Concetti Chiave
- L'uomo del paleolitico manifestava una religiosità spontanea, esprimendo il sacro attraverso attività simboliche piuttosto che attraverso una religione organizzata.
- Le prime tracce di religiosità preistorica includono pratiche come la sepoltura dei morti e l'ornamento delle tombe, indicando motivazioni spirituali profonde.
- Il termine "religione" nella cultura occidentale può derivare da tre verbi latini, ognuno con significati che evidenziano aspetti diversi della relazione con il sacro.
- Una definizione più completa di religione include esseri divini, riti codificati, norme morali e concezioni dell'aldilà, ma non è ancora stata formalizzata.
- Le attività culturali di Homo Habilis e Homo Erectus mostrano già un'intelligenza simbolica, fondamentale per lo sviluppo della comunicazione e delle rappresentazioni religiose.
Origini del senso religioso
L'approccio paleoantropologico e preistorico allo studio delle origine del senso religioso consente di affermare che l'uomo del paleolitico possiede una "religione", ossia un sistema globale e coordinato di dottrine, credenze, riti, etiche, scritture sacre. luoghi di culto, persone sacre. Egli, piuttosto, come mostra la ricerca di Rudolph Otto, teologo e filosofo della religione(1869-1937), possiede un'attività simbolica che esprime il sacro, il numinoso. Non già una religione quanto una religiosità, intesa come senso spontaneo del sacro. Già a partire alle manifestazioni culturali di Homo Habilis e dalle forme più antiche di Hono Erectus si osserva un'attività di tipo progettuale, che comporta un'intelligenza capace di astrarre, essenziale per rappresentazioni e comunicazioni di carattere simbolico, fra cui il linguaggio. Queste rappresentazioni sono documentate, già nel paleolitico inferiore, nel trattamento particolar delle ossa umane e di strumenti di pietra. Nel Paleolitico medio e superiore, con la comparsa di Homo Sapiens Neanderthalensis, oltre all'uso rituale dei crani umani, alcuni comportamenti e rappresentazioni rimandano a concezioni e rituali che trascendono i bisogni materiali e attestano motivazioni di carattere marcatamente spirituale: la sepoltura dei morti, l'ornamento dei corpi e delle tombe, le incisioni, l'uso di ocra rossa.
Definizioni di religione
Il termine, nella cultura occidentale, può derivare da tre verbi latini: re-legere (raccogliere, osservare scrupolosamente la raccolta dei riti liturgici tradizionali); re-eligere (rinnovare la scelta di ciò che è stato precedentemente trascurato); re-ligare (ristabilire, rilegare un rapporto con la divinità).
Essendo accezioni di matrice occidentale e relativamente recenti, esse rischiano di escludere aspetti essenziali. Una definizione più descrittiva che faccia riferimento a:
-uno o più esseri divini
-una relazione di dipendenza tra l'uomo e l'essere supremo ed eventuali suoi rappresentanti e messaggeri
-un insieme di riti codificati e un insieme di norme morali, tramandate oralmente oppure in scritture ritenute sacre o normative
-una concezione dell'aldilà ove, dopo la morte, l'uomo può accedere
Non è ancora stata formulata.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra religione e religiosità nell'uomo del paleolitico?
- Quali manifestazioni culturali indicano la presenza di un senso religioso nei primi esseri umani?
- Quali sono le origini etimologiche del termine "religione" nella cultura occidentale?
L'uomo del paleolitico possiede una religiosità, intesa come un senso spontaneo del sacro, piuttosto che una religione strutturata. Questo è evidenziato dalla ricerca di Rudolph Otto, che sottolinea l'attività simbolica che esprime il numinoso, piuttosto che un sistema globale di credenze e riti.
Già a partire da Homo Habilis e Hono Erectus, si osservano attività progettuali e simboliche, come il trattamento delle ossa umane e strumenti di pietra. Nel Paleolitico medio e superiore, con Homo Sapiens Neanderthalensis, si evidenziano rituali come la sepoltura dei morti e l'ornamento delle tombe, che attestano motivazioni spirituali.
Il termine "religione" deriva da tre verbi latini: re-legere, re-eligere e re-ligare, che implicano rispettivamente la raccolta dei riti, il rinnovamento della scelta e il ristabilimento del rapporto con la divinità. Tuttavia, queste definizioni rischiano di escludere aspetti essenziali della religione, che non sono ancora stati completamente formulati.