Concetti Chiave
- L'oltreuomo è colui che accetta l'eterno ritorno, vivendo ogni istante con pienezza e felicità nel presente.
- Nietzsche contrappone la sua visione ciclica del tempo a quella lineare cristiana, sottolineando il valore intrinseco di ogni momento.
- Solo l'oltreuomo può desiderare la vita così com'è, accettando il determinismo senza rinunciare alla propria libertà interiore.
- In "Così parlò Zarathustra", Nietzsche usa simboli come il serpente per rappresentare la sofferenza dell'accettazione dell'eterno ritorno.
- La locuzione "amor fati" riflette l'atteggiamento dell'oltreuomo, che abbraccia gioiosamente il proprio destino.
L'oltreuomo e l'eterno ritorno
L’oltreuomo è colui che è capace di sopportare anche l’eterno ritorno, che consiste nell’ipotesi che la storia sia un grande circolo, in cui tutti i fatti e gli avvenimenti sono destinati a ripetersi e a tornare eternamente.
Nietzsche e la visione del tempo
Con questa dottrina Nietzsche si alontana dalla visione lineare del tempo inaugurata dal cristianesimo, secondo cui la storia inizia con la creazione e termina con il giudizio universale, tracciando un percorso progressivo e irreversibile.
Felicità e attualità secondo Nietzsche
Secondo il filosofo l’uomo può quindi raggiungere la felicità soltanto se sa godere dell’esistenza nella sua pienezza e nella sua attualità; è nell’attimo presente che l’essere esaurisce il proprio significato. Invece nella prospettiva cristiana la felicità, il senso della vita, è rimandato al futuro, all’aldilà, quindi, il presente è svuotato di signifiato. Invece in Nietzsche ogni istante contiene in sé il proprio valore, ha senso in sé e deve essere vissuto al massimo.
Una concezione del tempo di questo tipo può essere sopportata soltanto dall’oltre uomo, che ha superato la condizione degli altri uomini, dominata dalla mancanza. È infatti solo l’oltreuomo infatti che può essere felice e dunque può volere che ogni istante della sua vita ritorni eternamente.
Determinismo e libertà nell'oltreuomo
È chiaramente una visione deterministica che sopprime la libertà dell’individuo. Sembrerebbe tutto ontologicamente ciclico, ma è in potere dell’uomo un qualcosa: non creare la realtà, ma desiderarla esattamente come è, far coincidere ciò che è con ciò che vuole. Si prefigura così l’oltreuomo che in questo senso fa sua la vita.
Simbolismo in Così parlò Zarathustra
Di ciò Nietzsche ne parla anche in Così parlò Zarathustra, dove Zarathustra si trova a un bivio con un nano, al quale chiede se i due sentieri non si inconrino mai, cioè se passato e futuro sono divergenti. Il nano dà una risposta che allude alla circolarità del tempo.
Nel brano vi è anche un pastore terrorizzato perché ha un serpente in bocca e si libera dello stesso mordendogli la testa, trasformandosi così in essere superiore, in oltreuomo. L’autore vuole così simboleggiare che l’uomo può diventare oltreuomo soltanto accettando il pensiero dell’eterno ritorno, simboleggiato dal serpente, che è un pensiero soffocante per le persone comuni. Amor fati, è una locuzione latina che si traduce con amore del fato ed è una massima usata da Nietzsche per definire il corretto atteggiamento dell'oltreuomo che accetta gioiosamente e quindi ama il destino al quale non può sottrarsi, poiché è esso stesso l'unico in grado di realizzarlo compiutamente.
Domande da interrogazione
- Cos'è l'oltreuomo secondo Nietzsche?
- Qual è la differenza tra la concezione della felicità di Nietzsche e quella cristiana?
- Come si relazionano determinismo e libertà nell'idea dell'oltreuomo?
- Qual è il simbolismo del serpente in "Così parlò Zarathustra"?
L'oltreuomo è colui che riesce a sopportare l'eterno ritorno, un concetto che implica che la storia e gli eventi si ripetano eternamente, a differenza della visione lineare del tempo proposta dal cristianesimo.
Nietzsche sostiene che la felicità si raggiunge vivendo pienamente l'attimo presente, mentre la prospettiva cristiana rimanda il senso della vita al futuro, svuotando il presente di significato.
Sebbene la visione di Nietzsche sembri deterministica, l'oltreuomo ha la capacità di desiderare la realtà così com'è, facendo coincidere ciò che è con ciò che vuole, e quindi appropriandosi della vita.
Il serpente rappresenta il pensiero dell'eterno ritorno, che è soffocante per le persone comuni. Solo accettando questo pensiero, l'uomo può trasformarsi in oltreuomo, come simboleggiato dal pastore che si libera del serpente mordendolo.