Concetti Chiave
- Il crollo del Reich di Guglielmo II è stato causato da proteste interne e contestazioni sociali, culminando in un'insurrezione armata della lega di Spartaco nel 1919.
- La Repubblica di Weimar, nata nel 1919, si caratterizzò per un impronta federalista e sociale, ma dovette affrontare gravi difficoltà economiche e violenze interne.
- Adolf Hitler tentò un colpo di stato nel 1923 e, dopo una breve prigionia, scrisse "Mein Kampf", mentre il suo partito nazionalsocialista cresceva in popolarità.
- Dopo aver preso il potere nel 1933, Hitler sciolse il parlamento e utilizzò l'incendio del Reichstag come pretesto per reprimere gli oppositori e ottenere pieni poteri.
- Il regime nazista instaurò un controllo totale sulla società tedesca, manipolando l'informazione e dominando ogni aspetto della vita economica, politica e culturale.
Il crollo del Reich
Alla fine del primo conflitto mondiale, il crollo del Reich di Guglielmo II era dipeso, dalla rottura del fonte interno, con il moltiplicarsi di proteste politiche e contestazioni sociali.
La lega di Spartaco (ala più radicale della sinistra tedesca), guidata da Rosa Luxemburg e Karl Liebkncht, promosse nel gennaio del 1919 un’insurrezione armata a Berlino, con l’obbiettivo di instaurare una repubblica popolare socialista. Si trattò di una vera e propria guerra civile, per i tedeschi, la guerra non era mai finita.
La nascita della repubblica di Weimar
Nel 1919 la situazione andò a stabilizzarsi con le elezioni libere a suffragio universale, per l’assemblea costituente della nuova repubblica. Nacque la repubblica di Weimar, che prese il nome dal paese in cui fu redatta, ebbe un impronta federalista e sociale. Nonostante la formazione del nuovo governo, le difficoltà economiche rimasero le stesse, l’impossibilità di pagare l’indennità di guerra, portò la Francia a occupare la Ruhr nel 1923; nel fronte interno della Germania rimasero ancora degli episodi di violenza, l’episodio culminante fu nel 1922, l’assassinio del ministro degli esteri Walter Ratenhau, che pagò con la sua vita per le sue origini ebraiche.
L'ascesa di Hitler
Nel 1923, fallì un colpo di stato a Monaco (putch), promosso da Adolf Hitler, un volontario dell’esercito tedesco, austriaco di nascita, aveva combattuto nella prima guerra mondiale, subendo danni fisici permanenti per i gas chimici. Nel 1924 venne condannato aa 5 anni di carcere, ma ne scontò solo 9 mesi, durante la prigione scrisse il mein kampf. Nel 1923 i governi di coalizione, posero fine all’inflazione con l’introduzione di un nuovo marco e ottennero una revisione dei debiti di guerra. Nel 1926 la Germania aderì alla società delle nazioni.
La crisi economica e il nazionalsocialismo
La Germania aveva già un sistema economico debole, e dopo la crisi del 1929, rese la situazione del paese ancora più tragica rispetto agli altri paesi europei; all’inizio degli anni ’30 la Germania piombò in una crisi economica e sociale devastante.
Dallo sbandamento della repubblica di Weimar, ne approfittò il partito nazionalsocialista dei lavoratori, guidato da Adolf Hitler, alle elezioni del 1930, il partito nazionalsocialista risultò il secondo partito tedesco, raggiungendo il 18% dei consensi, che salirono a quasi il 37% due anni più tardi. L’ideologia e il programma del partito nazionalsocialista mescolava elementi tipici del movimenti conservatori e ingredienti propri tradizionali della sinistra storica. Il nazionalsocialismo, non fu solo una versione tedesca del fascismo, ma fu molto di più, nel pensiero di Hitler era centrale la valorizzazione della comunità tedesca, destinata a dominare tutte le altre etnie, si articola anche un progetto di una dominazione mondiale, del popolo eletto dagli “ariani”, il cui nemico era considerata la razza ebraica.
