Estratto del documento

Funzioni della finanza pubblica

Le entrate pubbliche = insieme dei prelievi di ricchezza che i soggetti economici effettuano sulle economie private per far fronte alle spese pubbliche.

Funzioni della finanza pubblica

Funzione fiscale (scuola classica) = deve fornire solo i mezzi necessari a coprire i costi di gestione. Inoltre, con il non intervento dello Stato nell’economia si ottiene il pareggio di bilancio.

Funzioni extra-fiscali (Stato democratico) = intervento pubblico nell’economia.

Secondo Keynes lo Stato deve intervenire sempre nell’economia, in particolare modo quando c’è crisi. Quando c’è crisi si deve aumentare la spesa pubblica, così da aumentare consumi e investimenti; mentre nei momenti in cui l’economia va bene, bisogna intervenire comunque sulla spesa pubblica diminuendola e inoltre aumentando le imposte, in modo da racimolare le risorse per fronteggiare una crisi futura.

Y (reddito nazionale) = C (consumi) + I (investimenti) + G (spesa pubblica): equazione di equilibrio fra offerta globale e domanda globale.

Redistribuzione del reddito nazionale

Redistribuzione del reddito nazionale.

Spese pubbliche

Spese pubbliche = impieghi di ricchezza sotto forma di pagamenti monetari compiuti da soggetti attivi dell’attività finanziaria per la produzione dei servizi necessari a soddisfare i bisogni pubblici.

Classificazione delle spese pubbliche

In base alla ripetibilità nel tempo:

  • Ordinarie.
  • Straordinarie.

In base allo scopo:

  • Spese di governo (per i compiti istituzionali dello Stato).
  • Spese di esercizio (per il conseguimento di entrate e riscossione di imposte).

In base alle norme giuridiche:

  • Obbligatorie.
  • Facoltative.

Classificazione economico-funzionale:

  • Spese correnti (effetti in un solo anno finanziario).
  • Di gestione (hanno come effetto l’aumento della domanda).
  • Di trasferimento.
  • Spese in conto capitale (spese di investimento che provocano un aumento della ricchezza nazionale).

In base alle funzioni:

  • Spese amministrative.
  • Spese produttive.
  • Spese redistributive.

Effetti economici e sociali della spesa pubblica

Massimizzazione del reddito nazionale = moltiplicatore (dipende dalla propensione al consumo) è il coefficiente che serve a quantificare l’aumento del reddito nazionale ottenibile con una variazione della domanda globale: equazione K = 1 / 1 - c.

Massimizza il reddito nazionale anche grazie al principio dell’acceleratore: aumento del reddito, aumento dei consumi, aumento dell’offerta, aumento degli investimenti.

Stabilizzazione del sistema economico: è possibile se i governi accettano il deficit di bilancio statale, che viene coperto con l’aumento delle entrate tributarie.

Redistribuzione del reddito a favore delle classi meno abbienti.

Produttività della spesa pubblica = aumenta il reddito nazionale e può soddisfare i bisogni pubblici.

Incremento progressivo della spesa pubblica.

Cause:

  • Aumento della popolazione.
  • Stato moderno = maggior intervento in molti settori.
  • Funzione anticiclica (deve stabilizzare l’economia).
  • Effettuare una più equa redistribuzione del reddito.
  • Eguaglianza dei trattamenti economici.
  • Rispondere alle richieste della pubblica amministrazione.
  • Rigidità (una volta aumentata è difficile da diminuire).

Crisi fiscale dello Stato assistenziale

La crisi fiscale dello Stato assistenziale.

Presupposti della finanza funzionale allo scopo di usare la spesa pubblica per massimizzare il reddito e attenuare le fluttuazioni cicliche sono:

  • Una politica di bilancio flessibile.
  • Un’imposizione fiscale progressiva.
  • Un finanziamento delle spese di trasferimento.

Queste teorie applicate nel New Deal hanno portato a un deficit di bilancio e lo Stato è ricorso all’indebitamento pubblico, rischiando la crisi fiscale.

È collassato così lo Stato del benessere e sono intervenute politiche neoliberiste e monetariste, suggerendo una politica di austerità finanziaria, un’imposizione fiscale meno progressiva e un rilancio di un’iniziativa economica privata.

Con il trattato di Maastricht del 1992 sono stati fissati due parametri per la permanenza nell’Unione monetaria: il rapporto tra deficit e PIL entro il 3%; il rapporto tra debito pubblico e PIL entro il 60%.

Classificazione delle entrate pubbliche

In base alla loro ripetibilità:

  • Ordinarie.
  • Straordinarie.

In base alla loro provenienza:

  • Originarie (di diritto privato) = corrispettivi che vengono pagati dallo Stato e da altri enti pubblici per un’attività in concorrenza con i privati.

Sono fonti di entrate originarie:

  • I corrispettivi provenienti dai beni patrimoniali dello Stato e da enti pubblici territoriali e dalla privatizzazione delle imprese pubbliche.

I prezzi privati, pubblici, politici.

Prezzi privati

Prezzi privati = denaro ricevuto dallo Stato in seguito alla cessione di beni o servizi in concorrenza con le imprese private.

Sono pari al prezzo di mercato.

Prezzi pubblici

Prezzi pubblici = praticati dagli enti in cambio della prestazione di servizi di interesse generale a favore degli utenti che ne facciano richiesta.

Ne fanno parte le produzioni in monopolio sociale, che vuole rendere il servizio accessibile e non conseguire un utile. Inoltre, nel monopolio sociale vengono applicati prezzi multipli, per avere alla fine un incasso pari ai costi.

