Concetti Chiave
- Il nuovo classicismo di Sironi emerge come risposta all'idealismo di Valori Plastici, privilegiando una rappresentazione della Realtà sociale e pessimistica.
- Sironi, insieme ad altri artisti, forma il gruppo dei Sette Pittori del Novecento, caratterizzato da un'estetica di classicismo moderno e forme sintetiche.
- Margherita Sarfatti gioca un ruolo fondamentale nel radunare il gruppo, promuovendo l'idea di un ritorno all'ordine artistico post-bellico.
- I componenti del gruppo, tra cui Funi e Sironi, condividono un obiettivo comune di esporre insieme, nonostante le differenze stilistiche.
- Funi, considerato il secondo pittore di spessore del gruppo, evolve da un periodo futurista a uno stile classico più evidente, ispirato a Raffaello e Masaccio.
Il nuovo classicismo di Sironi
Nel 1920 si profila il nuovo classicismo sironiano che segna il corso del nascente gruppo dei pittori del Novecento e che è la risposta di Sironi all'idealismo di Valori Plastici: alla pittura della Storia egli risponde con la pittura della Realtà, una realtà sociale e pessimistica. Negli anni seguenti Sironi produce pochi quadri ma densi di implicazioni: periferie industriali e figure classiche, evidenziate da un linguaggio geometrico e sintetico, scenari e personaggi di bontempelliane mitologie moderne in cui il senso ultimo è sempre quello di un'allegoria del costruire e del progettare. Scene in cui compassi e squadre alludono a un ideale di Nuova umanità gravata da responsabilità immense relazionate al concetto etico del fascismo nascente. Non è un caso infatti se Mussolini inaugura con un discorso la prima mostra dei Sette Pittori del Novecento presentato da Margherita Sarfatti nel marzo 1923 alla galleria Pesaro. La critica d'arte Margherita Sarfatti socialista, amica e amante di Mussolini e molto vicina al futurismo negli anni anteriori alla prima guerra mondiale, si era impegnata fin dal primo dopoguerra per costruire un gruppo di artisti Uniti da intenti di ritorno all'ordine, ma solo nel 1922 con l'appoggio economico del gallerista Lino Pesaro ciò risultò possibile.
Il gruppo dei sette pittori
I margini stilistici che univano i componenti del neo costituito gruppo dei sette pittori del Novecento erano piuttosto ridotti ed erano focalizzati intorno un principio estetico piuttosto che stilistico di elaborazione di un classicismo moderno nei soggetti e sintetico nelle forme. Ne facevano parte gli ex futuristi Funi e Sironi, Dudreville, Ubaldo Oppi e Pietro Marussig, Gian Emilio Manerba e Anselmo Bucci. Sironi appare subito il personaggio più significativo del gruppo la Sarfatti ne intuisce infatti l'enorme rovello estetico ma l'intenzione non era quello di valorizzare un unico personaggio bensì di esporre sempre in gruppo, condizione alla quale i 7 artisti si vincolano.
Il ruolo di Funi nel gruppo
Funi può considerarsi il secondo pittore di maggior spessore del gruppo: egli usciva dal futurismo milanese con un percorso parallelo a quello di Sironi. Fin dagli esordi il suo stile aveva mostrato una tendenza compositiva compassata e calibrata persino nel suo periodo futurista. Intorno al 1920 subì quel mutamento novecentista che gli diede modo di palesare il suo animo fortemente classico, attraverso cui il concetto di una plasticità mediterranea trovava la sua forma più adeguata. Come Sironi, ma in maniera più letterale, s'ispira al classicismo rinascimentale di Raffaello e Masaccio ma anche al plasticismo neoclassico picassiano.
Domande da interrogazione
- Qual è la risposta di Sironi all'idealismo di Valori Plastici?
- Quali sono i temi principali delle opere di Sironi nel nuovo classicismo?
- Chi sono i membri del gruppo dei sette pittori del Novecento e qual è il loro obiettivo comune?
- Qual è il ruolo di Funi all'interno del gruppo dei sette pittori del Novecento?
Sironi risponde all'idealismo di Valori Plastici con la "pittura della Realtà", focalizzandosi su una realtà sociale e pessimistica, come evidenziato nel suo nuovo classicismo del 1920.
Le opere di Sironi nel nuovo classicismo trattano temi come le periferie industriali e figure classiche, utilizzando un linguaggio geometrico e sintetico per esprimere un'allegoria del costruire e del progettare.
I membri del gruppo includono Sironi, Funi, Dudreville, Ubaldo Oppi, Pietro Marussig, Gian Emilio Manerba e Anselmo Bucci, uniti da un principio estetico di elaborazione di un classicismo moderno, con l'intento di esporre sempre in gruppo.
Funi è considerato il secondo pittore di maggior spessore del gruppo, mostrando una tendenza compositiva classica e ispirandosi al classicismo rinascimentale, parallelo al percorso di Sironi.