Concetti Chiave
- Le relazioni economiche globali coinvolgono imprese, famiglie e Stati, caratterizzate da scambi tra diversi sistemi economici aperti.
- Il protezionismo e il libero scambio rappresentano due approcci opposti: il primo limita le importazioni con dazi, mentre il secondo promuove l'assenza di barriere commerciali.
- La globalizzazione favorisce l'integrazione economica, riducendo restrizioni e promuovendo il movimento di capitali, ma può avere effetti negativi sullo sviluppo umano sostenibile.
- La bilancia dei pagamenti registra le operazioni economiche tra un paese e l'estero, evidenziando il saldo commerciale e la competitività dei prodotti nazionali.
- Organizzazioni come il WTO e l'OCSE mirano a liberalizzare gli scambi internazionali e coordinare le politiche economiche tra i paesi membri, ma affrontano critiche dai paesi più poveri.
Relazioni economiche globali
Le relazioni tra gli operatori economici e il resto del mondo: la realtà economica di oggi è caratterizzata da sistemi economici aperti (gli operatori hanno relazioni economiche con quelli di altri sistemi). Le imprese sono i soggetti economici che hanno rapporti più intensi con operatori di altri sistemi ma anche le famiglie (compravendita beni e servizi) e lo Stato (vendita titoli debito pubblico).
L’andamento delle relazioni economiche tra un paese e il resto del mondo dipende dalla tendenza a contenere o a espandere i rapporti economici internazionali oppure a favorire certe relazioni piuttosto che altre. I rapporti economici internazionali sono rappresentati dall’insieme di transazioni reali e finanziarie che si instaurano tra gli operatori di un sistema economico e gli operatori stranieri. Sugli scambi tra un paese e il resto del mondo influiscono:
1. la necessità e le disponibilità reciproche dei paesi scambisti.
2. la realtà economica dei sistemi interessati.
3. il grado di apertura di un sistema
Influenza dei prezzi e protezionismo
I prezzi delle materie prime offerte da paesi in via di sviluppo sono soggetti a fortissime diminuzioni. Queste diminuzioni sono causate da diversi fattori economici. I prezzi industriali tendono a rimuovere costanti da questa differenza si capisce l’ineguaglianza degli scambi. Perché le imprese giovani hanno costi di produzione più alti e quindi devono fare prezzi più alti.
Protezionismo liberismo: il protezionismo poggia sulle barriere doganali (dazi doganali: imposta indiretta sui consumi. Veniva applicata sugli scambi tra una città e l’altra, interni, e tra stati,esterni, che sono quelli che permangono tutt’ora. I dazi proteggono le merci prodotte all’interno ostacolando le importazioni), sui contingenti all’importazione (limiti massimi all’importazione di un bene per non danneggiare le imprese interne). Le barriere doganali sono limitazioni fiscali introdotto da un paese per ostacolare o impedire l’importazione e proteggere la propria economia. Il protezionismo è l’insieme delle misure economiche protettive che un paese adotta per limitare le relazioni con il resto del mondo. Pil: prodotto interno lordo il calore monetario dei beni e dei servizi finali prodotti in un anno. In mancanza di un interscambio(complesso degli scambi commerciali che intercorrono tra due o più paesi, si tratta della somma delle importazioni e delle esportazioni reciproche) ciascun paese dovrebbe mantenere la propria collettività da solo entrando in autarchia (economica che mira al autosufficienza di un paese tramite limitazioni delle importazioni e produzione di ogni bene dall’interno. E’ stata adottata in periodi di crisi). Il libero scambio è caratterizzato dall’assenza di barriere tese a limitare gli scambi di beni e servizi tra un paese e il resto del mondo. Il liberi scambio è dannoso quando c’è un forte divario nello sviluppo dei paesi scambisti. Ne consegue il neocolonialismo(forma di dipendenza economica dei paesi del Terzo mondo nei confronti de paesi più industrializzati).
Commercio internazionale e colonialismo
Il commercio internazionale e il colonialismo: la politica commerciale delle potenze coloniali ha rappresentato uno sbocco per l’economia dei paesi industrializzati ma un freno per lo sviluppo dei paesi del terzo mondo.
1. controllano l’offerta di una materia prima che rappresenta la ricchezza principale del paese svantaggiato.
2. considerano il paese ospite come uno sfruttamento dei bassi costi delle materie prime o del lavoro senza portare vantaggi alle economie di questi paesi.
Gli scambi tra un paese e l’altro sono resi difficili dalla distanza materiale tra una zona e l’altra.