Prezzi politici

Prezzi politici = per servizi destinati a soddisfare i bisogni delle classi sociali meno abbienti. Sono inferiori al costo di gestione del servizio. Viene coperta la loro spesa con il pagamento delle imposte.

Entrate derivate (di diritto pubblico) = prelievi di ricchezza obbligatori sulle economie dei privati.

Tributi = imposte + tasse + contributi: insieme di prestazioni in denaro che lo Stato e gli enti pubblici impongono obbligatoriamente ai singoli per far fronte alle spese di gestione dei servizi pubblici.

Prestiti pubblici.

Emissione di carta moneta.

Entrate di diritto privato e di diritto pubblico

In rapporto alle norme giuridiche che ne disciplinano il prelievo:

  • Entrate di diritto privato.
  • Entrate di diritto pubblico.

Imposta

L’imposta = prelievo obbligatorio in denaro che i soggetti attivi dell’attività finanziaria effettuano sulle economie private per il conseguimento dei mezzi necessari alla gestione dei servizi pubblici generali.

I servizi pubblici ai quali si riferiscono sono indivisibili e a domanda non individualizzabile.

Vengono attribuite in base alla capacità contributiva del privato. Vi è inoltre un’inesistenza di un rapporto fra il pagamento dell’imposta e il godimento del servizio.

Tassa

La tassa = corrispettivo pagato ad un ente pubblico in cambio della prestazione di un servizio pubblico speciale reso all’utente dietro sua richiesta.

I servizi ai quali si riferiscono sono divisibili e a domanda individualizzabile. La tassa non è obbligatoria. È inferiore al costo di gestione del servizio, la parte rimanente viene coperta con il pagamento delle imposte.

Sia la tassa che l’imposta sono inferiori al costo del servizio ed entrambi coprono solo parte degli oneri di gestione. La differenza è che le tariffe pubbliche sono prezzi pagati per i servizi resi da organismi imprenditoriali, mentre le tasse sono controprestazioni di istituzioni statali.

Classificazione delle tasse

  • Tasse giudiziarie = dovute allo Stato per l’esercizio della sua funzione giurisdizionale.
  • Tasse amministrative = dovute per il rilascio da parte della pubblica amministrazione di atti amministrativi (passaporti, carte d’identità).
  • Tasse ecologiche = pagate dai privati che utilizzano e inquinano i beni ambientali (carbon tax, tassa sui rifiuti).

Riscossione delle tasse

Le tasse, riscossione:

  • Diretta generale = l’utente versa l’importo della tassa presso un ufficio, il quale gli rilascia l’attestazione del pagamento.
  • Diretta specializzata = la tassa è versata all’ufficio che fornisce il servizio.
  • Indiretta mediante bollo.

Contributo

Il contributo = è un prelievo obbligatorio di ricchezza, effettuato sulle economie di determinati contribuenti che traggono una particolare utilità economica da opere e servizi pubblici destinati al soddisfacimento dei bisogni di tutta la collettività.

Il contributo è simile alla tassa perché è obbligatorio, ma si differenzia perché deve essere pagato solo da coloro che traggono dal servizio.

Anteprima
Vedrai una selezione di 1 pagina su 4
Nozioni di economia e finanza Pag. 1
1 su 4
Sintesi

Appunti di finanza pubblica

Consiglio di scaricare il .pdf perché è impostato meglio e si comprende meglio.

Gli argomenti degli appunti sono:

  • Le funzioni della finanza pubblica
  • Le spese pubbliche
  • La crisi fiscale dello stato assistenziale
  • Le entrate pubbliche
  • I contributi
  • Le imposte
  • I principi giuridici, costituzionali e amministrativi delle imposte
  • Gli effetti delle imposte
  • Le entrate straordinarie
  • Il bilancio statale
  • Il bilancio statale in Italia

Invito ancora a scaricare il .pdf perché impostato meglio e più comprensibile.

Funzioni della finanza pubblica

1) Funzione fiscale (scuola classica) = deve fornire solo i mezzi economici necessari a coprire i costi di gestione. Inoltre, con il non intervento dello stato nell’economia si ottiene il pareggio di bilancio.

2) Funzioni extra-fiscali (stato democratico) = intervento pubblico nell’economia.

Secondo Keynes lo stato deve intervenire sempre nell’economia, in particolare modo quando c’è crisi. Quando c’è crisi si deve aumentare la spesa pubblica, così da aumentare consumi e investimenti; mentre nei momenti in cui l’economia va bene bisogna intervenire comunque sulla spesa pubblica diminuendola e inoltre aumentando le imposte, in modo da racimolare le risorse per fronteggiare una crisi futura.

Y (reddito nazionale) = C (consumi) + I (investimenti) + G (spesa pubblica) ______ equazione di equilibrio fra offerta globale e domanda globale.

3) Redistribuzione del reddito nazionale.

Le spese pubbliche

Spese pubbliche = impieghi di ricchezza sotto forma di pagamenti monetari compiuti da soggetti attivi dell’attività finanziaria per la produzione dei servizi necessari a soddisfare i bisogni pubblici.

