Concetti Chiave

  • Le correnti interventiste in Italia durante la Prima Guerra Mondiale si dividono tra diverse ideologie, tra cui liberal moderati, socialisti massimalisti e futuristi, ognuna con visioni specifiche sulla guerra.
  • La propaganda interventista, guidata da figure influenti come il direttore del Corriere della Sera, ha giocato un ruolo cruciale nel creare un'opinione pubblica favorevole all'entrata in guerra, nonostante la resistenza di alcune masse popolari.
  • Le "Radiose giornate di maggio" segnano un punto di svolta nelle decisioni politiche, con Giolitti che cede il potere a Salandra, portando alla votazione per l'entrata in guerra il 20 maggio 1915.
  • Le strategie militari italiane lungo il fronte dell'Isonzo si concentravano sulla difesa e l'attacco sfruttando la geografia dei bassi altopiani, mirando a obiettivi strategici come Trieste e Vienna.
  • Nonostante l'interventismo fosse una corrente minoritaria, esso riuscì a generare un forte sostegno tra i giovani e nel dibattito pubblico, influenzando le decisioni politiche e le opinioni popolari.

Indice

  1. Diverse correnti interventiste
  2. Che ruolo ha la propaganda nell'opinione pubblica?
  3. Decisioni politiche e guerra
  4. Strategie militari sull'Isonzo

Diverse correnti interventiste

Seguono i loro caratteri. L’interventismo:

    - Vecchia destra (liberal moderati di Salandra e Sonnino): possibilità di espansione economica;

    - Posticrispini (ex sinistra storica o socialimperialisti): guerra come espansione territoriale della “Potenza Italia”, colonie;

    - Sindacalisti rivoluzionari: guerra come rivoluzione mondiale;

    - Socialisti massimalisti interventisti (Mussolini): guerra come sconfitta delle nazioni reazionarie;

    - Socialisti riformisti, radicali e repubblicani (interventisti democratici): quarta guerra d’Indipendenza;

    - Futuristi: guerra contro il vecchio mondo, guerra d’igiene del mondo;

    - D’Annunziani: guerra come ardimento antiborghese e superomistico;

    - Nazionalisti: guerra politica, aggressiva e cinica di una Nazione che deve imporsi come nuovo impero e terza Roma;

    - Irredentisti (N. Sauro, C. Battisti, D. Chiesa): guerra come liberazione;

    - Ceti industriali e latifondo, piccola e media borghesia e professioni liberali.

    - Liberaldemocratici di Giolitti: neutralità = negoziati, arricchimento, mantenimento del sistema liberale;

    - Cattolici democratici: guerra come omicidio;

    - Clerical-vaticani: al alla guerra contro la cattolica Austria;

    - Benedetto XV: “orrenda carneficina che ormai da un anno disonora l’Europa” (28 agosto 1915) e in seguito parlerà di “inutile strage”;

    - Socialisti (Psi): guerra come contrastanti interessi dei capitalisti che mandavano a morire i. proletari e si arricchivano;

    - Anarchici (tranne qualche gruppuscolo): guerra come esaltazione del nazionalismo;

    - Antica aristocrazia pre-risorgimentale, borghesia mercantile, classe operaia e contadina;

    - Piccoli circoli progermanici (i vetero-crispini);

Che ruolo ha la propaganda nell'opinione pubblica?

L’opinione pubblica interventista si scatena ed è evidente che è a favore di un’entrata in guerra a fianco dell’Intesa in quanto questo avrebbe portato degli allargamenti territoriali che i vecchi Alleati (Austria e Germania) non garantivano. La propaganda fu molto feroce per l’entrata in guerra a partire dal Corriere della Sera visto che il direttore Albertini era un interventista.

L’interventismo è una corrente minoritaria ma ha dalla sua parte la gran parte dell’opinione pubblica, che spinge, creando una forte attrazione tra i giovani ma nel complesso la popolazione, le masse popolari non voleva entrare in guerra. La propaganda però è molto forte:

    Decisioni politiche e guerra

    - Le “Radiose giornate di maggio” (D’Annunzio contro Giolitti);

    Giolitti non se la sente di andare contro il Re, Salandra ritorna al governo con i pieni poteri e il 20 maggio la Camera vota l’entrata in guerra (contrari solo i socialisti di Turati):

Strategie militari sull'Isonzo

Sull’Isonzo (11+1 Caporetto): da Tolmino al mare Adriatico, le Alpi presentano una serie di bassi altopiani, che favoriscono la difesa, ma consentono di attaccare aprendo la via ad obiettivi strategici di grandissimo interesse: Trieste, la pianura di Lubiana e, infine, Vienna.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali correnti interventiste in Italia durante la Prima Guerra Mondiale?
  2. Le correnti interventiste includevano la vecchia destra, i posticrispini, i sindacalisti rivoluzionari, i socialisti massimalisti, i futuristi, i nazionalisti e gli irredentisti, ognuno con visioni diverse sulla guerra e le sue finalità, come l'espansione territoriale o la rivoluzione mondiale.

  3. Qual era l'atteggiamento dell'opinione pubblica riguardo all'entrata in guerra?
  4. L'opinione pubblica era prevalentemente favorevole all'entrata in guerra a fianco dell'Intesa, spinta dalla propaganda, nonostante una parte della popolazione, in particolare le masse popolari, fosse contraria a tale coinvolgimento.

  5. Come si svilupparono le decisioni politiche riguardo all'entrata in guerra?
  6. Le decisioni politiche culminarono nelle "Radiose giornate di maggio", dove Giolitti, inizialmente riluttante, cedette il potere a Salandra, che portò alla votazione della Camera per l'entrata in guerra il 20 maggio, con solo i socialisti di Turati contrari.

  7. Quali erano le strategie militari italiane lungo il fronte dell'Isonzo?
  8. Le strategie militari sull'Isonzo prevedevano l'utilizzo dei bassi altopiani per la difesa e l'attacco, mirando a obiettivi strategici come Trieste, la pianura di Lubiana e Vienna, sfruttando la geografia favorevole della regione.

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