Globalizzazione e integrazione economica
La globalizzazione: è il processo di crescente integrazione delle economie dei vari Stati; ciò comporta che i rapporti economici mondiali siano tutti tra loro indipendenti. Gli scambi internazionali grazie alle nuove tecnologie e allo sviluppo dei mezzi di trasporto hanno assunto proporzioni planetarie.
1. riduzione delle restrizioni riferite ai dazi e ai contingenti di importazione.
2. integrazione economica tra più paesi.
3. liberalizzazione dei movimenti di capitale, eliminando quegli ostacoli di tipo giuridico che hanno in passato limitato gli spostamenti di denaro.
4. il ruolo delle imprese multinazionali che sono le artefici delle relazioni economiche internazionali e sono state favorite dall’eliminazione delle barriere.
1. tecnologie dell’informazione.
2. infrastrutture di comunicazione e trasporto.
3. i brevetti rilasciati da un apposito ufficio con il quale viene riconosciuta un impresa o un diritto, che consentono di progettare, produrre distribuire e consumare beni e servizi su scala mondiale.
1. stimolata la competizione tra le economie nazionali;
2. cresciuta l’importanza delle multinazionali;
3. aumentati gli investimenti all’estero dopo la libera circolazione dei capitali;
4. diminuito il costo di produzione di alcuni beni dopo la delocalizzazione degli impianti da parte delle multinazionali in paesi dove il costo della manodopera è più basso.
5. grandi quantità di prodotti possono essere spostati velocemente grazie alla tecnologia.
6. i capitali finanziari possono essere spostati in tempo reale da un’economia a un’altra in seguito all’introduzione di reti telematiche.
1. i fenomeni economici sfuggono al controllo dei governi nazionali perciò sono necessarie nuove regole per governare l’economia.
2. gli effetti della globalizzazione non sembrano essere sempre coerenti con lo sviluppo umano sostenibile e con l’equilibrio ambientale.
3. le necessità dei paesi in via di sviluppo non sono tenute in debita considerazione.
Bilancia dei pagamenti
La bilancia dei pagamenti: la bilancia dei pagamenti è il documento contabile nel quale vengono registrate le operazioni economiche e finanziarie tra i residenti di un paese e gli operatori del resto del mondo in un certo periodo di tempo. Da essa risultano il volume d’acquisti (importazioni) e di vendite (esport.) di beni e servizi da e verso l’estero e i movimenti di denaro in entrata e in uscita da un paese.
1. la bilancia delle parti correnti (o conto corrente):
* bilancia commerciale: registra i flussi monetari di importazioni ed esportazioni merci. Le esportazioni procurano un’entrata di valuta estera e sono registrare a credito attivo mentre le importazioni determinano un uscita e sono registrate a debito passivo.
* bilancia delle partite invisibile (servizi redditi): comprende spese x trasporto merci x turismo, cioè tutti i movimenti monetari che non hanno origine da uno scambio come le rimesse degli emigrati (invio di denaro in un paese da cittadini che lavorano all’estero). Le partite invisibili sono transazioni che non sono rilevabili alle frontiere, come avviene per le merci.
2. bilancia dei movimenti di capitale (o conto capitale): i trasferimenti di valuta dovuti a investimenti diretti da parte dei residenti da o verso l’estero.
3. bilancia dei movimenti finanziari (o conto finanziario): sono trasferimenti di valuta dovuti a investimenti finanziari da parte dei residenti da o verso l’estero.
La differenza tra le importazioni e le esportazioni costituisce il saldo della bilancia commerciale che consente di determinare se un paese è dipendente dall’estero e il grado di competitività dei suoi prodotti. Il saldo è positivo la bilancia è attiva (imp.
La bilancia commerciale è il conto nel quale vengono registrati i flussi monetari legati alle importazioni ed esportazioni di merci di un paese da e verso il resto del mondo in un periodo di tempo.
1.
Organizzazioni economiche internazionali
WTO: world trade organistaion, organizzazione mondiale del commercio, opera dal 1995. ne fanno parte 135 paesi, mira a liberalizzare al massimo gli scambi internazionali con la diminuzione delle tariffe e l’eliminazione delle barriere doganali. Svolge un ruolo fondamentale a favore della globalizzazione dell’economia mondiale. Mentre i suoi fini dovrebbero mirare a innalzare il benessere, ad assicurare la piena occupazione, a incrementare le entrate e a espandere la produzione e gli scambi, è contestata dai paesi più poveri che non stanno al passo col mercato globale.
