Concetti Chiave

  • Circa 500mila invalidi di guerra richiedono pensioni o indennizzi, mentre il paese affronta un alto numero di morti e danni materiali a causa della guerra e dell'influenza spagnola.
  • L'uscita dal gold standard ha causato un'inflazione elevata, portando all'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e a un impoverimento generale della popolazione.
  • La riconversione dell'economia di guerra in economia civile è stata difficile, con lo Stato inizialmente impegnato a sostenere le industrie ma poi costretto a interrompere gli ordini.
  • Il commercio interno ed esterno ha subito pressioni, specialmente dopo il trattato di Versailles, con preoccupazioni per il trattamento economico della Germania che poteva destabilizzare l'intera Europa.
  • Il dopoguerra ha visto tensioni sociali, incluse le richieste di sussidi da parte di ex combattenti e scioperi per adeguamenti salariali, alimentando un clima di insoddisfazione e risentimento.

Problematiche economiche e sociali

Si devono affrontare problematiche economiche sociali e civili come in tutte le altre nazioni europee:

ci sono circa 500mila invalidi di guerra che chiedono una pensione o un indennizzo, ci sono state numerose morti per la guerra e l’influenza spagnola e ingenti danni materiali.

Effetti di lunga durata:

    Inflazione e gold standard

  1. Inflazione altissima che ha portato all’innalzamento del prezzo di tutti i beni anche quelli di prima necessità come cibo e vestiti.

    La causa è stata l’uscita dal gold standard, il sistema aureo che ancorava il valore della moneta a un valore considerato stabile ovvero il suo corrispettivo in oro e il denaro quindi dipendeva dalla quantità di oro nelle banche così da permettere prezzi tendenzialmente stabili. Durante la guerra servono soldi ma non si riesce a comprare il corrispettivo in oro quindi la moneta si svincola da esso e viene stampata al bisogno. Il suo valore dipende dal denaro che circola e visto che ne circola molto la moneta perde di valore e i prezzi aumentano. Ciò è segno di un impoverimento generale.

  2. Riconversione economica post-bellica

  3. Bisogna riconvertire l’economia di guerra in economia civile.All’inizio del dopoguerra lo Stato sostiene le industrie con dazi protettivi, facilitazioni creditizie, commesse per la ricostruzione civile e per le forze armate riuscendo a mantenere i livelli produttivi degli anni di guerra. Ma, allo stesso tempo, gradualmente deve iniziare a sospendere i suoi ordini e far reggere l’economia con le normali norme di domanda e offerta. Le industrie, però, si ritrovano improvvisamente senza clienti (era lo Stato).
  4. Commercio e pace di Versailles

  5. Far ripartire il commercio interno ed esterno con il riallacciamento dei rapporti con le altre nazioni.

    Durante le trattative per la pace di Versailles il funzionario del ministero del tesoro inglese John Maynard Keynes mette in guardia le potenze vincitrici riguardo il trattamento della Germania sul piano economico dal momento che era stata offesa ed era in crisi e ciò avrebbe danneggiato tutta l’Europa. La Germania infatti produceva per tutto il territorio europeo, era la grande locomotiva economica e quindi non ci si dovrà stupire della nascita di un nuovo movimento nazionalista: se si sopprime un popolo, prima o poi si ribellerà.

  6. Debiti con gli Stati Uniti

  7. Tutti gli stati sono indebitati con gli Stati Uniti perché era l’unica nazione che durante la guerra è stata in grado di fare prestiti alle nazioni europee.
  8. Sussidi e risentimento post-guerra

  9. Coloro che avevano fatto la guerra, i mutilati ma anche le vedove e gli orfani volevano sussidi e pensioni da parte dello Stato ma poiché non c’erano soldi non si riusciva a soddisfare questa esigenza nonostante le grandi promesse fatte. Inoltre i reduci di guerra temevano di vedere occupati quei posti di lavoro che credevano di avere di diritto mentre coloro che avevano un ruolo di comando erano reticenti a ritornare ad un lavoro subordinato. Da questa situazione nasce un sentimento di risentimento che fa nascere associazioni di ex combattenti che si mobilitavano a difesa dei propri valori e interessi.
  10. Scioperi e Biennio rosso

  11. Gli operai durante la guerra videro sospeso il loro diritto allo sciopero ma nel dopoguerra gli scioperi furono continui soprattutto con il fine di adeguare gli stipendi al canone di vita (gli stipendi erano bassi e i prezzi delle merci alti) e la riduzione degli orari di lavoro a otto ore. Inizia quindi dalla fine del 1918 all’estate del 1920 il “Biennio rosso” che spaventa le classi dirigenti perché c’è una possibilità di una rivoluzione simile a quella bolscevica. Infatti gli scioperi si manifestarono in maniera più radicale e colpì direttamente il problema del potere nelle fabbriche e nello Stato e spontaneamente si formarono consigli di operai che scavalcavano le organizzazioni tradizionali dei lavoratori. In questi anni poi gli iscritti ai partiti socialisti e ai sindacati aumentò notevolmente.
  12. Condizioni dei contadini

  13. I contadini che più di tutti hanno combattuto nelle trincee sono i primi a pagare le conseguenze della guerra. Non viene mantenuta la promessa dello Stato di concessione di terre. I contadini del sud erano dispersi e disorganizzati mentre quelli del centro nord si erano riuniti in sindacati.
  14. Scontento dei ceti medi

  15. I ceti medi erano stati i più desiderosi della guerra e i più patriottici e fino alla fine avevano sperato nella vittoria ma sono scontenti di come essa è stata gestita. Infatti vogliono subito tornare ad un ordine sociale ed economico.
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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali problematiche economiche e sociali affrontate dopo la guerra?
  2. Dopo la guerra, si devono affrontare problematiche come le richieste di pensioni da parte di circa 500mila invalidi di guerra, numerose morti e ingenti danni materiali, evidenziando un impoverimento generale.

  3. Qual è l'impatto dell'uscita dal gold standard sull'economia?
  4. L'uscita dal gold standard ha causato un'inflazione altissima, portando all'innalzamento dei prezzi di beni di prima necessità, poiché la moneta, stampata al bisogno, ha perso valore a causa dell'eccesso di circolazione.

  5. Come si sta tentando di riconvertire l'economia post-bellica?
  6. Lo Stato sostiene le industrie con dazi protettivi e facilitazioni creditizie, ma deve gradualmente sospendere gli ordini, lasciando le industrie senza clienti e costringendole a adattarsi alle normali dinamiche di mercato.

  7. Qual è il ruolo della Germania nel contesto economico europeo dopo la guerra?
  8. La Germania, considerata la locomotiva economica d'Europa, è stata avvertita da Keynes riguardo al suo trattamento economico, poiché la sua crisi avrebbe potuto danneggiare l'intero continente e alimentare movimenti nazionalisti.

  9. Quali sono le conseguenze sociali del dopoguerra per i reduci e i ceti medi?
  10. I reduci di guerra chiedono sussidi e pensioni, ma il risentimento cresce per la mancanza di fondi, mentre i ceti medi, delusi dalla gestione della guerra, desiderano un ritorno a un ordine sociale ed economico stabile.

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