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Concetti Chiave

  • I Normanni arrivarono nell'Italia meridionale all'inizio dell'XI secolo, cercando terre da occupare in un contesto di conflitti tra Arabi e Bizantini.
  • Roberto il Guiscardo, membro della famiglia Altavilla, espanse i domini normanni e, attraverso l'accordo di Melfi, divenne duca di Puglia, Calabria e Sicilia.
  • Nel 1130, il figlio di Ruggero d'Altavilla fu incoronato re di Sicilia, dando vita a un potente stato normanno che mantenne le istituzioni feudali.
  • Federico II di Svevia, re di Sicilia dal 1198, promosse un periodo di splendore culturale e politicamente centralizzò il potere con le Costituzioni Melfitane.
  • La presenza normanna e sveva nell'Italia meridionale si concluse nel 1268 con la sconfitta di Manfredi e Corradino di Svevia, aprendo la strada agli Angioini e Aragonesi.

L'arrivo dei normanni

All’inizio dell’ XI secolo, per cercare fortuna, alcuni normanni, in cerca di terre da occupare, si spinsero fino nell’ Italia meridionale, dove Arabi e Bizantini erano continuamente in conflitto fra di loro. Essi si trasformarono in soldati a servizio ora di questo ora di quell’esercito. Altri, invece, riuscirono a conquistare dei piccoli domini indipendenti come Guglielmo d’Altavilla che arrivò ad ottenere la contea di Melfi.

Roberto il Guiscardo e l'accordo di Melfi

Più tardi, Roberto il Guiscardo, anch’egli appartenente alla famiglia degli Altavilla, iniziò ad espandersi verso il continente, provocando uno scontro con le truppe pontificie che furono sconfitte a Civita e in cui il papa Leone IX fu fatto prigioniero.

Più tardi, con l’accordo di Melfi (1059) Roberto il Guiscardo e il nuovo papa Niccolo II arrivarono a questo compromesso: i Normanni si riconoscevano vassalli del Papa nei territori dell’ Italia meridionale ed in cambio Roberto il Guiscardo era nominato dal papa duca di Puglia e di Calabria, concedendogli anche il titolo di duca di Sicilia. Normanni in Italia: dall’ XI secolo al 1268 articoloCon questo accordo, di fatto, il papa affidava agli Altavilla il compito di liberare la Sicilia dall’occupazione araba. Negli anni seguenti, Roberto il Guiscardo ultimava la conquista dell’Italia meridionale e e più tardi un suo fratello, Ruggero d’Altavilla cacciava gli Arabi dalla Sicilia, assumendo infine il titolo di Gran Conte di Sicilia.

La nascita del regno di Sicilia

Nel 1130, il figlio di quest’ultimo, si fece incoronare re di Sicilia e sotto il suo dominio venne a trovarsi anche l’Italia meridionale lasciatagli in eredità dallo zio Roberto il Guiscardo che non aveva discendenti diretti. Nell’ Italia meridionale si formava, così, un nuovo e potente stato che resterà sostanzialmente immutato fino all’unità d’Italia. La conservazione delle istituzioni feudali ed il controllo delle tendenze autonomistiche dell’alta feudalità o baroni sono le caratteristiche salienti dello stato normanno. Se questo aspetto, all’inizio, poteva costituire un elemento di vantaggio, in seguito costituirà un freno all’espansione politica, sociale ed economica del Meridione.

Federico II e il suo regno

Nel 1198, diventò re di Sicilia, Federico II di Svevia, come erede da parte di madre dagli Altavilla e qualche anno più tardi fu eletto anche Imperatore del Sacro Romano Impero, in qualità di figlio di Federico I Barbarossa.

Durante il regno di Federico II, la Sicilia conobbe un grande periodo di splendore letterario ed artistico. Dal punto di vista politico, potette attuare il progetto di centralizzazione che aveva tanto a cuore. Con le sue Costituzioni Melfitane del 1231, Federico gettò le basi di uno stato monarchico assoluto e centralizzato, governato da una burocrazia fedele al sovrano. Alcuni critici hanno visto in lui un precursore dei principi del Rinascimento italiano.

La fine della dinastia sveva

Alla sua morte, sopravvenuta nel 1250, Manfredi, suo figlio naturale, si impadronì del regno di Sicilia, malgrado l’opposizione del Papa che così vedeva lo stato pontificio stringersi un una morsa. Fu allora che nel 1265, Papa Clemente IV chiamò in soccorso Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia, il quale a Benevento, sconfisse Manfredi che morì sul campo di battaglia. Due anni dopo, a Tagliacozzo, le truppe pontificie vinsero anche il giovane nipote di Federico II, Corradino di Svevia, che venne imprigionato e fatto decapitare (1268). Ormai il capitolo della presenza normanna e degli Svevi nell’ Italia meridionale era chiuso e su di essa si apriva così quello degli Angioini e degli Aragonesi.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le origini dell'arrivo dei normanni in Italia meridionale?
  2. All'inizio dell'XI secolo, alcuni normanni si spostarono in Italia meridionale in cerca di terre da occupare, approfittando dei conflitti tra Arabi e Bizantini.

  3. Che ruolo ebbe Roberto il Guiscardo nell'espansione normanna?
  4. Roberto il Guiscardo, appartenente alla famiglia degli Altavilla, si espanse verso il continente, sconfiggendo le truppe pontificie e ottenendo il titolo di duca di Puglia e Calabria tramite l'accordo di Melfi del 1059.

  5. Come si formò il regno di Sicilia?
  6. Nel 1130, il figlio di Ruggero d'Altavilla si fece incoronare re di Sicilia, unendo sotto il suo dominio anche l'Italia meridionale, creando un nuovo stato potente che mantenne le istituzioni feudali.

  7. Quali furono le innovazioni politiche di Federico II durante il suo regno?
  8. Federico II, re di Sicilia dal 1198, attuò un progetto di centralizzazione e promulgò le Costituzioni Melfitane del 1231, gettando le basi per uno stato monarchico assoluto e centralizzato.

  9. Qual è stata la fine della dinastia sveva in Italia meridionale?
  10. Dopo la morte di Federico II nel 1250, il suo figlio naturale Manfredi fu sconfitto da Carlo d'Angiò nel 1265, segnando la fine della presenza normanna e sveva e l'inizio del dominio degli Angioini e degli Aragonesi.

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