Concetti Chiave

  • L'aristotelismo si diffonde dopo la controriforma, con Pietro Pomponazzi come figura principale, attivo a Padova e Bologna.
  • Pomponazzi, nella sua opera "sull’immortalità dell’anima", sostiene che l'anima è collegata al corpo e si dissolve con esso, senza che Aristotele consideri l'immortalità come un tema centrale.
  • La moralità, secondo Pomponazzi, è legata alla virtù e non alla trascendenza, con il premio morale identificato nella virtù stessa e non nell'accesso all'aldilà.
  • Il neoplatonismo influenza pensatori come Campanella e Giordano Bruno, il quale propone una visione dell'Universo come infinito e in contrasto con il pensiero geocentrico.
  • Bruno, filosofo panteista, afferma che Dio è immanente e coincide con la materia, una visione che porta alla sua condanna da parte della Chiesa per minacciare il suo ruolo mediatorio.

Indice

  1. Diffusione dell'aristotelismo
  2. Pomponazzi e l'immortalità dell'anima?
  3. Moralità e virtù secondo Pomponazzi
  4. Neoplatonismo e i suoi esponenti
  5. Giordano Bruno e il panteismo

Diffusione dell'aristotelismo

L’aristotelismo comincia a diffondersi in seguito alla controriforma ma rimase presente per lo più nel mondo clericale. Il più importante esponente fu Pietro Pomponazzi, un mantovano che lavorò a Padova e Bologna.

Pomponazzi e l'immortalità dell'anima?

La sua opera più importante è “sull’immortalità dell’anima” e qui espone come mai Aristotele fu poco chiaro sull’argomento. Egli non si basa su Avicenna ma su Alessandro di Afrodisia, che sosteneva che l’anima dell’uomo è condizionata dal corpo e per tanto, con la disgregazione del corpo, essa si dissolve (esse sono collegate). Secondo Pomponazzi l’immortalità dell’anima non è neanche una questione in Aristotele, infatti egli è poco chiaro perché non ha cosa trattare. Per Pomponazzi il corpo è la materia e l’anima è la forma ed è un sinolo del corpo. Aristotele non si pone il problema dell’immortalità umana poiché nel momento in cui non si hanno più l’anima o il corpo, non si ha più l’essere (l’essere umano non esiste senza anima o corpo). Dal punto di vista aristotelico questa non è una questione, dato che l’essere umano è un’unità inseparabile di anima e corpo.

Moralità e virtù secondo Pomponazzi

Pomponazzi afferma che la moralità va intesa come faceva Aristotele, ossia come virtù (svincola la moralità dalla trascendenza e la lega alla virtù—>ci si comporta bene per avere virtù e non per un premio nella vita dopo la morte). Il “premio” che viene dato ad un comportamento morale, non è l’accesso al paradiso ma è la virtù stessa. Il castigo invece non consiste nell’accesso all’inferno ma nel vizio, che si oppone alla virtù. Pomponazzi si colloca in un aristotelismo differente da quello medievale, perché ora si perde la trascendenza.

Neoplatonismo e i suoi esponenti

La corrente si ispira al neoplatonismo e i principali esponenti furono Campanella, Telesio e Giordano Bruno.

Tommaso Campanella scrive “la città del sole” e viene ripreso da Karl Marx, che lo identifica come un “socialista utopista“ (=descrive una società irreale e irrealizzabile).

Giordano Bruno e il panteismo

Giordano Bruno era un frate e filosofo, che però fu condannato a morte dalla chiesa (bruciato al rogo) per la sua visione filosofica che portava a conseguenze politiche. L’opera più importante di Bruno è “lo spaccio della bestia trionfante”. Egli afferma dal punto di visto scientifico, astronomico in particolare, che l’Universo, le stelle e i mondi sono infiniti, dunque di conseguenza i pianeti ruotano attorno alle stelle e la Terra non è al centro. Questo suo pensiero fu probabilmente influenzato dalla visione di Copernico, ossia una geocentrica (il sole è al centro e i pianeti gli ruotano attorno). Un’altro attrito della chiesa è che Bruno affermava che Dio è nelle cose, ossia non è trascendente ma coincide con le cose stesse. Dio coincide con la materia e tutto è Dio e questa visione prende il nome di panteismo, che significa letteralmente “tutto è Dio”. La visione di Bruno è infatti molto moderna e per questo egli venne condannato dalla chiesa che aveva ancora un pensiero medievale. Per la chiesa, se Dio è tutto, viene a mancare il ruolo della chiesa, ossia quello di legare i fedeli con Dio (non serve un mediatore se Dio è immanente e non trascendente). Il fatto che nell’Universo ci siano infiniti mondi, fa si che la Terra e l’uomo non siano centrali nella mente di Dio e nella sua immanenza.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Pietro Pomponazzi nella diffusione dell'aristotelismo?
  2. Pietro Pomponazzi è considerato il più importante esponente dell'aristotelismo, che si diffuse principalmente nel mondo clericale dopo la controriforma, lavorando a Padova e Bologna.

  3. Come interpreta Pomponazzi l'immortalità dell'anima secondo Aristotele?
  4. Pomponazzi sostiene che Aristotele non si pone il problema dell'immortalità dell'anima, poiché considera l'anima e il corpo come un'unità inseparabile; l'anima si dissolve con la disgregazione del corpo, come indicato nella sua opera "sull’immortalità dell’anima".

  5. In che modo Pomponazzi ricollega moralità e virtù?
  6. Pomponazzi interpreta la moralità come virtù, svincolandola dalla trascendenza; il comportamento morale è motivato dalla ricerca della virtù stessa, piuttosto che da un premio nell'aldilà.

  7. Quali sono i principali esponenti del neoplatonismo menzionati nel testo?
  8. I principali esponenti del neoplatonismo citati sono Tommaso Campanella, Telesio e Giordano Bruno, ognuno con le proprie opere e visioni filosofiche.

  9. Qual è la visione di Giordano Bruno riguardo a Dio e all'Universo?
  10. Giordano Bruno propone una visione panteistica, affermando che Dio è immanente e coincide con la materia; sostiene anche che l'Universo è infinito, contraddicendo la visione geocentrica e portando a conflitti con la Chiesa.

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