Concetti Chiave
- La romanizzazione portò alla sostituzione delle lingue locali con il latino volgare, diffondendo una lingua più accessibile tra le popolazioni conquistate.
- Il latino volgare, utilizzato quotidianamente, presentava differenze lessicali e sintattiche rispetto al latino classico, riservato alle classi colte.
- Dopo la caduta dell'Impero Romano, le lingue neolatine emersero dalla fusione tra il latino volgare e i linguaggi autoctoni, dando vita a nuove lingue romanze.
- L'italiano, che mostra chiaramente le sue origini latine, si è evoluto più lentamente rispetto ad altre lingue neolatine, mantenendo stretti legami con il latino.
- Opere letterarie significative come il Cantico delle Creature di S. Francesco e la Divina Commedia di Dante hanno contribuito all'affermazione dell'italiano come lingua letteraria.
La Romanizzazione delle Lingue
Man mano che Roma conquistava nuovi territori, le popolazioni sottomesse venivano romanizzate fino al punto di sostituire la loro lingua con quella dei vincitori.
Differenze tra Latino Classico e Volgare
Occorre, però, precisare che il latino diffuso nell’impero non era quello classico, adoperato dalle persone colte. Era un linguaggio volgare ( termine derivato da “vulgus” = popolo) con notevoli differenze lessicali e sintattiche rispetto a quello letterario.
latino letterario: equus latino volgare: caballus
latino letterario: ignis latino volgare: focus
latino letterario: os latino volgare: bucca
latino letterario: oculus latino volgare: oclus
Evoluzione delle Lingue Neolatine
Il latino volgare rimase in uso nei territori conquistati finché Roma non lo impose ai popoli soggetti. Tuttavia, quando l’impero decadde (476 d.C.), l’unità andò man mano perdendosi per cui i popoli non più sottomessi cominciarono a fondere liberamente i loro vocaboli autoctoni con quelli latini. Tale fusione non fu per tutti uguale: nei popoli più vicini geograficamente a Roma, prevalse l’elemento latino, mentre in quelli più distante prevalse la lingua originaria, spesso il celtico. Si formarono così delle nuove lingue, dette “neolatine”, dette anche romanze, cioè romanizzate. Esse sono: il portoghese, lo spagnolo, il francese, l’italiano, il rumeno e il ladino , quest’ultimo parlato nel Cantone dei Grigioni, in Svizzera.
L'Italiano e le sue Origini Latine
Tra le lingue neolatine quella che mostra più chiaramente le sue origini latine è l’italiano e questo si spiega col fatto che l’Italia rimase più a lungo sotto la dominazione romana. All’inizio, la nascente lingua italiano non era molto diversa da latino. Infatti, in un documento del VIII secolo d.C. troviamo scritta la frase “de un lato decorre via publica” che in latino si sarebbe dovuto scrivere “de uno latere decurrit via publica”. Nei documenti de X secolo d.C.. l’italiano subisce altre ed importanti trasformazioni. Infatti, in un documento risalente al 960 si trova scritto: “sao ke kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti” che in italiano moderno corrisponde alla seguente traduzione: “so che quelle terre, per quei confini che qui si contiene, trent’anni le possedette la parte di santo Benedetto”.
L'Affermarsi dell'Italiano nella Letteratura
Nonostante la nuova lingua fosse molto diffusa, le persone colte continuavano ad adoperare il latino che veniva ritenuta l’unica lingua degna per scrivere poesie o testi letterari. Nei primi anni del XIII secolo, abbiamo la prima grande composizione letteraria in lingua italiana: il Cantico delle Creature di S. Francesco. Un secolo più tardi, Dante scrive un’opera col preciso intento di invitare tutte le persone colte ad utilizzare l’italiano. Egli, pur conoscendo perfettamente il latino, scrisse la sua più grande opera, la Divina Commedia, in italiano, dimostrando così che essa poteva degnamente sostituire la lingua dei classici.
Domande da interrogazione
- Qual è il processo di romanizzazione delle lingue nei territori conquistati da Roma?
- Quali sono le principali differenze tra il latino classico e il latino volgare?
- Come si sono evolute le lingue neolatine dopo la caduta dell'Impero Romano?
- Qual è il ruolo dell'italiano nella letteratura rispetto al latino?
La romanizzazione avvenne quando Roma conquistava nuovi territori, imponendo la propria lingua alle popolazioni sottomesse, che sostituivano così le loro lingue con il latino volgare, diverso dal latino classico.
Il latino volgare, utilizzato dalle masse, presentava notevoli differenze lessicali e sintattiche rispetto al latino classico, come dimostrano esempi come "caballus" per "equus" e "focus" per "ignis".
Dopo la caduta dell'Impero nel 476 d.C., l'unità linguistica si perse e i popoli iniziarono a mescolare le loro lingue autoctone con il latino, dando origine a nuove lingue neolatine, come il portoghese, lo spagnolo, il francese, l'italiano, il rumeno e il ladino.
Sebbene il latino fosse considerato l'unica lingua degna per la letteratura, l'italiano si affermò con opere significative come il "Cantico delle Creature" di S. Francesco e la "Divina Commedia" di Dante, che dimostrarono la sua validità come lingua letteraria.