Fin dai primi anni Hitler godette dell’appoggio delle forze armate e della polizia, conquistò il ceto medio e i grandi industriali. Per colpire gli avversarsi politici, Hitler si dotò di corpi paramilitari le SA, di cui facevano parte ex combattenti dei corpi franchi, e le SS, una specie di guardia pretoriana del leader. Come nel fascismo, il nazionalsocialismo, praticò una politica a doppio binario, violenta nelle piazze e nelle strade, e apparentemente rispettosa alla legalità nelle aule parlamentari. Le adunate e i discorsi del Fuhrer venivano organizzate nei minimi dettagli, per garantire negli ascoltatori, il maggior coinvolgimento emotivo.
Nel corso del 1932, Hitler si rifiutò di partecipare a un governo di coalizione con altri raggruppamenti politici della destra, il 30 gennaio 1933, dopo il crollo dei governi di centro- destra, il presidente della repubblica Hindenburg affidò la guida del paese, al leader del partito nazista, Adolf Hitler.
Il regime totalitario di Hitler
Giunto al potere Hitler, sciolse il parlamento e indusse nuove elezioni, nelle quali ottenne la maggioranza ma non raggiunse i due terzi necessari per attribuirsi i pieni poteri. Nel febbraio 1933, un incendio doloso, provocato probabilmente dai nazisti, distrusse il Reichstag, ciò offri al governo un pretesto per attuare una repressione nei confronti di principali oppositori (poiché la responsabilità dell’incendio fu attribuita a un militante di estrema sinistra); numerosi comunisti furono invitati alla reclusione nei campi di concentramento, intimiditi da questo i cattolici votarono la legge che attribuiva al cancelliere i pieni poteri.
A fine marzo del 1933 nasceva il Terzo Reich (terzo impero germanico), l’anno successivo alla morte del presidente Hindenburg, Hitler prese la carica di capo di stato.
La costruzione del terzo reich si fondò su una civiltà giuridica occidentale, la costituzione e i diritti individuali, vennero sottomessi agli interessi del popolo tedesco, affermandosi così un regime discrezionale, nel quale regnava la forza e il terrore, ma nel caos della popolazione, prevaleva comunque la volontà del Fuhrer.
Il regime nazista, fu un regime totalitario, riuscì a organizzare e dominare l’intera società tedesca, realizzando così un pieno controllo della vita economica, politica e culturale. Fu creato un ministero apposito per manipolare l’informazione, e in generale gestire il consenso attraverso stampa, radio e cinema.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali del crollo del Reich di Guglielmo II?
- Che cos'è la repubblica di Weimar e quali sfide affrontò?
- Come si sviluppò l'ascesa di Adolf Hitler negli anni '30?
- Quali strategie utilizzò Hitler per consolidare il suo potere?
- In che modo il regime nazista controllò la società tedesca?
Il crollo del Reich fu causato dalla rottura del fronte interno, caratterizzato da un aumento delle proteste politiche e contestazioni sociali, culminando in eventi come l'insurrezione della lega di Spartaco nel 1919.
La repubblica di Weimar, nata nel 1919, si caratterizzò per un'impronta federalista e sociale, ma affrontò gravi difficoltà economiche, tra cui l'impossibilità di pagare le indennità di guerra e episodi di violenza interna, come l'assassinio del ministro Ratenhau nel 1922.
L'ascesa di Hitler avvenne in un contesto di crisi economica e sociale, con il partito nazionalsocialista che guadagnò consensi, passando dal 18% nel 1930 a quasi il 37% nel 1932, grazie anche al supporto delle forze armate e della polizia.
Hitler utilizzò una combinazione di violenza e legalità, sciogliendo il parlamento e sfruttando l'incendio del Reichstag nel 1933 per reprimere l'opposizione, ottenendo così i pieni poteri attraverso la paura e la manipolazione.
Il regime nazista instaurò un controllo totale sulla vita economica, politica e culturale della Germania, creando un ministero per manipolare l'informazione e gestire il consenso attraverso i media, affermando così un regime totalitario.