Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Nietzsche critica il "mondo vero" di Platone, rivelandolo come un'illusione e una favola priva di fondamento storico.
  • Nel pensiero cristiano, il "mondo vero" è inattingibile e promesso solo dopo la morte, creando un senso di inaccessibilità e fede.
  • Il kantismo sostiene che il "mondo vero" è indimostrabile, lasciando spazio al dubbio e alla possibilità della sua assenza.
  • Il positivismo avanza verso l'antimetafisica, affermando l'impossibilità di conoscere e raggiungere il "mondo vero".
  • Nietzsche propone l'eliminazione del "mondo vero" e del "mondo appartente", segnando la morte di Dio e l'emergere del superuomo.

Il mondo vero di Platone

Nel Crepuscolo degli idoli Nietzsche descrive il processo storico attraverso il quale si rivela il carattere illusorio e falso di quello che Platone aveva presentato come "mondo vero" -ossia il mondo in cui è presente una causa finale che dà senso al mondo- e rivelandosi essere nient'altro che una favola.

Platone e la filosofia greca. Si ritiene che il mondo vero sia attendibile solo da parte dei saggi in quanto loro stessi sono la verità; a partire da Platone e Platone si ha quindi l’abbandono della consapevolezza del non senso della vita in quando negandone l’irrazionalità giungono a mistificarla, ossia a creare l’illusione che essa abbia un senso, e a separare il mondo vero dal mondo. apparente.

Il cristianesimo e il mondo vero

Cristianesimo. Si ritiene che il mondo vero sia momentaneamente inattingibile ma viene promesso al virtuoso nella vita dopo la morte; in questo modo l'idea si fa più sottile e inafferrabile in quanto la sua comprensione diventa inaccessibile per l'uomo e solamente dopo la morte sperabile mentre della sua esistenza non vi è più qualcuno che la attesti ma ci su può solo credere.

Kantismo e il dubbio

Kantismo. Si ritiene che il mondo vero sia indimostrabile diventando, poiché non più solo inattingibile ma anche impromettibile, un obbligo o un postulato morale e in questo modo l'idea di un mondo in cui vi è una finalità si fa ancora ancora più vaga e distante e anzi non viene più nemmeno posto come certezza ma al contrario lascia spazio al dubbio e alla possibilità della sua assenza in quanto essa viene affermata solamente in funzione a un presunto bisogno dell'uomo.

Positivismo e antimetafisica

Positivismo. Costituisce il primo passo verso decisivo in direzione antimetafisica in quanto con il risveglio della ragione ("il canto del gallo") viene dichiarata in modo convinto non solo l'indimostrabilità "mondo vero" ma l'impossibilità che esso salvifico e consolante in quanto sia non può essere né conosciuto ne raggiunto.

La filosofia del mattino e Zarathustra

La filosofia del mattino. Si ritiene che il mondo vero sia inutile e che quindi possa essere eliminato.

Filosofia di Zarathustra. All'eliminazione del mondo vero si aggiunge l'eliminazione del "mondo appartenente" di cui il nostro mondo sarebbe la copia; questo momento di definitiva eliminazione dell'illusorietà del "mondo vero" diventa per Nietzsche la morte di Dio e il punto di partenza a partire dal quale delineare una nuova umanità (quella del superuomo o oltreuomo).

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la critica di Nietzsche al "mondo vero" di Platone?
  2. Nietzsche, nel "Crepuscolo degli idoli", sostiene che il "mondo vero" di Platone è un'illusione, una favola che mistifica la vita e nega la sua irrazionalità, separando il mondo vero da quello apparente.

  3. Come viene concepito il "mondo vero" nel cristianesimo?
  4. Nel cristianesimo, il "mondo vero" è considerato inattingibile nella vita terrena, ma promesso ai virtuosi dopo la morte, rendendo la sua comprensione inaccessibile e basata solo sulla fede.

  5. Qual è la posizione del kantismo riguardo al "mondo vero"?
  6. Il kantismo afferma che il "mondo vero" è indimostrabile e impromettibile, trasformandosi in un postulato morale e lasciando spazio al dubbio sulla sua esistenza, poiché è legato a un presunto bisogno umano.

  7. Qual è il significato dell'eliminazione del "mondo vero" nella filosofia di Zarathustra?
  8. Nella filosofia di Zarathustra, l'eliminazione del "mondo vero" e del "mondo appartenente" segna la morte di Dio e rappresenta un nuovo inizio per l'umanità, orientata verso la figura del superuomo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community