Concetti Chiave
- Nietzsche distingue la felicità dal benessere, sostenendo che non è assenza di sofferenza ma qualcosa che va conquistato.
- Il superuomo rappresenta la figura in grado di raggiungere la felicità accettando la vita e il concetto di eterno ritorno.
- Zarathustra è il profeta del superuomo, il quale traduce la morale umana in termini metafisici e annuncia la sua venuta.
- Il poema di Zarathustra è scritto in prosa e si compone di parabole, evidenziando il parallelo con la vita di Gesù.
- Nietzsche critica la visione platonica del mondo delle idee, proponendo invece una valorizzazione della vita terrena e della realtà.
Nietzsche e la felicità
Nietzsche dice che la felicità non coincide con il benessere, inteso come non soffrire. Questa è infatti la felicità dei malati e non è una condizione dell'essere, e dipende dalla casualità degli eventi, e di conseguenza non dall'uomo e neppure dal suo destino.
Non è nemmeno la pace spirituale, il nirvana Schopenhaueriano infatti non ha valore. Essa è infatti priva di una parte corporea. Non sta nemmeno nelle cose materiali, perché manchevoli dell'intelletto.
Il superuomo e la vita
La felicità è legata al superuomo, per il quale si ottiene abbracciando la vita in ogni suo aspetto, accettando l'eterno ritorno.
La felicità va quindi conquistata, non è qualcosa di già dato. In merito al mito de la volpe e l'uva, ci invita, anziché a lamentarci che gli acini siano acerbi, a dotarsi di un'accetta che ci permetta di gustare gli acini e quindi la felicità.
Il superuomo è colui che può essere felice, a differenza dell'uomo normale, il quale è piegato dal terrore e dalla vita.
Il superuomo di Nietzsche è colui che accetta la vita così come nel momento in cui muore Dio e con esso tutte le certezze.
Zarathustra e il superuomo
Zarathustra è il profeta del superuomo, che narra dell'arrivo futuro del superuomo. Si tratta solo di un concetto filosofico, che non ha nulla a che vedere con la politica degli anni successivi alla sua epoca, ovvero il nazismo.
Qualcuno attribuisce questa concezione alla sua malattia mentale.
Nietzsche ci parla del superuomo nell'ultima parte della sua vita tramite Zarathustra. Nietzsche sceglie questo personaggio perché egli è stato il primo profeta che riesce a tradurre la morale degli uomini in termini metafisici. Tutti gli uomini prima del superuomo vivevano in uno stato di bassezza morale. L'unico che può elevarsi è solo il superuomo. Una volta eliminato il mondo e tutte le certezze, quel mondo delle idee descrittoci da Platone, si può passare alla vita vera.
Platone confonde l'uomo facendogli credere che esista un mondo vero, ovvero fatto di idee, diverso dal mondo apparente, quello in cui viviamo, fatto di fenomeni e cose terrene.
Quindi Zarathustra annuncia l'avvento del Superuomo in modo strettamente metaforico.
Il poema di Zarathustra
Il poema di Zarathustra è in prosa, fatto di parabole.
Nietzsche immagina che Zarathustra all'età di 30 anni inizia a predicare (è evidente in questo punto il paragone con Gesù) e si ritira per 10 anni in campagna in solitudine.
Inizia così la sua discesa tra gli uomini.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione di felicità secondo Nietzsche?
- Chi è il superuomo e quale ruolo gioca nella filosofia di Nietzsche?
- In che modo Zarathustra rappresenta il superuomo?
- Qual è il significato del mito della volpe e l'uva nel contesto della felicità?
Nietzsche sostiene che la felicità non coincide con il benessere o la pace spirituale, ma è legata al superuomo, che abbraccia la vita in ogni suo aspetto e accetta l'eterno ritorno. La felicità va conquistata, non è un dato di fatto.
Il superuomo è colui che può essere felice, accettando la vita e superando le certezze tradizionali. È un concetto filosofico rappresentato da Zarathustra, che annuncia l'arrivo del superuomo come figura capace di elevare l'umanità.
Zarathustra è il profeta del superuomo e narra il suo arrivo in modo metaforico. Attraverso le sue parabole, Nietzsche esplora la transizione dall'uomo comune, piegato dalla vita, al superuomo, che vive autenticamente.
Nietzsche utilizza il mito della volpe e l'uva per illustrare che la felicità deve essere conquistata. Invece di lamentarsi per ciò che non si può avere, bisogna attrezzarsi per raggiungere la felicità, simboleggiata dagli acini d'uva.