Aquarum sunt notae iuncus et herba, de qua dictum est, multumque alicui loco pectore incubans rana. Salix enim erratica et alnus aut vitex aut harundo aut hedera sponte proveniunt et conrivatione aquae pluviae in locum humiliorem e superioribus defluentis, augurio fallaci, certiore multo nebulosa exhalatione ante ortum solis longius intuentibus, quod quidam ex edito speculantur proni terram adtingente mento.

Tra le piante acquatiche sono note il giunco o l'erba della quale si parla e in qualche punto giace spesso la rana prona. Infatti nascono spontaneamente salice selvatico e ontano o agnocasto o la canna o l'edera e con la raccolta dell'acqua piovana che scorre in un luogo più basso da luoghi più alti, con un presagio ingannatore, con una molto più certa nebbiosa esalazione prima dell'alba per quelli che guardano più attentamente. Poiché alcuni guardano sdraiati dall’alto, con il mento che tocca terra.
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XLV
Est et peculiaris aestimatio peritis tantum nota, quam ferventissimo aesto secuntur dieique horis ardentissimis, qualis ex quoque loco repercussus splendeat. Nam si terra sitiente umidior sit ille, indubitata spes promittitur.

C'è anche una particolare valutazione, nota solo agli esperti, la quale seguono con estremo ardore e nelle ore più calde del giorno, quale riflesso splenda da qualche luogo; infatti, se quel luogo è più umido della terra arida, una speranza certa è promessa.
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XLVI
Sed tanta oculorum intentione opus est, ut indolescant. [...]

Ma c'è bisogno di una tale attenzione degli occhi, che essi si stancano. [...]

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