Concetti Chiave
- La leggenda della fondazione di Roma narra l'origine della città come un volere divino, legata a eventi miracolosi e personaggi storici.
- Romolo e Remo, gemelli abbandonati, furono allattati da una lupa, simbolo di protezione e forza, prima di essere trovati da Faustolo e Acca Laurenzia.
- La scoperta delle loro vere origini avvenne quando i gemelli ascoltarono storie che rivelavano il loro legame con la famiglia reale di Alba Longa.
- Dopo aver vendicato la loro famiglia uccidendo il tirannico re Amulio, Romolo e Remo decisero di fondare una nuova città sulle rive del Tevere.
- La scelta di chi dovesse diventare re fu determinata dall'osservazione del volo degli uccelli, con Romolo che vinse avvistando più avvoltoi rispetto a Remo.
La leggenda della fondazione di Roma
Questa leggenda velò Roma di mistero, facendo pensare a una città voluta dagli dèi e quindi più importante delle altre.
Il destino dei gemelli
Secondo questa leggenda, un servo del crudele re Amulio posò la cesta con due bambini appena nati sulla riva del Tevere e tornò in fretta in città. Non avevano avuto il coraggio di uccidere i due gemelli come il suo re gli aveva ordinato, ma era sicuro che gli animali predatori della foresta li avrebbero ben presto sbranati. Una lupa, infatti, era già pronta sulla collina.
Appena il servo scomparve, la lupa, con passi cauti, si avvicinò alla cesta e vide i bambini che dormivano: erano piccoli come i suoi cuccioli, ma ancora più teneri e indifesi.
La lupa sentì una voglia irresistibile di essere loro mamma, così leccò il viso ai gemelli e offrì loro il suo latte.
La scoperta di Faustolo
Faustolo e sua moglie Acca Laurenzia vivevano in una capanna di legno sulla collina, allevando i maiali di re Amulio, che regnava sulla città di Alba Longa. Avevano visto spesso una lupa andare avanti e indietro dal fiume della foresta; incuriositi, un giorno la seguirono e scoprirono che la bestia allattava due bambini. Essi portarono a casa i gemelli, li chiamarono Romolo e Remo e dissero a tutti che erano i loro figli.
La verità su Romolo e Remo
I due bambini crebbero robusti e forti e ben presto aiutarono i genitori nel loro lavoro. Un giorno Romolo e Remo andarono ad Alba Longa e sentirono alcune persone che raccontavano la strana storia di due re, uno buono e uno cattivo, di una principessa sfortunata e di due gemelli abbandonati in una cesta sulla riva del Tevere.
Romolo e Remo si guardarono: tutti e due ricordavano la cesta e le fasce ricamate che Acca Laurenzia custodiva nella capanna. Capirono così di essere principi di sangue reale. Tornati a casa chiesero spiegazioni ai loro genitori, che raccontarono questa storia. Un tempo regnava su Alba Longa il re Numitore, saggio e buono. Questo re aveva anche un fratello, Amulio, molto egoista e prepotente. Amulio si fece cedere dal fratello il regno, poi, non contento, fece uccidere il figlio del fratello e convinse la figlia, Rea Silvia, a diventare vestale, così non avrebbe potuto sposarsi.
In questo modo Amulio era convinto che nessun discendente di Numitore gli avrebbe ripreso il trono.
Un giorno Marte, dio della guerra, venne a sapere che ad Alba Longa viveva una principessa bellissima di nome Rea Silvia.
La cercò, la trovò e si innamorò di lei. Il dio e la vestale si sposarono in segreto, ma re Amulio lo venne a sapere e fece rinchiudere la principessa, che stava per diventare mamma, in una cella buia. Rea Silvia poco dopo morì di dolore.
La vendetta contro Amulio
Ascoltata la storia di Faustolo, i due giovani pensarono solo alla vendetta, per cui tornarono in città e insieme ad alcuni fedeli amici uccisero Amulio, poi rimasero sul trono con il loro nonno Numitore.
La fondazione di Roma
Romolo e Remo non vollero restare ad Alba Longa, che ricordava loro avvenimenti così tristi, e tornarono sulle rive del Tevere, dove la lupa li aveva allattati, per costruire una nuoca città.
Attaccarono ad un aratro una mucca e un bue bianchi, tracciarono intorno al colle Palatino quattro solchi che formavano un quadrato e dissero: " Questa sarà la Città Quadrata".
Appena creati i solchi però i due fratelli cominciarono a litigare su chi dovesse essere il re e dare il nome alla città.
Come si usava in quei tempi antichi, essi decisero di interpretare la volontà degli dèi, osservando il volo degli uccelli.
Chi avesse visto prima del tramonto il maggior numero di uccelli sarebbe stato re. Vinse Romolo che vide dodici avvoltoi, mentre Remo ne vide nove. Remo rimase deluso e, pieno d'invidia per il fratello, parlò male della città e con un salto superò il solco. Ne nacque un litigio e Romolo uccise Remo. Così la città si chiamò Roma dal nome del suo fondatore Romolo. Era il 21 aprile del 753 a.C.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine leggendaria di Roma?
- Chi erano Romolo e Remo e quale fu il loro destino?
- Come avvenne la vendetta contro Amulio?
- Quale metodo usarono Romolo e Remo per decidere chi dovesse essere re?
- Qual è l'importanza della data del 21 aprile 753 a.C.?
Roma nacque da una leggenda che la descrive come una città voluta dagli dèi, iniziando con la storia di due gemelli abbandonati, Romolo e Remo, che furono allattati da una lupa.
Romolo e Remo erano due gemelli cresciuti da una lupa e scoprirono di essere principi di sangue reale. Dopo aver ucciso il re Amulio, decisero di fondare una nuova città sulle rive del Tevere.
Romolo e Remo, dopo aver appreso la verità sulla loro origine, tornarono ad Alba Longa e, con l'aiuto di amici, uccisero Amulio per riprendere il trono del nonno Numitore.
I due fratelli interpretarono la volontà degli dèi osservando il volo degli uccelli; Romolo vinse vedendo dodici avvoltoi, mentre Remo ne vide solo nove.
Questa data segna la fondazione di Roma, quando Romolo, dopo aver ucciso Remo, proclamò la città a lui dedicata, dando inizio alla storia di Roma.