Classificazione delle spese pubbliche

In base alla ripetibilità nel tempo:

  • Ordinarie
  • Straordinarie

In base allo scopo:

  • Spese di governo (per i compiti istituzionali dello stato)
  • Spese di esercizio (per il conseguimento di entrate e riscossione di imposte)

In base a norme giuridiche:

  • Obbligatorie
  • Facoltative

Classificazione economico-funzionale:

  • Spese correnti (effetti in un solo anno finanziario)
    • Di gestione (hanno come effetto l’aumento della domanda)
    • Di trasferimento
  • Spese in conto capitale (spese di investimento che provocano un aumento della ricchezza nazionale)

In base alle funzioni:

  • Spese amministrative
  • Spese produttive
  • Spese redistributive

Effetti economici e sociali della spesa pubblica

- Massimizzazione del reddito nazionale = moltiplicatore (= dipende dalla propensione al consumo), è il coefficiente che serve a quantificare l’aumento del reddito nazionale ottenibile con una variazione della domanda globale – equazione: K = 1/1-c.

Massimizza il reddito nazionale anche grazie al principio dell’acceleratore = + reddito; + consumi; + offerta; + investimenti.

- Stabilizzazione del sistema economico = è possibile se i governi accettano il deficit di bilancio statale (che viene coperto con l’aumento delle entrate tributarie).

- Redistribuzione del reddito a favore delle classi meno abbienti.

2) Produttività della spesa pubblica = aumenta il reddito nazionale e può soddisfare i bisogni pubblici.

3) Incremento progressivo della spesa pubblica.

Cause:

  • Aumento della popolazione
  • Stato moderno = maggior intervento in molti settori
  • Funzione anticiclica (= deve stabilizzare l’economia)
  • Effettuare una più equa redistribuzione del reddito
  • Eguaglianza dei trattamenti economici
  • Rispondere alle richieste della pubblica amministrazione
  • Rigidità (una volta aumentata è difficile da diminuire)

La crisi fiscale dello stato assistenziale

I presupposti della finanza funzionale allo scopo di usare la spesa pubblica per massimizzare il reddito e attenuare le fluttuazioni cicliche sono:

  • Una politica di bilancio flessibile
  • Un’imposizione fiscale progressiva
  • Un finanziamento delle spese di trasferimento

Queste teorie, applicate nel New Deal, hanno portato a un deficit di bilancio e lo stato è ricorso all’indebitamento pubblico, rischiando la crisi fiscale. È collassato così lo stato del benessere e sono intervenute politiche neoliberiste e monetariste, suggerendo una politica di austerità finanziaria, un’imposizione fiscale meno progressiva e un rilancio di un’iniziativa economica privata.

Con il trattato di Maastricht del 1992 sono stati fissati due parametri per la permanenza nell’unione monetaria: il rapporto tra deficit e PIL entro il 3%; il rapporto tra debito pubblico e PIL entro il 60%.

Deficit = differenza fra spese pubbliche ed entrate pubbliche. Il deficit causa il debito e il debito allarga il deficit.

La stagflazione = inflazione + disoccupazione.

Le entrate pubbliche

Le entrate pubbliche = insieme dei prelievi di ricchezza che i soggetti attivi dell’attività finanziaria effettuano sulle economie private per far fronte alle spese pubbliche.

Classificazione delle entrate pubbliche

In base alla loro ripetibilità:

  • Ordinarie
  • Straordinarie

In base alla loro provenienza:

Originarie (di diritto privato) = corrispettivi che vengono pagati dallo stato e da altri enti pubblici per un’attività di concorrenza coi privati.

Sono fonti di entrate originarie:

  • I corrispettivi provenienti dai beni patrimoniali dello stato e da enti pubblici territoriali e dalla privatizzazione delle imprese pubbliche
  • I prezzi privati, pubblici, politici

Prezzi privati = denaro ricevuto dallo stato in seguito alla cessione di beni o servizi in concorrenza con le imprese private. Sono pari al prezzo di mercato.

Prezzi pubblici = praticati agli enti in cambio della prestazione di servizi di interesse generale a favore degli utenti che ne facciano richiesta. Inferiori al prezzo di mercato. Ne fanno parte le produzioni in monopolio sociale, che vuole rendere il servizio accessibile e non conseguire un utile. Inoltre, nel monopolio sociale vengono applicati prezzi multipli, per avere alla fine un incasso pari ai costi.

Prezzi politici = per servizi destinati a soddisfare i bisogni delle classi sociali meno abbienti. Sono inferiori al costo di gestione del servizio. Viene coperta la loro spesa con il pagamento delle imposte.

Derivate (di diritto pubblico) = prelievi di ricchezza obbligatori sulle economie dei privati.

  • Tributi = imposte + tasse + contributi, insieme di prestazioni in denaro che lo stato e gli enti pubblici impongono obbligatoriamente ai singoli per far fronte alle spese di gestione dei servizi pubblici
  • Prestiti pubblici
  • Emissione di carta moneta

In rapporto alle norme giuridiche che ne disciplinano il prelievo:

  • Entrate di diritto privato
  • Entrate di diritto pubblico

L’imposta e la tassa

L’imposta = prelievo obbligatorio in denaro che i soggetti attivi dell’attività finanziaria effettuano sulle economie private per il conseguimento dei mezzi necessari alla gestione dei servizi pubblici generali.

I servizi pubblici ai quali si riferiscono sono indivisibili e a domanda non individualizzabile.

Vengono attribuite in base alla capacità contributiva del privato. Vi è inoltre un’inesistenza di un rapporto fra il pagamento dell’imposta e il godimento del servizio.

La tassa = corrispettivo pagato a un ente pubblico in cambio della prestazione di un servizio pubblico speciale reso all’utente dietro sua richiesta. I servizi ai quali si riferiscono sono divisibili e a domanda individualizzabile. La tassa non è obbligatoria. È inferiore al costo di gestione del servizio, la parte rimanente viene coperta con il pagamento delle imposte.

