Concetti Chiave
- La nascita dell'URSS nel 1922 portò a un regime autoritario caratterizzato dal dispotismo del partito unico e da un forte centralismo politico.
- Rispetto alla Russia del 1913, l'URSS registrò una drastica riduzione della popolazione e della produzione industriale, ma anche una crescita nelle aree urbane e rurali.
- Nel 1921, Lenin introdusse la Nuova Politica Economica, consentendo ai contadini di vendere liberamente i propri prodotti e ripristinando la proprietà privata in un contesto di economia mista.
- Dopo la morte di Lenin nel 1924, Stalin consolidò il potere eliminando avversari politici e trasformando l'URSS in una potenza economica e militare attraverso politiche industriali e agricole aggressive.
- Le politiche staliniste furono accompagnate da repressione violenta, con milioni di cittadini giustiziati o deportati nei gulag tra il 1936 e il 1939 per presunti crimini contro il regime.
La nascita dell'URSS
La vittoria bolscevica si tradusse in un regime fortemente autoritario fondato sul dispotismo del partito unico. Questo regime, nell’aprile del 1922, prese il nome di Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS), uno stato fortemente centralizzato nelle mani del gruppo dirigente del Partito comunista dell’Unione Sovietica. Rispetto alla Russia del 1913, l’URSS del 22:
Riduzione dell'oltre il 20% della popolazione
Riduzione di oltre il 70% della produzione del carbone, petrolio ed elettricità
Riduzione della produzione totale del 40%
Crescita sulle città e le campagne
La nuova politica economica
Lenin, nel 1921, varò la Nuova Politica Economica (Nep), una forma di economia mista che lasciava margini all’iniziativa privata:
-I contadini poterono vendere liberamente i loro prodotti.
-Ricostituitala proprietà privata.
-Circolazione della monete ripresa.
-Imprese con meno di 20 lavoratori direzione privata, aziende di dimensioni superiori come banche e trasporti sotto il controllo dello Stato.
Risanamento finanziario e fine dell’inflazione nel 1927 riportando la produzione del 1913.
L'ascesa di Stalin
Dopo la morte di Lenin, nel 1924, Stalin comincia a eliminare tutti i suoi avversari politici. Nel 1928 Stalin si afferma come autorità suprema del paese. Da quel momento, Stalin potenzia l’agricoltura e l’industria. Ben presto l’Unione Sovietica, che prima dell’ascesa di Stalin era povera e arretrata, si trasforma in una potenza economica e militare.
Ma questo sviluppo è accompagnato da una politica autoritaria e violenta. Nel 1930 Stalin espropria di tutti i loro averi circa un milione di famiglie di kulaki, cioè i contadini ricchi. Inoltre, per mantenere l’ordine, fa perseguire chi discute le posizioni del regime. Tra il 1936 e il ’39 circa 5 milioni di cittadini sovietici, accusati di essere nemici del popolo, vengono giustiziati o deportati nei gulag, i campi di lavoro forzato.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali caratteristiche del regime instaurato con la nascita dell'URSS?
- Che cos'era la Nuova Politica Economica (Nep) introdotta da Lenin?
- Come si manifestò l'ascesa di Stalin e quali furono le conseguenze per la popolazione sovietica?
L'URSS, fondata nel 1922, si caratterizzò per un regime autoritario basato sul dispotismo del partito unico, con un forte centralismo nelle mani del Partito comunista. La popolazione e la produzione economica subirono drastiche riduzioni rispetto al 1913.
La Nep, varata nel 1921, era una forma di economia mista che permetteva ai contadini di vendere liberamente i loro prodotti e reintroduceva la proprietà privata, mentre le grandi imprese rimanevano sotto il controllo statale. Questo portò a un risanamento finanziario e alla ripresa della produzione.
Dopo la morte di Lenin nel 1924, Stalin eliminò i suoi avversari e divenne l'autorità suprema nel 1928, trasformando l'URSS in una potenza economica e militare. Tuttavia, questo sviluppo avvenne attraverso politiche autoritarie e violente, con milioni di cittadini giustiziati o deportati nei gulag.