Concetti Chiave
- N. si distacca dalla filologia classica per esplorare una riflessione filosofica influenzata da Schopenhauer, contestando la capacità della ragione di comprendere la vera essenza della realtà.
- La visione di Nietzsche sulla cultura si basa sulla critica dei valori della cultura occidentale, ritenendo che l'arte e la musica possano conferire forza interiore e sfidare le certezze consolidate.
- Il dualismo tra spirito apollineo e dionisiaco è fondamentale nella tragedia greca, dove il perfetto equilibrio tra i due elementi determina la grandezza delle opere di Eschilo e Sofocle.
- N. critica la tragedia di Euripide per la sua decadenza, sostenendo che la prevalenza dello spirito apollineo segna un'era in cui la filosofia e la ragione sovrastano l'irrazionale.
- La critica di Nietzsche alla storicizzazione eccessiva evidenzia come la storia sia diventata una scienza oggettiva, portando a una malattia culturale che nega il miglioramento e la creatività del presente.
Quest'opera doveva essere un trattato di filologia classica riguardante la tragedia antica, invece segue il passaggio di N. alla riflessione filosofica. Durante il suo periodo di insegnamento il filologo conosce le opere di Schopenhauer e rimane affascinato dall'idea che la realtà che conosciamo non coincida con l'essere delle cose e che questa vera essenza non possa essere compresa con la ragione né indagata scientificamente, impedendo così di capire gran parte dell'esperienza umana.
La visione di Nietzsche sulla cultura
N. condivide con S. in questa fase una visione negativa della vita; crede però anche nella possibilità di poter facilitare l'esistenza grazie all'arte e alla musica, che conferiscono forza interiore e hanno un valore maggiore di quello attribuito loro da Schopenhauer. N si propone di mettere a nudo l'inconsistenza delle idee e dei valori sui quali si fonda la cultura occidentale, e con essa la sua immagine di uomo che è un “fantoccio” dell'uomo vero. La sua filosofia deve mettere in discussione coraggiosamente le certezze che l'uomo si è costruito, diventando così filosofia del sospetto. La conclusione a cui N. giunge in questa opera destò scalpore nel mondo accademico, perchè contrastava con l'idea che la cultura greca fosse giunta al suo massimo livello nel momento in cui si erano costituiti canoni di bellezza ideale dell'uomo razionale, di proporzioni, misura, armonia ed equilibrio.
Il dualismo nella tragedia greca
N. sostiene infatti che nella mentalità greca coesistono due anime, che si manifestano come impulsi artistici: quello di bellezza ideale, armonia e proporzione che dal dio delle arti prende il nome di spirito apollineo; e quello puramente irrazionale e creativo , detto spirito dionisiaco, dal nome del dio dell'ebbrezza. Questo dualismo si manifesta nella tragedia attraverso i due elementi del dialogo , momento di discusione e risoluzione dei problemi in cui emerge lo spirito apollineo , e del coro, espressione di emozioni, manifestazione dello spirito dionisiaco. Secondo N la tragedia greca giunge alla perfezione quando i due spiriti sono in equilibrio, e ciò avviene con le tragedie di Eschilo e Sofocle , precedenti ad Euripide, ritenuto il più perfetto degli autori.
Critica alla tragedia di Euripide
Per N. invece la tragedia di Euripide è un segno di decadenza, perché in essa scompare il coro e lo
spirito apollineo prevale su quello dionisiaco. Questo fenomeno culturale coincide infatti con la nascita della filosofia , dato che Euripide è contemporaneo di Socrate, da qui la convinzione ottimistica ma sbagliata che l'uomo sia razionale nella sua essenza, e che la ragione possa spiegare tutto. L'importanza di questa analisi della cultura greca sta nel fatto che in essa si ritrovano le origini del pensiero moderno .
Progetto e critica di Nietzsche
Quest'opera, che come si capisce dal titolo vuole portare affermazioni che contrastano con il pensiero comune del tempo, viene progettata come composta da 12 saggi, di essi ne scrive solo 4. Nel primo egli polemizza con l'hegeliano della sinistra Strauss, sostenitore della politica di Bismarck; nel terzo e nel quarto la critica è rivolta all'amico Wagner , il quale si è “svenduto” al proprio pubblico borghese.