Sia la tassa che l’imposta sono inferiori al costo del servizio ed entrambi quindi coprono solo parte degli oneri di gestione. La differenza è che le tariffe pubbliche sono prezzi pagati per i servizi resi da organismi imprenditoriali, mentre le tasse sono controprestazioni di istituzioni statali.

Le tasse: classificazione

  • Tasse giudiziarie = dovute allo stato per l’esercizio della sua funzione giurisdizionale
  • Tasse amministrative = dovute per il rilascio da parte della pubblica amministrazione di atti amministrativi (passaporti, carte d’identità)
  • Tasse ecologiche = pagate dai privati che utilizzano e inquinano i beni ambientali (carbon tax, tassa sui rifiuti)

Le tasse: riscossione

  • Diretta generale = l’utente versa l’importo della tassa presso un ufficio, il quale gli rilascia l’attestazione del pagamento
  • Diretta specializzata = la tassa è versata all’ufficio che fornisce il servizio
  • Indiretta mediante bollo

I contributi

Il contributo = è un prelievo obbligatorio di ricchezza, effettuato sulle economie di determinati contribuenti che traggono una particolare utilità da opere e servizi pubblici destinati al soddisfacimento dei bisogni di tutta la collettività.

Il contributo è simile alla tassa perché è obbligatorio, ma si differenzia perché deve essere pagato solo da coloro che traggono dal servizio una particolare utilità.

I contributi sociali = hanno natura previdenziale ed assistenziale (INPS e INAIL).

La pressione tributaria e i beni pubblici

La pressione tributaria = rapporto fra l’ammontare complessivo dei tributi vigenti in un paese in un dato momento e il suo reddito nazionale (in Italia 55%).

La pressione fiscale globale = rapporto fra il carico tributario aumentato degli oneri previdenziali e il reddito nazionale.

Una pressione tributaria eccessiva causerebbe:

  • + evasione fiscale
  • Squilibrio tra investimenti pubblici e privati a danno di questi ultimi

Beni = creano entrate originarie e sono:

  • Demaniali (appartengono agli enti pubblici e sono inalienabili e possono essere sia esclusivi dello stato [necessari] o anche dei privati [accidentali])
  • Patrimoniali (proprietà di stato, regioni, ecc. e possono essere venduti [disponibili] oppure no [indisponibili]. Fanno parte del patrimonio anche le imprese)

Le imprese pubbliche

Imprese pubbliche = organismi imprenditoriali con i quali lo stato o enti minori gestiscono direttamente o indirettamente la produzione di beni o servizi. Sono state create per:

  • Evitare monopoli privati
  • Garantire la gestione dei servizi in tutto il territorio
  • Funzione economica anticongiunturale
  • Procurare entrate

Si sono estinte per la loro scarsa efficienza e quindi sono state privatizzate, sia per ottenere soldi che per indirizzare l’attività dei privati. Per evitare monopoli privati sono state create:

  • Authority (agiscono nell’interesse pubblico ma sono indipendenti)
  • Leggi antitrust (evitano comportamenti dannosi per la concorrenza)

Si distinguono in:

  • Aziende autonome = erano dello stato e non avevano personalità giuridica, ora sono SPA di cui lo stato è l’unico azionista, ma possono partecipare anche i privati. Esempio: tabacchi (amministrazione monopoli di stato)
  • Enti pubblici economici = personalità giuridica, delegati dallo stato a gestire imprese di pubblica utilità e sono indipendenti, ma il loro bilancio è annesso a quello dello stato. Esempi: camera di commercio, Banca d’Italia
  • Imprese a partecipazione statale = la maggioranza delle loro azioni è posseduta dallo stato, hanno finalità di interesse pubblico e fino al ’92 erano controllate dal ministero delle partecipazioni statali e amministrate attraverso enti pubblici di gestione in collaborazione con le società finanziarie. Avrebbero dovuto aiutare lo sviluppo del sud Italia e sostenere il reddito nazionale, ma non l’hanno fatto e nel ’92 sono state privatizzate, tranne Poste e Ferrovie

Vendita delle imprese

  • Individuazione degli investitori ammessi al nucleo stabile (= quota azionaria di maggioranza relativa)
  • Offerta pubblica di vendita
  • Collocamento delle azioni (= messe a disposizione dei privati)

Le imposte

Imposte = prelievo coattivo di denaro effettuato sulle economie private per la gestione dei servizi; è una prestazione di denaro che sorge in base alla legge e si crea un rapporto giuridico, d’imposta, che deve avere:

  • Soggetto attivo = ente pubblico impositore
  • Soggetto passivo = contribuente (persona fisica o giuridica)
  • Presupposto = dove si calcola l’imposta (reddito o patrimonio)
  • Oggetto = imponibile (reddito - oneri deducibili)
  • Aliquota = percentuale che si applica all’imponibile
  • Fonte = ricchezza dalla quale il contribuente attinge per pagare le imposte

Classificazione delle imposte

DIRETTE = colpiscono in modo immediato o il reddito (imposta sul reddito) o il patrimonio (imposta sul patrimonio) di un soggetto.

Sono commisurate alla capacità contributiva, sono progressive (l’aliquota aumenta all’aumentare dell’imponibile), sono più eque, garantiscono maggiore giustizia sociale, riducono inflazione e disoccupazione. Una maggiore pressione fiscale sui redditi causa evasione. Sono rigide (non variano facilmente in base alle leggi del momento).

INDIRETTE = gravano sul consumo del reddito (acquisti e trasferimenti di beni e servizi), come le imposte sui consumi e sugli scambi (IVA), o sui trasferimenti di ricchezza e affari. Sono divisibili, perché incluse nel prezzo, elastiche, perché si adattano alla situazione economica, flessibili, perché possono variare in base alle esigenze finanziarie. Tutti pagano uguale, quindi non sono commisurate alla capacità contributiva. L’aumento delle imposte causa l’aumento dei prezzi dei prodotti.

