Concetti Chiave
- L'ideologia nazista si sviluppò durante la Repubblica di Weimar, in un contesto di instabilità politica e crisi economica.
- Hitler, dopo un tentativo di colpo di Stato e la scrittura del Mein Kampf in prigione, riuscì ad accrescere il suo sostegno politico.
- Nel 1933, Hitler divenne cancelliere e ottenne pieni poteri tramite una legge, avviando un regime totalitario.
- Il Nazismo attuò una politica economica dirigista, raggiungendo la piena occupazione e preparando la Germania alla guerra.
- La propaganda, guidata da Goebbels, fu fondamentale per il consolidamento del potere nazista e l'allineamento della società tedesca.
L'ascesa di Hitler
L’ideologia nazista si sviluppò sotto la guida di Adolf Hitler durante la Repubblica di Weimar, in uno Stato sì democratico, ma caratterizzato da numerosi scontri e governi incapaci di ottenere una maggioranza stabile, situazione peggiorata dalla crisi economica del ‘29. Hitler aderì nel 1919 al Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, con il quale egli tentò un colpo di Stato a Monaco nel 1923, e successivamente arrestato. Fu in prigione che egli accrebbe il suo sostegno politico e scrisse il Mein Kampf. L’ideologia nazista si basò sui principi di un grande popolo tedesco, dell’anticapitalismo, dell’antimarxismo e dell’antisemitismo. L’ascesa di Hitler venne permessa dalla ricerca da parte del governo di una maggioranza elettorale, vedendo nel Nazismo un alleato efficiente, poiché deteneva il consenso anche dell’élite economico-finanziarie e militari.
Il potere totalitario
Il 1933 fu un anno determinante per la presa al potere di Hitler. Dopo l’incendio del Reichstag, attribuito a un complotto comunista, vennero emanati alcuni decreti che diminuirono le libertà personali e resero illegale il Partito comunista. Fu quindi con le elezioni di questo anno che Hitler ottenne il titolo di cancelliere, facendo passare subito dopo una legge che conferiva al capo del governo i pieni poteri. Il totalitarismo nazista procedette quindi con un “allineamento” del governo secondo i principi nazisti, ma anche dell’intero popolo tedesco, anche attraverso violenze e iniziative di repressione come i roghi dei libri, la “notte dei lunghi coltelli” del 1934 e la fondazione dei primi campi di concentramento. Nel 1934 Hitler divenne capo dello stato, e detentore della totalità dei poteri, fondando così il Terzo Reich, grazie anche al grande aiuto della propaganda, guidata dal ministro Goebbels.
La propaganda e l'economia nazista
Dal punto di vista economico il Nazismo attuò una politica dirigista, ottenendo la piena occupazione e sviluppando un piano economico quadriennale, il quale prevedeva di finanziare le spese militari con più del 50% della spesa pubblica, in modo tale da essere pronti alla guerra nel giro di quattro anni, e ottenere il Lebensraum, ovvero lo spazio vitale destinato al popolo tedesco.
Domande da interrogazione
- Quali furono le origini dell'ideologia nazista e come si sviluppò?
- Come riuscì Hitler a consolidare il suo potere in Germania nel 1933?
- Quali furono le principali politiche economiche del regime nazista?
L'ideologia nazista si sviluppò sotto la guida di Adolf Hitler durante la Repubblica di Weimar, caratterizzata da instabilità politica e crisi economica. Hitler aderì al Partito nazionalsocialista nel 1919 e, dopo un tentativo di colpo di Stato nel 1923, scrisse il Mein Kampf in prigione, consolidando il suo sostegno politico.
Nel 1933, dopo l'incendio del Reichstag, Hitler ottenne il titolo di cancelliere e, attraverso decreti che limitarono le libertà personali, rese illegale il Partito comunista. Subito dopo, passò una legge che gli conferì pieni poteri, avviando un processo di totalitarismo nazista.
Il regime nazista attuò una politica economica dirigista, raggiungendo la piena occupazione e sviluppando un piano quadriennale che destinava oltre il 50% della spesa pubblica alle spese militari, preparandosi così per la guerra e cercando di ottenere il Lebensraum per il popolo tedesco.