e adattabilità

Il trattato non parla di occupazione, intesa come offerta commerciale della prestazione lavorativa, bensì di occupabilità: i lavoratori devono essere «appetibili» per il mondo del lavoro, ai quali non sono riconosciute garanzie giuridiche di natura lavorativa prima che il rapporto di lavoro abbia inizio.

Flessibilità e inclusività nel lavoro

L’adattabilità, invece, attiene alla flessibilità che il mondo del lavoro deve necessariamente presentare. Nell’idea originale del mercato di lavoro europeo, il termine «flessibilità» non attiene alla precarietà dei posti di lavoro, bensì alla necessità che le forme e le modalità del lavoro agli andamenti ciclici dell’economia. Le politiche dell’adattabilità sono state ampiamente utilizzate da tutti i Paesi europei: in particolare, sono state introdotte regole più flessibili con la possibilità di derogarle in melius o in peius per il lavoratore. L’allentamento delle regole stringenti che caratterizzavano il rapporto di lavoro ha consentito di garantire una maggiore tutela giuridica del suddetto rapporto per le piccole e medie imprese. Sono stati inoltri incentivati il lavoro autonomo, le pari opportunità e l’autoimprenditorialità. Nello specifico, è stata garantita una maggiore uguaglianza sul lavoro tutelando la posizione della donna lavoratrice al fine di favorirne un maggiore ingresso nel mercato del lavoro. L’inclusività del mercato di lavoro europeo ha riguardato anche la tutela rivolta ai disabili.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale obiettivo del trattato di Maastricht riguardo al mercato del lavoro europeo?
  2. Il trattato di Maastricht del 1992 ha incentivato la creazione del mercato del lavoro europeo, definendo i suoi fondamenti in termini di occupabilità, adattabilità, imprenditorialità e pari opportunità.

  3. Come viene definita l'occupabilità nel contesto del trattato di Maastricht?
  4. L'occupabilità, secondo il trattato, implica che i lavoratori debbano essere «appetibili» per il mercato del lavoro, senza garanzie giuridiche prima dell'inizio del rapporto di lavoro.

  5. In che modo il trattato di Maastricht promuove la flessibilità e l'inclusività nel lavoro?
  6. Il trattato promuove la flessibilità nel lavoro come adattabilità alle esigenze economiche, incentivando regole più flessibili e tutelando l'uguaglianza, in particolare per le donne e le persone disabili, per favorire un maggiore ingresso nel mercato del lavoro.

Domande e risposte

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