In un sistema economico imposte dirette e indirette possono coesistere.

PERSONALI = gravano sul contribuente tenendo conto della sua situazione socio-economica (spesso dirette).

REALI = colpiscono il contribuente senza tener conto delle sue condizioni (spesso indirette).

GENERALI = gravano su tutti i redditi del contribuente e colpiscono in modo uguale tutti i redditi di una stessa categoria o i settori economici.

SPECIALI = gravano su alcuni redditi o su redditi diversi con aliquote diverse, gravano su alcuni settori oppure su tutti i settori con aliquote diverse per favorirne alcuni.

PROPORZIONALI = aliquota sempre fissa, non aumenta all’aumentare dell’imponibile e ha effetti regressivi. Evita la doppia progressività ed è facile calcolarla. Non realizza una piena giustizia tributaria.

  • Fuga di capitali all’estero
  • Espansione della spesa pubblica = spirale inflazionistica

Un’elevata pressione tributaria è giustificabile se gli effetti della spesa pubblica sulla funzionalità dei servizi e lo sviluppo del reddito e dell’occupazione si manifestano in un arco di tempo più o meno lungo.

Il condono = provvedimento approvato dal Parlamento che fa cessare le conseguenze amministrative derivanti da un comportamento contrario alle norme di diritto, a condizione che il responsabile ammetta la sua colpa.

PROGRESSIVE = l’aliquota aumenta all’aumentare dell’imponibile ed è continua, cioè l’aliquota aumenta fino ad un certo imponibile per poi diventare fissa; per detrazione fissa, cioè l’aliquota è fissa e prima di applicarla si effettua una detrazione fissa sull’imponibile; per classi, cioè i redditi sono ripartiti in classi e ad ogni classe si applica un’aliquota crescente: metodo poco equo perché penalizza i redditi di poco superiori al limite della classe; per scaglioni, cioè classi, ma si applica l’aliquota della classe successiva solo per la parte di reddito eccedente al limite della precedente.

Garantiscono maggiore giustizia tributaria, più equa ripartizione del carico tributario e più giusta distribuzione del reddito a favore dei meno abbienti, con più risorse per le spese di trasferimento. Incoraggiano l’evasione e l’esportazione dei capitali all’estero, riducono il risparmio e l’investimento privato.

Regressive = l’aliquota diminuisce all’aumentare dell’imponibile.

Principi giuridici delle imposte

Principi giuridici delle imposte = criteri adottati per garantire l’equa ripartizione delle imposte.

Fasi storiche

  • Stato assoluto = tributi pagati solo dal terzo stato e nobiltà e clero avevano agevolazioni
  • Stato liberale = aboliti privilegi fiscali per i ceti più elevati, maggiore uguaglianza formale
  • Stato assistenziale = agevolazioni per i meno abbienti, maggiore uguaglianza sostanziale

Teorie

  • Prestazione/controprestazione = imposta dovuta in base ai servizi che trae in cambio
  • Del sacrificio = equa distribuzione delle imposte tenendo conto del sacrificio che comporta l’imposizione, l’utilità economica sottratta al contribuente (criterio della capacità contributiva)
  • Sacrificio uguale = stesso sacrificio per tutti
  • Sacrificio proporzionale = sottrazione di una quota proporzionale all’utilità della sua ricchezza totale
  • Sacrificio minimo = minimo sacrificio per tutti (fortemente progressiva)

- Teoria della capacità contributiva = tributi distribuiti tra i contribuenti in base alla loro capacità di concorrere alle spese pubbliche.

Principi per una giustizia tributaria

  • Esenzione dei redditi minimi
  • Progressività dell’imposta
  • Considerazione delle condizioni socio-economiche
  • Discriminazione quantitativa dei redditi (vengono colpiti in modo diverso in base alla loro condizione)

Principi costituzionali

Il carico tributario viene ripartito tra i contribuenti sulla base dei principi contenuti nella nostra Costituzione, in particolare dagli articoli 2, 3, 23 e 53. Da questi si ricavano il principio della generalità e dell’uniformità dell’imposta.

La generalità stabilisce che tutti, anche gli stranieri, sono tenuti a contribuire alle spese dello stato secondo il principio della solidarietà nell’art. 2, dove il pagare le imposte significa avere una coscienza civile e ci sollecita ad aiutare i meno fortunati.

Con l’art. 3, attraverso l’uguaglianza formale, obbliga tutti al pagamento delle imposte, ma con trattamenti diversi se razionalmente giustificati, oltre all’esenzione dei redditi minimi.

L’uniformità sancisce che il carico tributario deve comportare un sacrificio uguale per tutti: ciò avviene chiedendo innanzitutto i tributi sulla base della capacità contributiva (art. 53), preferendo imposte progressive e personali, e imponendo le imposte solo secondo le leggi deliberate dal Parlamento (art. 23).

Principi amministrativi

Principi amministrativi = norme e procedure che devono essere eseguite dall’amministrazione finanziaria per accertare e riscuotere le imposte.

Fasi dell’attività amministrativa

1) Accertamento dell’imponibile = determinare l’imponibile in base alla capacità contributiva con il metodo indiziario, cioè determinare in modo indiretto l’imponibile secondo indizi, per esempio il redditometro, o analitico, cioè imponibile determinato con dati oggettivi e documenti. Possono essere per denuncia certificata, cioè dichiarazione autonoma, o d’ufficio, cioè accertamento del fisco se vi sono dati poco attendibili.

