Concetti Chiave
- Nella seconda metà del Settecento, il Neoclassicismo emerge come un'espressione artistica che considera l'arte uno strumento di educazione morale, ispirandosi all'arte greca e romana.
- Le accademie di Belle Arti dominano la produzione artistica del primo Ottocento, enfatizzando la perfezione tecnica e la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale.
- Un gruppo di giovani artisti a Parigi, tra cui Monet e Renoir, si ribella alle regole accademiche per rinnovare il modo di dipingere, lavorando all'aperto.
- Gli impressionisti usano attrezzature essenziali per catturare la realtà mutevole, abolendo il disegno preparatorio e puntando su rapide pennellate di colore puro.
- L'obiettivo degli impressionisti è fermare l'attimo fuggente della realtà su tela, senza preoccuparsi della perfezione dei contorni.
L'ascesa del neoclassicismo
Nella seconda metà del Settecento, in stretto rapporto con il diffondersi del pensiero illuminista, fondato sull’importanza della ragione, si fece strada un’espressione artistica nuova, che considerava l’arte uno strumento di educazione morale e civile della collettività. Questo movimento traeva i suoi modelli dalle forme dell’arte greca e romana e per questo venne chiamato Neoclassicismo. Il gusto neoclassico, in polemica con le bizzarrie e le irregolarità del Barocco e del Rococò, proponeva in ogni campo dell’arte una maggiore razionalità. Da un lato il Rococò esprimeva il gusto spensierato e frivolo dell’aristocrazia; dall’altro il Neoclassicismo era portatore degli ideali progressisti della borghesia in ascesa. La sua diffusione fu vastissima: dall’Europa agli Stati Uniti alla Russia, coinvolgendo tutti i settori della produzione artistica. In ogni grande città vennero costruiti edifici neoclassici e innalzati archi di trionfo e colonne istoriate proprio come nella Roma antica. Napoleone utilizzò alcuni caratteri del gusto neoclassico per esaltare la grandezza del potere imperiale.
L'influenza delle accademie di Belle Arti
Buona parte della produzione artistica del primo Ottocento europeo fu ancora dominato dalle accademie di Belle Arti (nate nel Cinquecento). Nelle accademie si cercava la perfezione tecnica, incentrata sullo studio dei maestri e dei modelli del passato. Lo scopo della pittura accademica era quello di produrre una pittura ufficiale, capace di testimoniare in modo solenne i grandi eventi storici e dinastici della nazione, esaltandone le tradizioni. La formazione di un artista accademico non era unicamente pittorica, ma anche culturale e filosofica: tra i suoi compiti non vi era solo quello di dipingere in modo impeccabile volti, arredi, abiti, gioielli, ma anche quello di conoscere la storia della propria nazione conservandone e valorizzandone il patrimonio artistico. L’omogeneità dell’insegnamento soffocava però qualsiasi vena creativa individuale
La ribellione degli impressionisti
Nella seconda metà dell’Ottocento, in una Parigi in rapida espansione, un gruppo di giovani artisti era solito ritrovarsi nei caffè cittadini per discutere sul modo più valido di fare arte. I loro nomi: Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Paul Cézanne, Camille Pissarro e altri. Questi artisti erano diversi per estrazione sociale e per idee politiche, tuttavia li accomunava un sincero rifiuto verso le regole della pittura accademica. Essi intendevano rinnovare profondamente il modo di dipingere e per questo uscivano dai tradizionali atelier e lavoravano en plein air(all’aria aperta).
La tecnica innovativa degli impressionisti
Per cercare ispirazione, gli impressionisti andavano in giro per la città, nei luoghi di divertimento o nelle località di villeggiatura; in particolare, erano affascinati dalla natura intorno a Parigi. Questi pittori usavano un’attrezzatura essenziale: un cavalletto, un seggiolino pieghevole, tele di piccolo formato e colori a olio in tubetto (da poco disponibili sul mercato). La loro intenzione era di dipingere in modo semplice e “vero”, catturando la realtà mutevole delle cose. Per questo resero più veloce la loro tecnica esecutiva, abolendo il disegno preparatorio e il chiaroscuro. Gli impressionisti riproducevano il soggetto con rapide pennellate di colore puro, direttamente sulla tela, senza preoccuparsi della perfezione dei contorni. L’obiettivo era quello di cogliere l’attimo fuggente della realtà e di fermare sulla tela un’impressione visiva prima che svanisse per sempre.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra il Neoclassicismo e il pensiero illuminista?
- Come influenzarono le accademie di Belle Arti la produzione artistica del primo Ottocento?
- Chi erano gli artisti che si ribellarono alle regole della pittura accademica?
- Quali tecniche innovative adottarono gli impressionisti nella loro pittura?
- Qual era l'obiettivo principale degli impressionisti nel loro approccio artistico?
Il Neoclassicismo, emerso nella seconda metà del Settecento, si sviluppò in relazione al pensiero illuminista, valorizzando l'arte come strumento di educazione morale e civile, in contrapposizione alle irregolarità del Barocco e del Rococò.
Le accademie di Belle Arti dominarono la produzione artistica del primo Ottocento, puntando sulla perfezione tecnica e sulla creazione di opere ufficiali che celebrassero eventi storici, ma soffocando la creatività individuale degli artisti.
Nella seconda metà dell'Ottocento, artisti come Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir e Edgar Degas si riunirono a Parigi per rifiutare le regole accademiche e cercare un nuovo modo di fare arte, lavorando en plein air.
Gli impressionisti utilizzarono tecniche innovative come l'abolizione del disegno preparatorio e del chiaroscuro, impiegando rapide pennellate di colore puro per catturare l'impressione visiva della realtà in modo semplice e diretto.
L'obiettivo principale degli impressionisti era quello di fermare sulla tela un'impressione visiva fugace, catturando la realtà mutevole delle cose prima che svanisse, attraverso un'esecuzione rapida e immediata.