2. Ocse: organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha sede a Parigi ne fanno parte gli USA il Canada, Giappone, Australia, N. Zelanda e tutta l’Europa occidentale. E’ stato costituito nel 1960, favorisce l’economia di mercato e il libero scambio tra i paesi membri, indirizza e coordina le loro azioni di politica economica per agevolare gli scambi, aumentare l’occupazione e tenere sotto controllo l’inflazione, fornisce anche aiuti nella consulenza e assistenza tecnica dei paesi in via di sviluppo.
3. Unctad: (united nations conference on trade and Developement) conferenza delle nazioni unite per il commercio e lo sviluppo, convocata nel 1964 a Ginevra. I suoi fini sono di agevolare gli scambi commerciali dei paesi i via di sviluppo, favorire la stabilità dei prezzi delle materie prime. Ne fanno parte 166 paesi di cui 159 sono dell’Onu (organizzazione nazioni unite).
Organizzazioni economiche regionali
Esistono organizzazioni economiche regionali il cui scopo è quello di sfruttare al meglio la globalizzazione dei mercati.
1. Unione Europea: nel 1951 Comunità europea del carbone e dell’acciaio, nel 1957 Comunità economica europea e ora Unione europea. Negli anni ’60 il fine era la costruzione di un mercato comune attraverso l’unione doganale e l’adozione di una politica agricola comune. Nel 68 con l’abolizione dei dazi alle frontiere e l’adozione di una tariffa comune l’unione doganale è diventata effettiva. La libera circolazione dei capitali e delle persone nel 1990. Nel 1992 col trattato di Maastricht si è concretizzato il progetto di unione monetaria europea e è stata introdotta la denominazione UE. I paesi aderenti all’UE sono 15 e altri stanno aspettando ma non hanno ancora i requisiti necessari:
* Stabilità delle istituzioni democratiche, rispetto delle leggi dei diritti umani e minoranze.
* Esistenza di un economia di mercato funzionante in grado di far fronte alla competizione interna all’UE.
* La capacità di tener fede ai doveri relativi all’adesione all’UE e agli obblighi previsti.
2. Patto Andiano: un’unione doganale istituita nel ’69 tra Bolivia, Colombia, Ecuador, Venezuela e Perù per abolire i dazi doganali
3. Il Mercosur è il mercato comune dell’America del Sud di cui fanno parte Brasile Argentina Paraguay e Uruguay, che ha favorito lo sviluppo con l’abolizione delle barriere doganali interne. Nel 1995 hanno concluso un accordo di libero scambio col Cile, di associazione economica con la Bolivia e di cooperazione con l’Ue.
4. L’asean (association of south east nations) è un unione doganale costituita nel 67 da alcuni paesi del sud est asiatico per favorire gli scambi e lo sviluppo.
5. il nafta (North American Free Trade Agreement) è un associazione di libero scambio costituita tra Messico e Canada per abolire le barriere doganali e costituire un mercato comune. Dal 1993 ne fanno parte anche gli USA.
Sono numerose anche le organizzazioni non governative di natura laica o religiosa, senza fini di lucro alcune di queste cercando di promuovere un commercio equo e solidale aiutando i paesi del 3 mondo.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali attori nelle relazioni economiche globali?
- Come influiscono i prezzi delle materie prime sui rapporti economici internazionali?
- Qual è il ruolo del protezionismo nelle relazioni economiche?
- In che modo la globalizzazione ha cambiato le dinamiche economiche mondiali?
- Qual è la funzione della bilancia dei pagamenti?
Le imprese, le famiglie e lo Stato sono i principali attori nelle relazioni economiche globali, interagendo intensamente con operatori di altri sistemi economici attraverso la compravendita di beni e servizi e la vendita di titoli di debito pubblico.
I prezzi delle materie prime, soprattutto quelle offerte da paesi in via di sviluppo, subiscono forti diminuzioni, creando disuguaglianze negli scambi, poiché le imprese giovani hanno costi di produzione più elevati e devono applicare prezzi più alti.
Il protezionismo, attraverso barriere doganali e contingenti all'importazione, mira a proteggere le economie interne limitando le importazioni, ma può ostacolare le relazioni economiche internazionali e il libero scambio.
La globalizzazione ha portato a una crescente integrazione delle economie, riducendo le restrizioni commerciali e favorendo le multinazionali, ma ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alla sostenibilità e all'equità per i paesi in via di sviluppo.
La bilancia dei pagamenti registra le operazioni economiche e finanziarie tra un paese e il resto del mondo, evidenziando il volume di importazioni ed esportazioni e determinando il grado di dipendenza economica di un paese dall'estero.