2) Notificazione o avviso di accertamento = composto da avviso di rettifica, se vengono apportate modifiche, e dall’avviso di accertamento d’ufficio, se l’accertamento è stato compiuto dal fisco.

3) Tassazione (individuazione dell’aliquota d’imposta) e liquidazione (calcolo del debito d’imposta applicando l’imposta all’imponibile).

4) Riscossione = il tributo viene versato tramite ritenuta alla fonte, che riguarda le imposte sul reddito da lavoro dipendente e può essere diretta se sono dipendenti statali o con rivalsa se dipendenti di privati; per regia, tramite uffici adibiti alle riscossioni; autotassazione, mediante denuncia dei redditi; bollo, attraverso valori bollati; iscrizioni in ruoli, cioè iscrizioni in elenchi che vengono fatti ricevere agli esattori come Equitalia.

Effetti delle imposte

Effetti delle imposte = ripercussioni e modificazioni che comporta l’introduzione o l’inasprimento di un’imposta.

Effetti macroeconomici

  • + imposte indirette = aumento dei prezzi e aumento dell’inflazione
  • + imposte dirette = diminuzione della domanda, diminuzione dei prezzi, diminuzione del risparmio
  • Manovre fiscali su indirette = favorimento di alcuni beni o servizi, con aumento della domanda, e ripresa delle contrattazioni in alcuni mercati

Reazioni alle imposte

1) Rimozione = positiva, quando il contribuente aumenta la propria attività per pagare le imposte, e negativa, quando restringe il suo reddito per pagare meno imposte.

2) Elusione = aggirare gli oneri tributari grazie a norme fiscali imprecise o di dubbia interpretazione.

3) Evasione = non si pagano le imposte, con un comportamento illecito, e si causano danni finanziari, cioè mancata realizzazione degli obiettivi dello stato; economici, cioè minore ricchezza nell’economia; sociali, cioè frattura fra chi paga e chi non paga le imposte.

4) Traslazione = trasferire l’onere su altri soggetti attraverso una variazione del prezzo del bene e si compone di tre fasi: percussione, quando sorge l’obbligo tributario; traslazione, cioè trasferimento dell’onere; incidenza, cioè prelievo del tributo dal soggetto al quale l’imposta è stata trasferita.

Può essere in avanti, cioè trasferimento dal produttore all’intermediario al consumatore; all’indietro, dall’acquirente al venditore; obliqua, quando l’imposta traslata di un bene varia i prezzi dei beni diversi da quello colpito.

Perché la traslazione avvenga bisogna che vi siano diverse caratteristiche:

  • L’imposta deve essere speciale
  • Deve esserci la possibilità di trasferire i capitali tra i vari settori
  • La domanda deve essere rigida
  • Il mercato deve essere di concorrenza perfetta o di monopolio

5) Ammortamento = traslazione all’indietro che si effettua sui beni immobili. Al sorgere o all’inasprirsi di una nuova imposta sui fabbricati, il venditore dovrà vendere il fabbricato ad un prezzo inferiore a quello di mercato (prezzo normale - imposta capitalizzata).

6) Diffusione = catena di reazioni che si innescano con l’inasprimento di un’imposta sui consumi. Riguarda i beni complementari, i beni succedanei e i beni che derivano da un altro bene. Esempio: aumenta il petrolio, aumenta la benzina, aumentano i trasporti, aumentano tutti i beni che si trasportano, aumenta la plastica e provoca un aumento di tutti i prezzi, quindi più inflazione, minore domanda, minore offerta, minori investimenti, minore occupazione, minore risparmio, minore domanda ancora.

Le entrate straordinarie

Entrate straordinarie = prelievi di ricchezza per far fronte a spese straordinarie e le fonti sono le imposte straordinarie, cioè introduzione o inasprimento; prestiti pubblici, con restituzione del prestito e interessi; emissione di carta moneta, che non si usa più.

Imposta straordinaria = temporanea; esempio: la “tassa per l’Europa”.

Prestito pubblico = costituisce il debito pubblico e bisogna restituire il prestito più gli interessi.

Classificazione dei prestiti pubblici

In base:

  • Alla sottoscrizione = volontari, patriottici e forzosi
  • Al collocamento sul mercato = emissione diretta, offerta direttamente ai sottoscrittori; indiretta, attraverso intermediari; mista
  • Al prezzo di emissione = alla pari o sotto la pari
  • Alla modalità di intestazione = al portatore, trasferibile con la consegna, o nominativi, trasferibili con la girata
  • Alla remunerazione = a interesse, a premio, con estrazione di un numero di titoli a caso che vengono rimborsati, mista
  • Al mercato su cui si collocano = interni, in Italia, ed esteri, non in Italia

Il debito pubblico può essere:

  • Fluttuante = breve o media scadenza (BOT 3-24 mesi)
  • Consolidato = lunga scadenza (CCT, BTP, ecc.) ed è redimibile quando serve per rimborsare tutti i prestiti, mentre irredimibile se paga solo gli interessi e non è garantito il rimborso

Cosa scegliere?

In base agli effetti economici che si vogliono creare:

  • Favorire l’accumulazione di capitali (scuola classica) = imposta straordinaria
  • Distribuzione del reddito nazionale = imposta straordinaria per i ceti più alti e debito pubblico per i ceti medio-bassi
  • Politica anticiclica = debito pubblico in fase depressiva, imposta straordinaria in fase espansiva

Situazione in Italia = più aumenta il reddito nazionale, più aumenta il debito pubblico, e il debito pubblico è enorme. Secondo i trattati di Maastricht bisognava che il rapporto deficit/PIL fosse inferiore al 60%, ma l’Italia non l’ha ancora raggiunto.