Storia e atteggiamenti secondo Nietzsche
Nel secondo saggio intitolato “Sull'utilità e il danno della storia per la vita” N polemizza con la cultura contemporanea che si è storicizzata in modo eccessivo. Gli animali infatti sono felici perché vivono giorno per giorno, vivono il presente senza curarsi del passato o del futuro, accettando le cose come sono. L'uomo è invece condannato a riflettere sulla vita, sul passato e sul futuro, condizionando il presente; per risolvere sarebbe necessario l'oblio. N sostiene infatti che per rendere la storia utile si deve ricordare adeguatamente solo ciò che serve e dimenticare il resto, secondo 3 atteggiamenti , altrimenti la storia è dannosa.
• Storia monumentale: atteggiamento di chi guarda al passato ricercando modelli e maestri assenti nel presente; si rischia però di far emergere solo gli aspetti gradevoli del passato, portando al fanatismo e all'identificazione eccessiva. E' necessario avere uno spirito critico per osservare e giudicare i modelli passati in modo obiettivo.
• Storia antiquaria: atteggiamento di chi guarda al passato con fedeltà e venerazione, trattandolo come qualcosa che deve essere conservato; porta a dare valore al passato solo in quanto passato paralizzando le azioni in funzione di esso e rifiutando ogni novità. Per impedire questa “mummificazione” della vita si deve saper distinguere nel passato ciò che è utile per costruire il presente, ovvero ciò di cui ci si sente eredi.
• Storia critica: atteggiamento di chi giudica la storia dimenticando ciò che è inutile, condannando ciò che è da condannare e salvando il resto. E' positivo solo se vengono individuate le cause degli eventi da condannare , ricavandone consapevolezza da portare nel presente.
Critica alla storicizzazione eccessiva
Secondo N nessuno dei suoi contemporanei si comporta nel modo giusto nei confronti della storia: essa è stata resa una scienza oggettiva, alla quale si guarda come si guarda alla natura. La storia è divenuta così solo un sapere, la cultura moderna è in preda ad un eccesso di storicismo, una malattia mortale che porta a credere nella superiorità del proprio tempo sugli altri. L'idea della perfezione della propria epoca e dell'impossibilità di un miglioramento è da imputare a Hegel e ai positivisti; per curarla la filosofia deve trovare degli antidoti che N identifica in questa fase con arte e religione.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale cambiamento di focus nell'opera di Nietzsche rispetto alla filologia classica?
- Come si manifesta il dualismo nella tragedia greca secondo Nietzsche?
- Qual è la critica di Nietzsche alla tragedia di Euripide?
- Quali sono i tre atteggiamenti di Nietzsche riguardo alla storia?
- Qual è la posizione di Nietzsche sulla storicizzazione eccessiva nella cultura moderna?
L'opera di Nietzsche, inizialmente concepita come un trattato di filologia classica sulla tragedia antica, si evolve verso una riflessione filosofica, influenzata dalle opere di Schopenhauer e dalla sua visione della realtà come non coincidente con l'essere delle cose.
Nietzsche identifica due anime nella mentalità greca: lo spirito apollineo, che rappresenta bellezza e armonia, e lo spirito dionisiaco, che incarna l'irrazionale e la creatività. La tragedia greca raggiunge la perfezione quando questi due spiriti sono in equilibrio, come nelle opere di Eschilo e Sofocle.
Nietzsche considera la tragedia di Euripide un segno di decadenza, poiché in essa prevale lo spirito apollineo e scompare il coro, coincidendo con l'ottimismo errato della filosofia socratica che vede l'uomo come razionale.
Nietzsche propone tre atteggiamenti: la storia monumentale, che ricerca modelli nel passato; la storia antiquaria, che venera il passato; e la storia critica, che giudica e seleziona ciò che è utile, sottolineando l'importanza di un approccio critico per evitare la paralisi.
Nietzsche critica la storicizzazione eccessiva, sostenendo che la storia è diventata una scienza oggettiva, portando a una malattia mortale che fa credere nella superiorità del proprio tempo. Propone l'arte e la religione come antidoti a questa condizione.