Concetti Chiave
- Il principio del potere del re in Francia moderna stabiliva che la volontà del sovrano si rifletteva nella legge attraverso le Ordonnances, utilizzate per unificare il sistema legislativo.
- Le Ordonnances, scritte in forma di lettere patenti, necessitavano della registrazione da parte della Corte sovrana per entrare in vigore, permettendo così un controllo sostanziale sulle leggi.
- Le ordinanze emanate da re come Enrico III e IV cercarono di sistematizzare le normative, ma furono ostacolate dall'opposizione del Parlamento di Parigi.
- Luigi XIV, con il supporto del ministro Colbert, introdusse importanti ordinanze che disciplinavano il processo civile e penale, nonché il commercio, stabilendo un controllo normativo statale.
- L'Ordonnance civile e l'Ordonnance criminelle furono fondamentali per organizzare il processo legale, mentre l'Ordonnance de Commerce e l'Ordonnance de la Marine segnarono l'intervento diretto dello Stato nell'economia e nel commercio marittimo.
Il potere del re nella Francia moderna
Nella Francia dell'età moderna valeva il principio secondo cui “ciò che il re vuole, lo vuole la legge”. Si trattava di una prerogativa propria del re che venne rappresentata dalle cosiddette Ordonnances, ovvero leggi che disciplinavano in via generale uno o più istituti giuridici e utilizzate dalla monarchia francese, fino alla Rivoluzione del 1789, come mezzo di unificazione legislativa dello Stato assoluto.
Le Ordonnances e la loro registrazione
La forma giuridica che poneva in essere le Ordonnances era quella delle lettere patenti, sottoscritte dal re e munite del sigillo regio, che però entravano in vigore solo dopo essere state registrate dalla Corte sovrana, competente sul territorio entro il quale dovevano applicarsi. Tale verifica oltre che formale era anche sostanziale per ché in presenza di eventuali motivi di opposizione, la Corte poteva modificare o addirittura ritirare l’ordinanza. Casi di mancata registrazione delle Ordonnances non furono poi così rari, tanto che per ovviare a tale ostacolo i sovrani ricorsero ad altre forme e procedure meno vincolanti, così che la loro volontà poteva esercitarsi senza ostacoli.
L'assolutismo legislativo e le ordinanze
Fu proprio in questo ordine di idee che presto vennero emanate anche norme di natura legislativa sottoforma di ordinanze, sprovviste ovviamente di sigillo, potendosi così manifestare l’incondizionata e incontestata volontà del re ed esaltarne l’assolutismo legislativo.
Il tentativo di codificazione di Enrico III e IV
Molte di tali ordinanze furono piuttosto significative in quanto introdussero delle vere e proprie regole in materia di prescrizione, di donazioni, ecc.. tanto che presto si presentò la necessità di sistemarle in apposite raccolte e proprio il re Enrico III incaricò un magistrato e colto giurista Brisson di svolgere tale lavoro. L’opera però non ricevette valore ufficiale, né la ricevette un ventennio più tardi con una rielaborazione di Enrico IV; neppure il re Luigi XIII riuscì a vincere l’accanita opposizione del Parlamento di Parigi all’approvazione di un testo che raccogliesse le principali disposizioni di diritto pubblico, il cui scopo fondamentalmente era solo quello di accentuare i poteri legislativi del re.
L'opera di Colbert e le ordinanze di Luigi XIV
L'impulso decisivo per la realizzazione di un testo codificatore si affermò in riferimento ad alcune importanti ordinanze di Luigi XIV, e grazie al lavoro svolto dal ministro Colbert, convinto del fatto che solo un’opera sistematica di natura legislativa potesse attribuire alla monarchia quel controllo normativo che le Corti di giustizia di fatto si arrogavano.
Le ordinanze civili e criminali
Da tale pensiero e lavoro vide la luce l’Ordonnance civile, con la quale fu finalmente possibile tracciare l'intera disciplina del processo civile in modo organico e vietare ai Parlamenti di pronunciare decisioni discrezionali contrastanti con le norme positive. Il processo civile così disciplinato era essenzialmente scritto, più semplice e snello.
L'Ordonnance de Commerce e de la Marine
Tre anni più tardi altrettanto importante fu l’introduzione dell'Ordonnance criminelle, la quale stabilì con chiarezza le regole del processo penale fondato sul principio inquisitorio. Altrettanto rilevante fu poi l'Ordonnance de Commerce, su iniziativa sempre di Colbert in collaborazione con un colto mercante parigino, contenente norme sulle società commerciali, sulla cambiale, sui libri di commercio, sul fallimento e con la quale per la prima volta lo Stato operava direttamente sul campo dell’economia attraverso appunto o struemnto della legislazione regia. Infine da ricordare è l’Ordonnance de la Marine, la quale raccoglieva le regole giuridiche del commercio marittimo.
Domande da interrogazione
- Qual era il principio fondamentale del potere del re nella Francia moderna?
- Come venivano registrate le Ordonnances e quale era il ruolo della Corte sovrana?
- Quali tentativi di codificazione furono fatti dai re Enrico III e IV?
- Quale fu il contributo di Colbert e Luigi XIV alla legislazione francese?
- Quali erano le principali ordinanze introdotte da Colbert e quali ambiti disciplinavano?
Nella Francia dell'età moderna, il principio era che "ciò che il re vuole, lo vuole la legge", rappresentando l'assolutismo del re attraverso le Ordonnances, utilizzate fino alla Rivoluzione del 1789 per unificare legislativamente lo Stato.
Le Ordonnances, sottoscritte dal re e munite del sigillo regio, entravano in vigore solo dopo la registrazione dalla Corte sovrana, che poteva modificarle o ritirarle in caso di opposizione, rendendo la registrazione sia formale che sostanziale.
Enrico III e IV tentarono di sistemare le ordinanze in raccolte ufficiali, ma non riuscirono a superare l'opposizione del Parlamento di Parigi, che temeva un'accresciuta centralizzazione dei poteri legislativi del re.
Colbert, sotto Luigi XIV, promosse un'opera sistematica di codificazione, portando all'emanazione di importanti ordinanze civili e penali che disciplinarono i processi e limitarono le decisioni discrezionali dei Parlamenti.
Colbert introdusse l'Ordonnance civile per il processo civile, l'Ordonnance criminelle per il processo penale e l'Ordonnance de Commerce per le norme commerciali, segnando un intervento diretto dello Stato nell'economia.