Grosso debito = danni economici:

  • Aggrava il deficit e, più aumenta il deficit, più aumenta il debito
  • Scoraggia gli investimenti

Il bilancio

Bilancio = documento giuridico-contabile dove vengono elencate spese e entrate pubbliche ed è redatto ogni anno, anno finanziario, o pluriennale. Vige il diritto al bilancio per tutti i cittadini, per conoscere come vengono impiegati i tributi che versano.

È preventivo se vi sono le entrate previste e le spese che si affronteranno in futuro, e consuntivo se vi sono entrate e uscite dell’anno finanziario appena concluso. È uno strumento essenziale nella politica economica che tiene conto dell’esercizio finanziario svoltosi nell’anno finanziario.

Principi del bilancio

  • Universalità = devono essere iscritte tutte le operazioni di entrate e spese
  • Integrità = le entrate devono essere considerate al lordo dei costi che bisogna sostenere per riscuoterle
  • Unità = non è ammesso vincolare un fondo ad una specifica spesa
  • Annualità = le Camere approvano sia quello preventivo che quello consuntivo. Quest’ultimo è più adatto alla pianificazione economica
  • Specializzazione = impedire alla pubblica amministrazione di utilizzare i fondi con finalità diversa da quella prestabilita; entrate e spese distinte in relazione alle loro funzioni economiche
  • Pubblicità = la legge che approva il bilancio deve essere pubblicata nella Gazzetta Ufficiale

Funzioni del bilancio

  • Politica = una sorta di fiducia per il governo, che può andare avanti ad attuare gli obiettivi di politica economica del suo programma
  • Economica = strumento di programmazione economica e indica le scelte economico-operative necessarie per raggiungere gli obiettivi
  • Controllo finanziario = il Parlamento verifica che il governo svolga la sua attività finanziaria nei limiti della legalità e che i fondi non vengano trasferiti dalla pubblica amministrazione da un capitolo ad un altro

Classificazione del bilancio

1) Al tempo a cui fa riferimento:

  • Preventivo = prevede spese e entrate dell’anno successivo ed è strumento di politica e programmazione economica
  • Consuntivo = riporta spese e entrate dell’anno appena trascorso e consente di verificare l’attività del governo

2) In relazione al contenuto:

  • Bilancio di competenza (accertamento delle entrate e impegno delle spese)
  • Bilancio di cassa (flusso di entrate e spese che avverranno materialmente)

3) In relazione al periodo a cui fanno riferimento:

  • Annuale
  • Pluriennale (per la programmazione, quindi è preventivo e di competenza)

Teorie del bilancio

1) Del pareggio = si riteneva che il bilancio dovesse tendere al pareggio (scuola classica), perché un eccesso delle entrate o delle spese avrebbe sottratto ricchezza agli investimenti produttivi.

2) Doppio bilancio = pareggio solo per le spese correnti; per le spese in conto capitale si ricorre al deficit e quindi al debito pubblico.

3) Bilancio ciclico = varia in base alle fluttuazioni cicliche; nel periodo depressivo si ricorre al debito pubblico, mentre nelle fasi di espansione si applica una politica di austerità, così da avere sempre un disavanzo per i momenti depressivi che permetterà di raggiungere il pareggio alla fine del ciclo.

4) Bilancio funzionale = il bilancio documenta, autorizza e pianifica la spesa pubblica, quindi è un importante strumento di:

  • Programmazione economica = deve poter sostenere la domanda globale utilizzando il risparmio improduttivo (no pareggio)
  • Politica fiscale = imposizione progressiva e ricorso alle spese di trasferimento = attuazione equa della politica dei redditi con funzione redistributiva

Il bilancio in Italia

Riforme

  • Legge n° 96 del ’64: introduzione della classificazione economico-funzionale delle entrate e delle spese nel bilancio previsionale
  • Legge n° 468 del ’78: introduzione del bilancio annuale di cassa, adozione del bilancio pluriennale e legge finanziaria
  • Legge n° 362 del ’78: introduzione del DPEF (programmazione economico-finanziaria)
  • Legge n° 94 del ’97: integrata la classificazione economico-finanziaria della legge del ’64:
    • Ogni pubblica amministrazione ha un budget da spendere e amministrare
    • Introduzione nella pubblica amministrazione di un sistema informativo per fare un monitoraggio, cioè controllo interno
    • Per ogni finanziamento di spese pluriennali deve essere assicurata la loro copertura a lungo termine e non solo nel primo triennio
  • Legge n° 196 del 2009: riforma dell’impianto amministrativo, contabile e del sistema della pubblica amministrazione e legge di stabilità
  • Legge costituzionale n° 1 del 2012: principio del pareggio del bilancio
  • Legge n° 39 del 2011: sostituzione del DPEF con il DEF

Il DEF

DEF = documento di economia e finanza che dura dal 10/4 al 31/12 di ogni anno e che il governo presenta al Parlamento secondo la legge 196 del 2009 entro il 10/4. Sostituisce il DPEF e il DFP.

