Concetti Chiave
- Negli anni Novanta, la pubblicità televisiva si evolve drasticamente, diventando fondamentale per i bilanci delle emittenti che affittano spazi pubblicitari.
- Il dibattito sull'invasività della pubblicità in TV è acceso: alcuni la considerano una necessità di mercato, altri un'imposizione psicologica sugli spettatori.
- Con l'aumento della presenza pubblicitaria, le pubblicità iniziano a raccontare storie brevi e visivamente impattanti per attrarre i consumatori.
- Le narrazioni pubblicitarie spaziano da situazioni quotidiane a fantasie avventurose, creando un forte legame emotivo con i prodotti.
- La varietà di storie incorporate nelle pubblicità riflette la creatività e l'innovazione del settore, influenzando profondamente l'immaginario collettivo.
Qual è l'evoluzione della pubblicità televisiva?
Nel corso degli anni Novanta, come la stampa, anche i mezzi di telecomunicazione si rivelano strumenti che si prestano benissimo per pubblicizzare i prodotti di consumo. Anzi, sia le emittenti televisive private sia le emittenti pubbliche basano i propri bilanci sui proventi che derivano dall'affitto di tempi di trasmissione alle agenzie che pubblicizzano prodotti. Inizialmente il tempo riservata alla pubblicità è molto ridotto (tra gli anni Cinquanta e anni Sessanta sono solo pochi minuti su diverse ore di programmazione), poi lo spazio riservato alla pubblicità si moltiplica fino a coprire una percentuale non piccola del tempo di trasmissione che viene regolarmente spezzato da intervalli pubblicitari.
Il dibattito sull'invasività pubblicitaria
La debordante presenza delle pubblicità all'interno delle trasmissioni è oggetto di dibattito e anche di dibattito politico infatti vi è chi ritiene normale che in un sistema di mercato ci sia un'interazione forte, sebbene a volte è un po' invadente, dei momenti riservati all'informazione commerciale, vi è invece chi ritiene la cosa eticamente riprovevole poiché impone una sorta di schiavitù psicologica forzata degli spettatori nei confronti dei messaggi pubblicitari, uno spettatore che sta seguendo un programma interrotto a metà da una pubblicità, sostengono questi ultimi, è un po' costretta a guardarla anche se non ha voglia; ma ribattono i primi dicendo che il telespettatore può evitare la pubblicità facendo zapping, ovvero trasferendosi temporaneamente su altri canali.
Storie pubblicitarie e immaginario collettivo
Comunque sia resta il fatto che con il dilagare dell'importanza della televisione, le pubblicità ancora più di prima entrano nell'immaginario di tutti. Interessante è il fatto che le pubblicità sono ormai congegnate in modo tale da raccontare brevi storie, a volte più esplicite, a volte è più allusive, normalmente di grande impatto visivo, in modo da convincere potenziali consumatori ad acquistare lo specifico prodotto. La gamma delle merci narrative incorporate nelle storie pubblicitarie è molto vasta. Si va da storie di amici di mezza età che compiono improbabili azioni alla indiana Jones, per poi poter bere, felici e soddisfatti, un buon liquore. Ci sono poi narrazioni futuriste, in cui un'automobile si modifica per diventare una specie di transformer animato; si arriva a cloni di superuomini capaci di ripulire i piatti da lavare in meno di un secondo, una trasposizione simbolica dell'efficacia del sapone per piatti che si vuole pubblicizzare e così via.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'evoluzione della pubblicità televisiva negli anni?
- Quali sono le opinioni contrastanti riguardo all'invasività della pubblicità?
- In che modo le pubblicità influenzano l'immaginario collettivo?
Negli anni Novanta, la pubblicità televisiva è cresciuta notevolmente, passando da pochi minuti di trasmissione a una percentuale significativa del tempo, con emittenti che basano i propri bilanci sui proventi pubblicitari.
C'è un dibattito tra chi considera normale l'interazione pubblicitaria in un sistema di mercato e chi la ritiene eticamente riprovevole, poiché costringe gli spettatori a subire messaggi pubblicitari, sebbene si possa fare zapping per evitarli.
Le pubblicità, sempre più narrative e visivamente impattanti, entrano nell'immaginario collettivo raccontando storie che spaziano da avventure improbabili a narrazioni futuriste, al fine di convincere i consumatori ad acquistare prodotti specifici.