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Concetti Chiave

  • Napoleone ha utilizzato l'arte come strumento di propaganda, creando immagini esaltanti delle sue imprese, anche attraverso rappresentazioni non realistiche.
  • Il neoclassicismo, ispirato al classicismo greco-romano, è stato stimolato dagli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, risvegliando l'interesse per l'arte classica in Europa.
  • Winckelman è considerato il primo teorico del neoclassicismo, sottolineando l'importanza di imitare l'arte antica per raggiungere la grandezza artistica.
  • Secondo Winckelman, l'arte deve seguire i principi della quieta grandezza e della nobile semplicità, proponendo opere semplici e didattiche, in contrasto con il barocco.
  • I musei pubblici, nati tra il 1750 e il 1800, sono un risultato del pensiero illuminista, con l'obiettivo di rendere la cultura accessibile e universale.

Napoleone e l'arte come propaganda

Napoleone fu uno dei principali promotori del neoclassicismo, pur non essendo esperto di arte. Aveva capito che l’arte avrebbe permesso di lasciare traccia delle sue imprese. L’arte viene quindi concepita come un instrumentum regni, utile alla propaganda politica. Le immagini che lo rappresentano non sono sempre realistiche: i difetti sono attenuati e addirittura a volte fece realizzare dei falsi storici, soprattutto di sue imprese militari. Gros per esempio lo rappresentò vincente, in battaglie dove perdette, oppure lo rappresentò mentre aiutava i malati, cosa che Napoleone mai fece; ne è un esempio Napoleone fra gli appestati di Jaffa. Nell’opera, Napoleone, dopo aver conquistato la suddetta città mediorientale, visitò il lazzaretto di tale città e entrò a contatto con i malati, ad esempio viene rappresentato mentre tocca la ferita di un uomo rischiando di ammalarsi a sua volta. In realtà ciò mai successe.

Il ritorno al classicismo greco-romano

Il neoclassicismo si ispira alla razionalità illuminista e desidera tornare al classicismo greco-romano. Un stimolo per ritornare all’arte classica fu dato dai primi scavi archeologici a Pompei ed Ercolano, risalenti rispettivamente al 1748 e al 1738. La conoscenza di nuovi aspetti della civiltà classica ha stimolato archeologi e letterati di tutta Europa che sono anche venuti a fare un tour dell’Italia.

Winckelman e la teoria del neoclassicismo

Il teorico che definì il neoclassicismo fu Winckelman, un filosofo e letterato tedesco che visse e morì a Roma. Costui scrisse molti saggi sull’arte antica: sia greco-romana, ma anche egizia e etrusca. Dei suoi scritti bisogna ricordare un saggio in particolare del 1755: Pensieri sopra limitazione dell’arte greca. L’arte greca non la vide in Grecia, ma la conobbe grazie ai marmi presenti al British museum e grazie alle copie romane dell’arte greca viste a Roma. Winckelman può essere definito il primo teorico della storia dell’arte moderna perché ha eseguito uno studio filologico della storia, andando a cercare le fonti originarie. Nel suo saggio più importante disse che se vogliamo diventare grandi, e se possibile inimitabili, dobbiamo imitare l’arte antica. Per diventare grandi è quindi necessario ispirarsi agli insegnamenti imprescindibili degli antichi. Affermò poi che l’arte doveva seguire i principi della quieta grandezza e della nobile semplicità. Quindi le opere d’arte doveva essere semplici, comprensibili e didattiche è in contrasto con i principi del barocco. Le teorie di Winckelman furono condivise e seguite da vari artisti come David e Canova, che lo conobbero di persona. Questo teorico dell’arte fu ospitato a Roma dal cardinale Albani in una villa che presentava un giardino disseminato di statue antiche, quindi, Winckelman viveva immerso nella statuaria antica. Ha scelto due opere viste ai Musei vaticani che riassumono perfettamente la quieta grandezza e la nobile semplicità: l’Apollo del Belvedere del periodo greco tardo-classico e l’Antinoo del Belvedere del periodo romano (Antinoo era l’amante dell’imperatore Adriano).

L'influenza del pensiero illuminista sull'arte

Una conseguenza in arte del pensiero illuminista è la creazione di musei pubblici gratuiti che devono permettere che la cultura sia universale. I primi musei nacquero fra il 1750 e il 1800 e furono i Musei capitolini, il Museo lapidario ed epigrafico maffeiano, istituito nel 1748. A seguire anche gli Uffizzi, il Louvre e il British museum. Paolo Pannini con una sua opera ha cercato di far capire che ai tempi non esisteva un’organizzazione museografica: una vera disciplina che studia l’organizzazione delle stanze e dei percorsi di un museo, l’illuminazione e la posizione delle opere.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'arte nella propaganda di Napoleone?
  2. Napoleone utilizzò l'arte come strumento di propaganda politica, creando immagini che esaltavano le sue imprese, anche attraverso rappresentazioni non realistiche e falsi storici, come nel caso di Gros che lo ritrae in battaglie vinte o mentre aiutava i malati, cosa che in realtà non avvenne.

  3. Quali sono le origini del neoclassicismo?
  4. Il neoclassicismo trae ispirazione dalla razionalità illuminista e dal desiderio di tornare al classicismo greco-romano, stimolato dai primi scavi archeologici a Pompei ed Ercolano, che hanno risvegliato l'interesse per l'arte classica in tutta Europa.

  5. Chi è Winckelman e quale contributo ha dato al neoclassicismo?
  6. Winckelman è considerato il primo teorico del neoclassicismo, avendo scritto saggi sull'arte antica e sostenendo che per diventare grandi, gli artisti dovessero ispirarsi all'arte degli antichi, seguendo i principi della quieta grandezza e della nobile semplicità.

  7. In che modo il pensiero illuminista ha influenzato l'arte?
  8. Il pensiero illuminista ha portato alla creazione di musei pubblici gratuiti, rendendo la cultura accessibile a tutti. I primi musei, come i Musei capitolini e il Louvre, sono nati tra il 1750 e il 1800, promuovendo l'idea di una cultura universale.

  9. Quali opere rappresentano i principi di Winckelman?
  10. Winckelman identificò l'Apollo del Belvedere e l'Antinoo del Belvedere come opere che incarnano la quieta grandezza e la nobile semplicità, principi fondamentali del neoclassicismo che egli promuoveva.

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