Il DEF prevede:

  • Gli obiettivi di politica economica di un triennio (percentuale di inflazione, rapporti deficit/PIL, ecc.)
  • Fissate regole di bilancio pluriennale e annuale
  • Programma di stabilità e programma nazionale delle riforme, da trasmettere alla UE entro il 31/7, che le revisiona e vede se bisogna cambiare qualcosa. Se si devono apportare modifiche, si rispedisce entro il 20/9 corretto

Si compone di:

  • Sezione I (Programma di stabilità)
  • Sezione II (contenuto dell’ex relazione sull’economia e finanza pubblica)
  • Sezione III (schema di programmazione nazionale di riforma)

Documenti da approvare

  • Rendiconto generale dell’esercizio finanziario (bilancio consuntivo e conto generale dello stato)
  • Legge di stabilità (approvata entro il 15/10)
  • Bilancio preventivo (entro il 31/12)
  • Bilancio pluriennale (entro il 15/10)
  • DEF (entro il 10/4)
  • Disegni di legge collegati alla manovra pubblica (manovra finanziaria)

Manovra finanziaria: fasi

  • Programmazione degli obiettivi di politica economico-finanziaria per un triennio
  • Adeguamento delle entrate e delle spese dello stato attraverso la legge di stabilità
  • Accertamento del raggiungimento degli obiettivi fissati con il DEF e approvazione del bilancio preventivo annuale
  • Monitoraggio sui flussi di cassa: ogni tre mesi si verifica attraverso una relazione, per evidenziare il deficit di cassa e il rapporto deficit/PIL, così da vedere se rientrano nei parametri del DEF

Il bilancio preventivo

Bilancio preventivo = previsione di spese e entrate nell’anno finanziario successivo ed è sia di cassa che di competenza e deve essere compatibile con il bilancio pluriennale e il DEF. È realizzato dal Ministero dell’economia e delle finanze e precisamente dal dipartimento della Ragioneria di Stato.

È composto da:

  • Unico stato di previsione delle entrate (Ministero dell’economia e delle finanze)
  • Più stati di previsione di spese (uno per ministero)
  • Quadro generale riassuntivo

Per ogni tipo di entrata o programma di spesa deve presentare:

  • Ammontare previsto di residui, sia attivi che passivi non riscossi
  • Ammontare di entrate che si prevede di accertare e le spese alle quali si prevede di impegnare
  • Ammontare di entrate da riscuotere e delle spese da pagare

Viene presentato il disegno alle Camere entro il 15/10 e si può modificare attraverso note di variazione. Passa prima per le commissioni competenti e poi viene discusso in aula e, una volta promulgata, non può essere sottoposta a referendum.

Risultato differenziale

In seguito alle varie leggi si è stabilito un quadro riassuntivo dove si sintetizza il risultato delle entrate e delle spese. Ciò consiste nel fare la differenza tra:

  • Tutte le entrate tributarie, extra e non, e le spese correnti = RISPARMIO PUBBLICO
  • Tutte le entrate e tutte le spese, tranne le operazioni che riguardano i prestiti
  • Tutte le entrate e le spese, tranne le operazioni riguardanti partecipazioni azionarie, crediti e accensione e rimborso prestiti
  • Totale delle entrate finali e totale delle spese = ricorso al mercato

La legge di stabilità

Legge di stabilità = adegua entrate e spese agli obiettivi di programmazione economica del DEF, non contiene norme ordinamentarie o organizzative. Si divide in:

1) Articolato:

  • Livello massimo del saldo netto da finanziare e ricorso al mercato
  • Variazione delle aliquote delle imposte
  • Importo dei fondi speciali
  • Importo destinato al rinnovo dei contratti pubblici
  • Norme per l’attuazione del Patto di stabilità e di convergenza
  • Modifica delle leggi che prevedono oneri superiori a quelli previsti
  • Altre regolazioni

2) Tabelle: 5 e destinano fondi di bilancio.

Va presentata alle Camere entro il 15/10 dal Ministero dell’economia e delle finanze, non introduce nuovi tributi perché si possono mettere solo con una legge collegata ordinamentale.

Si chiama “di stabilità” perché si è introdotto il federalismo con la UE e questa impone obblighi attraverso il patto di stabilità e dunque questa legge adotta nuove norme di coordinamento in tutti i livelli, province, regioni, ecc., rispettando soprattutto i trattati di Maastricht.

Esecuzione e controllo del bilancio

Esecuzione del bilancio: quando viene approvato, il governo è autorizzato a effettuare le operazioni in esso richieste. Comunque vi è maggiore flessibilità perché alcune spese, rimodulabili, possono essere trasferite in altri fondi, cosa che prima non era prevista, cioè il divieto di storno.

Per espandere una spesa è necessario reperire le risorse per coprirla.

Il governo, non potendo agire se il bilancio non è stato approvato, può beneficiare dell’esercizio provvisorio, cioè una legge con la quale può dare esecuzione al bilancio anche senza la sua approvazione.

Controllo del bilancio: sulla gestione dei fondi pubblici su tre livelli.

Controllo interno nella pubblica amministrazione = ogni ministero e ogni DRGS effettua un controllo su entrate e spese.

Controllo della Corte dei conti:

  • Preventivo, quando un atto del governo, prima che diventi esecutivo, viene inviato alla Corte, che accerta la conformità e lo sottopone a registrazione. I provvedimenti diventano efficaci entro 30 giorni dal loro ricevimento, salvo che vi sia una questione di legittimità
  • Successivo, quando si esamina il rendiconto generale dello stato confrontandolo col bilancio preventivo e si emana un giudizio di parificazione, accompagnato da una relazione che lo motiva, entro giugno

Il bilancio pluriennale

Bilancio pluriennale = strumento di programmazione economica di medio-lungo termine che ha lo scopo di adeguare le spese agli obiettivi di politica economica.

La tesoreria dello stato

Tesoreria dello stato = organo amministrativo che provvede a riscossioni e al pagamento dei mezzi finanziari.

D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi