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Concetti Chiave

  • Alla fine della Seconda guerra mondiale, l'Italia era economicamente agricola e caratterizzata da flussi migratori dal Sud al Nord, dove l'industria cresceva.
  • L'aumento dell'alfabetizzazione ha portato a un incremento nella vendita di libri, con un ritorno alla narrazione tradizionale durante il boom economico degli anni Sessanta.
  • Negli anni del dopoguerra, l'Italia si orientò politicamente a sinistra, con eventi significativi come la rivolta antisovietica del 1956.
  • Calvino si distaccò dal partito comunista, mentre Montale mantenne una posizione neutrale per promuovere la libertà di pensiero.
  • La diffusione della televisione contribuì all'istruzione e all'unificazione linguistica, offrendo programmi educativi per gli adulti.

- Contesto storico-economico

Transizione Economica Postbellica

Alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia è ancora un Paese, la cui economia è basata sull’agricoltura e il tenore di vita si è abbassato. Durante questo periodo, inoltre, in Italia ci furono numerosi flussi migratori dal Meridione (zona la cui economia si basava maggiormente sull’agricoltura) al Settentrione (in cui l’economia lasciava spazio anche al crescente ambito industriale, che offriva più possibilità lavorative), in particolare nella città di Genova, Milano e Torino.

Durante questo periodo vi fu un aumento dell’istruzione e un’unificazione linguistica grazie alla diffusione della televisione (erano trasmessi dei programmi in cui agli adulti veniva insegnato a leggere e scrivere, come ad esempio “Non è mai troppo tardi”).

- Produzione letteraria

Crescita dell'Alfabetizzazione

Con lo sviluppo dell’alfabetizzazione, la vendita di libri aumenta e negli anni Sessanta (gli anni del boom economico) l’industria editoriale ha un grande successo. La gente ha bisogno di un testo chiaro, che la storia sia comprensibile, quindi si tende a tornare alla narrazione tradizionale (ben lontana da Joyce). I letterati, in questo contesto, assumono anche il ruolo di consulenti di casi editrice, cioè collaborano con gli editori per individuare i libri che potevano fare successo.

- Contesto politico

Scenario Politico del Dopoguerra

L’Italia del secondo dopo guerra è schierata politicamente più a sinistra: nel 1956 ci fu una rivolta antisovietica.

In questo contesto, Calvino restituisce le tessere del partito comunista, da cui si

allontanano molti altri ma rimangono i progressisti (invece, Montale, per salvaguardare la libertà di pensiero, non si schiera né a destra né a sinistra).

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali trasformazioni economiche in Italia dopo la Seconda guerra mondiale?
  2. Dopo la guerra, l'Italia passò da un'economia agricola a una più industrializzata, con flussi migratori dal Meridione al Settentrione, dove si trovavano maggiori opportunità lavorative, specialmente nelle città di Genova, Milano e Torino.

  3. Come influenzò l'alfabetizzazione la produzione letteraria negli anni Sessanta?
  4. L'aumento dell'alfabetizzazione portò a un incremento delle vendite di libri e a un successo dell'industria editoriale negli anni del boom economico, con una preferenza per narrazioni tradizionali che fossero chiare e comprensibili.

  5. Quale fu il clima politico in Italia nel dopoguerra e come si posizionarono gli intellettuali?
  6. L'Italia del dopoguerra si orientò politicamente a sinistra, con eventi come la rivolta antisovietica del 1956. Intellettuali come Calvino si distaccarono dal partito comunista, mentre Montale mantenne una posizione neutra per tutelare la libertà di pensiero.

Domande e risposte

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