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Concetti Chiave

  • Il movimento fascista si posiziona come alleato della borghesia capitalistica, opponendosi all'inefficace governo di Giolitti e proponendo un'alternativa forte per affrontare le crisi italiane.
  • Mussolini, inizialmente legato al partito massimalista, raduna intellettuali e artisti nazionalisti per formare un movimento che rifiuta la passività politica di Giolitti.
  • Le questioni irrisolte durante il governo Giolitti riguardano il conflitto tra datori di lavoro e operai e l'occupazione di Fiume da parte di D'Annunzio, che sfida gli accordi di pace.
  • La politica fiscale di Giolitti, con l'imposizione di tasse sui redditi, suscita malcontento tra borghesi e fascisti, che criticano l'approccio del governo attraverso i media.
  • Giolitti affronta la questione di Fiume inviando l'esercito e arrestando D'Annunzio, portando a un trattato che riconosce Fiume come stato indipendente e successivamente come città italiana.

Qual è il rapporto tra il movimento fascista e la borghesia?

Abbiamo parlato del partito comunista, ma dall’altra parte c’è il movimento Fascista che passa dalla parte della borghesia capitalistica, ovvero alla tutela di tutte quelle classi borghesi, imponendosi in Italia come un movimento alternativo a quello Giolittiano che era stato ritenuto inefficace, come espressione di debolezza il quale non era in grado di risolvere la crisi del territorio.

Mussolini e il nascente movimento

Mussolini in un primo momento come detto faceva parte del partito massimalista, nel 21, quando nasce il PCI invece parliamo di movimento che sta nascendo, di cui entra a far parte Mussolini insieme ad alcuni intellettuali e artisti. Questo non è ancora un partito, ma sono diverse figure che venivano gestite proprio da Mussolini, come giovani intellettuali nazionalisti, Dannunziani e futuristi. Tutti avevano un comune ideale dell’agire riguardante la forza in ambito politico e sociale sia nello stato che all’estero, quindi questi esponenti non condividono la politica giolittiana che era una politica passiva, che non serviva a risolvere le questioni italiane.

Le questioni irrisolte di Giolitti

Quindi questo movimento fascista si opponeva a tutte le decisioni che Giolitti aveva fatto quando nel 20 ritornò al potere dopo la caduta del governo Nitti il quale non fu capace di risolvere 2 questioni importanti: 1) il rapporto tra datore di lavoro e operai in questo quadro storico caratterizzato da scioperi, aumento dei prezzi e difficoltà industriali e 2) l’occupazione della città di Fiume da parte di D’Annunzio e nazionalisti che organizzarono una sorta di colpo di stato perché i trattati di pace aveva umiliato l’Italia nonostante fosse uscita dalla guerra vincente e di fatti questa vittoria viene definita come una “vittoria mutilata”. La protesta si risolse quindi con l’occupazione di Fiume. Non si poteva permettergli di occuparla, perché questa azione andava contro gli accordi stipulati nei trattati di pace. Ritorna al potere Giolitti il quale quindi cerca di risolvere le due questioni. Per risolvere la questione degli operai non fa nulla di diverso rispetto a ciò che faceva precedentemente, continuando una politica basata sul non-interventismo. Di fronte alle occupazioni lascia correre, con la speranza che attraverso i sindacati si potesse risolvere la questione. Mentre la borghesia chiedeva con insistenza di far intervenire le forze, lui non lo fa, e quindi il movimento fascista lo vede come un atteggiamento debole, quindi attuano una politica alternativa. Se Giolitti non interviene decidono di farlo loro riportando l’ordine con la forza privilegiando un rigidismo per dimostrare che loro possono riportare l’ordine nella società.

La politica fiscale di Giolitti

L’altra questione che nemmeno piacque ai fascisti riguardava una riforma sociale per far entrare soldi nello stato ovvero una riforma che si esprimeva attraverso l’imposizione dell’imposta: la tassa sul capitale mobiliare. È una tassa sui redditi ovvero che sul reddito che si dichiara bisognava pagare in proporzione.

Questa politica che andava ad intaccare i borghesi, quindi non venne condivisa sia dai borghesi che dai fascisti e quindi il movimento cominciò a manifestare su riviste e giornali il disagio che si fondava sul fatto che il governo Giolitti imponeva le tasse al più ricchi e che non usava una politica rigida.

La questione di Fiume

Per la questione di Fiume, Giolitti affrontò il problema mandando l’esercito, fece arrestare D’Annunzio il quale era un rivoluzionario. La situazione venne quindi ripristinata con un trattato firmato a Ravallo nel 1920 dove Fiume divenne uno stato indipendente. Nel 1924 un altro trattato con la Jugoslavia riconoscerà Fiume come città italiana,firmato sempre a Ravallo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del movimento fascista rispetto alla borghesia capitalistica?
  2. Il movimento fascista si schiera a favore della borghesia capitalistica, presentandosi come un'alternativa al governo giolittiano, ritenuto inefficace nel risolvere le crisi italiane.

  3. Come si è sviluppato il movimento fascista sotto la guida di Mussolini?
  4. Mussolini, inizialmente parte del partito massimalista, si unisce a intellettuali e artisti per formare un movimento che rifiuta la politica passiva di Giolitti, promuovendo un'azione forte in ambito politico e sociale.

  5. Quali erano le principali questioni irrisolte durante il governo di Giolitti?
  6. Giolitti non riesce a risolvere il conflitto tra datori di lavoro e operai e la questione dell'occupazione di Fiume, che porta a una percezione di debolezza da parte del movimento fascista.

  7. Qual è stata la reazione del movimento fascista alla politica fiscale di Giolitti?
  8. La riforma fiscale di Giolitti, che imponeva tasse sui redditi, non è stata ben vista né dai borghesi né dai fascisti, portando a manifestazioni di disagio contro il governo.

  9. Come si è conclusa la questione di Fiume sotto il governo di Giolitti?
  10. Giolitti affronta la questione di Fiume inviando l'esercito e arrestando D'Annunzio, portando infine alla creazione di uno stato indipendente nel 1920, riconosciuto come città italiana nel 1924.

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