Concetti Chiave

  • Il superuomo di Nietzsche è interpretato in vari modi, incluso da D’Annunzio come un'élite destinata a guidare la società e a esaltare la volontà di potenza.
  • La critica postuma ha rielaborato il pensiero di Nietzsche, evidenziando che la sua visione era spesso distorta e non legata alla superiorità razziale o politica.
  • Nietzsche propone l'accettazione della vita e la creazione di nuovi valori come segni distintivi del superuomo, evidenziando un nichilismo attivo e non passivo.
  • L'eterno ritorno dell'uguale rappresenta l'idea di rivivere sempre lo stesso momento, sfidando la concezione lineare del tempo e promuovendo l'accettazione del presente.
  • L'amor fati distingue chi è pronto ad affrontare la vita con il suo dolore e le sue gioie, accettando la realtà senza attese di cambiamenti futuri.

Interpretazioni del superuomo di Nietzsche

Concezione del superuomo, nozione più nota di Nietzsche e interpretata in modi diversi:

- il superomismo niezschiano fu letto per esempio in chiave estetizzante da D’Annunzio che dedicò a Nietzsche dopo la sua morte un poema di più di 300 versi. D’Annunzio ha esaltato in Nietzsche l’unico frutto dello spirito tedesco che apprezzava in quel momento e però leggeva in Nietzsche la capacità di aver individuato in questa specie di casta elitaria di pochi superuomini coloro che avrebbero dovuto dirigere le sorti della vita, della collettività appecoronata su delle dottrine massificanti.

- Il superuomo sarà poi riletto in base al furor princip come l’esaltatore della volontà di potenza e come portatore di valori di superiorità che devono poi schiacciare coloro che non rientrano in questa classificazione di individui plus dotati di spirito e intelletto.

Critica e reinterpretazione postuma

All’indomani della morte di Nietzsche le opere furono redatte dalla sorella che trovò i manoscritti del testo ‘’Volontà di potenza’’, questi testi erano stati poi editi e alcune parti sono state poi ricostruite (era appunto un catafascio di appunti). Con il tempo la critica si è fatta l’idea che l’ultimo Nietzsche è stato un frutto di un sovvertimento del suo pensiero, di una strumentalizzazione e che quindi Nietzsche voleva dire ben altro. Alla luce di un confronto con i manoscritti, la critica adesso è un po’ più compiacente nei confronti della visione di un Nietzsche che aveva a parte una profondo accezione della sua malattia psichica (esaurimento nervoso) ma che insomma anche nei momenti di lucidità non possono non farci parlare di dottrine di per sé pericolose, sottoponibili sempre ad una possibile interpretazione in una chiave distruttiva. Lo stesso Nietzsche si riteneva un martello che doveva portare alla distruzione dell’impero occidentale, lungi da lui la visione superomistica della superiorità razziale, etnica di una comunità su un’altra o la superiorità politica di un partito sull’altro.

Nuovi valori e accettazione della vita

Nietzsche identifica, non per origine, non per nascita, non per possesso, in alcuni individui coloro che preso atto, responsabilizzati di aver ucciso dio e quindi consapevoli di aver sovvertito tutti i valori dell’uomo occidentali, coloro che si aprono alla creazione di nuovi valori sono per lui superuomini cioè coloro che hanno superato l’uomo e sono andati oltre. Nel corso degli anni ’80 il filosofo Vattimo aveva introdotto nel pensiero una nuova traduzione del termine: da superuomo, che dà sempre il la a varie forme di mal interpretazione, a oltre l’uomo. Chiarifica di più che distrutte delle convinzioni loro poi sono pronti di andare oltre, non si limitano ad un nichilismo passiamo (pars destruens) ma si operano per andare oltre, un nichilismo attivo, per costruire nuovi valori come:

- L’accettazione della vita in tutte le sue connotazioni

- Volontà di potenza che è il fulcro della creazione di nuovi valori. È accettazione della vita e vivere il tempo senza attese di redenzione, senza speranze in una vita metafisica altra, senza il dover aspettarsi una parola definitiva o un’era dove verranno meno determinate situazioni di disagio. L’eterno ritorno è l’eterno ritorno dell’uguale.

Eterno ritorno e spirito dionisiaco

In ‘’Così parlò Zarathustra’’ c’è la visione di un pastore che ha un serpente che gli morde la lingua e contemporaneamente la testa del serpente deve essere mangiata dal pastore. È metafora dell’eterno ritorno dell’uguale. Anticipazione dell’idea che in qualche modo Nietzsche vede nel tempo qualcosa che non è lineare ma può curvare (Einstein), vuole rimandare l’uomo ad un’idea di interpretazione del mondo che lo circonda diversa da quella importata dalla tradizione. Il tempo lineare procede verso una determinazione, un progresso. L’idea di un tempo che vive di un presente sconfortante che è in attesa di un tempo migliore. L’eterno ritorno dell’uguale —> Nietzsche fa appello al pensiero di rivivere sempre lo stesso momento, idea che delinea la fine di qualsiasi attesa e speranza e l’accettazione di quello che è un presente eternato (che torna su se stesso). Gli istanti che compongono il tempo si rimescolano e si ripropongono sempre nella stessa forma, l’uomo non aspetta più nulla ma accetta la vita nella sua connotazione (bene, male, tristezza, angoscia…).

Amor fati e accettazione del dolore

Tutto questo è lo spirito dionisiaco che torna.

Ne ‘’l’amor fati’’ si connota chi è superuomo e chi no, chi è pronto per accettare una vita fatta anche di dolore e chi deve invece sempre rimandare ad un’attesa la propria risposta alla vita.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione del superuomo secondo Nietzsche?
  2. Il superuomo è visto come un individuo che ha superato l'uomo comune, capace di creare nuovi valori e di dirigere le sorti della collettività, lontano da dottrine massificanti (testo).

  3. Come è stata reinterpretata l'opera di Nietzsche dopo la sua morte?
  4. Dopo la morte di Nietzsche, la sorella ha editato i suoi manoscritti, portando a una strumentalizzazione del suo pensiero. La critica attuale riconosce che Nietzsche non intendeva promuovere la superiorità razziale o politica, ma piuttosto distruggere l'impero occidentale (testo).

  5. Qual è il significato dell'eterno ritorno nell'opera di Nietzsche?
  6. L'eterno ritorno rappresenta l'idea che il tempo non è lineare, ma ciclico, invitando l'uomo ad accettare la vita nel suo presente, senza aspettative di redenzione o miglioramenti futuri (testo).

  7. Cosa implica l'idea di "amor fati" nel pensiero nietzschiano?
  8. L'“amor fati” è l'accettazione della vita in tutte le sue sfaccettature, compreso il dolore. Chi è superuomo è colui che abbraccia questa vita, mentre altri rimandano sempre le proprie risposte (testo).

  9. Come si differenzia la visione di Nietzsche da quella di D'Annunzio riguardo al superuomo?
  10. D'Annunzio interpreta il superuomo in chiave estetizzante, vedendolo come un elitario che guida la collettività, mentre Nietzsche lo concepisce come colui che crea nuovi valori e accetta la vita, senza cercare una superiorità razziale o politica (testo).

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