Concetti Chiave
- Gli eserciti napoleonici erano composti da soldati professionisti, arruolati spesso forzatamente, con alti comandi rappresentati dalla nobiltà locale.
- La Rivoluzione francese introdusse la leva obbligatoria, aumentando il numero di combattenti poco addestrati ma mobili e eliminando i generali aristocratici a favore di una selezione basata sul merito.
- Le tattiche di Napoleone comprendevano promozioni sul campo, disciplina rigorosa e massima libertà di bottino, favorendo la motivazione e la rapidità d'azione delle sue truppe.
- Napoleone variava continuamente le sue strategie, sorprendendo le coalizioni nemiche e sfruttando l'enorme numero di soldati per confondere l'avversario.
- Le battaglie che segnarono la fine di Napoleone, come la Campagna di Russia e la battaglia di Waterloo, evidenziarono l'emergere di generali avversari di grande talento.
Gli eserciti napoleonici
Gli eserciti di tutti i regni europei dell’età di Napoleone erano formati da soldati professionisti mediamente ben equipaggiati, arruolati con le buone o con le cattive e compensati con uno stipendio in tutti i paesi dove esisteva una buona tradizione militare.
Gli alti comandi erano ricoperti invece dalle nobiltà locali: duchi e principi di sangue, che spesso erano cugini, zii, nipoti degli alti ufficiali avversari.
In questa situazione, le guerre del Settecento erano state molto simili a una serie di ‘partite a sacchi’.
La rivoluzione francese e la leva
La Rivoluzione francese aveva sconvolto questo sistema. La leva obbligatoria aveva portato sui campi di battaglia centinaia di migliaia di uomini che all’inizio sapevano a malapena maneggiare un moschetto e non conoscevano la disciplina. Però avevano il vantaggio di essere mobilissimi. Poiché, per necessità di cose, dovevano vivere sulle risorse locali, non avevano al seguito pesanti convogli carichi di rifornimenti; le loro truppe portavano al massimo tre giorni di vivere contro i nove giorni degli Austriaci, quindi non fa meraviglia che comparissero dove meno le si aspettava o che riuscissero a fuggire. Inoltre, da Robespierre in poi, i generali aristocratici erano stati eliminati e i comandanti venivano scelti esclusivamente in base al merito.
Le tattiche di Napoleone
Napoleone tenne contro dei pro e dei contro di questa situazione ed elaborò scientificamente le tattiche più adeguate. Ecco le principali:
• Napoleone Bonaparte, ottenuta con discorsi entusiasmanti, presenza assidua dei generali dove maggiore era il pericolo, promozione sul campo ai più audaci. “ogni soldato – si diceva – ha nello zaino il bastone di generale”;
• Disciplina ferrea, ottenuta sia facendo fucilare persino nel pieno di una battaglia che scappava o contravveniva i suoi ordini, ma anche attraverso un’autorevolezza al di sopra di ogni immaginazione;
• Grande libertà di bottino e di razzia nei paesi occupati, secondo il principio per cui “la guerra paga la guerra”;
• Schieramenti di truppe in posti diversi per confondere il nemico, grazie all’enorme numero di soldati, l’avversario, che soffriva sempre di un’inferiorità numerica, non sapeva mai da che parte Napoleone avrebbe sferrato l’attacco;
• Massima velocità negli spostamenti, seguito dalle sue truppe anche quando dava ordini impossibili, Napoleone riusciva a far compiere alla sua fanteria persino 130km in 50ore, soste comprese;
• Uso della “furia rivoluzionaria”, contro le schiere ordinate e disciplinate di Austriaci, Prussiani, Inglesi, che marciavano compatte sul campo di battaglia, fermandosi ogni pochi passi per caricare i fucili e tirare, i Francesi rendevano molto meglio andando alla carica di corsa e provocando furiosi corpo a corpo alla baionetta;
• Uso mobilissimo dei cannoni, il modello francese era più leggero e più efficace degli altri;
• Uso dell’artiglieria come copertura delle cariche di fanteria, grazie alla sua abilità di artiglieria, Napoleone sfondava il centro delle schiere nemiche e le scompigliava prima ancora che la fanteria arrivasse a dar loro il colpo di grazia.
I capolavori militari e la fine
Queste e altri accorgimenti colsero di sorpresa gli eserciti delle coalizioni, anche perché Napoleone variava continuamente lo schema delle sue battaglie e, si può dire, non ce ne fu una uguale all’altra. Anche tra i nemici però c’erano degli autentici geni militari come l’inglese Wellington, il tedesco Blücher, il russo Kutuzov. La Campagna di Russia, la battaglia di Lipsia, la battaglia di Waterloo furono i capolavori dei nuovi eserciti europei e segnarono la fine di Napoleone Bonaparte.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto della Rivoluzione francese sugli eserciti europei?
- Come si differenziavano le tattiche di Napoleone rispetto a quelle degli eserciti avversari?
- Quali erano i principali vantaggi delle truppe napoleoniche?
- In che modo Napoleone gestiva il morale e la disciplina delle sue truppe?
- Quali eventi segnarono la fine di Napoleone Bonaparte?
La Rivoluzione francese ha sconvolto il sistema militare tradizionale, introducendo la leva obbligatoria e portando in battaglia uomini inesperti ma mobilissimi, che vivevano sulle risorse locali e non avevano pesanti convogli di rifornimenti (testo).
Napoleone elaborò tattiche innovative, come la massima velocità negli spostamenti e l'uso della "furia rivoluzionaria", che contrastava le formazioni ordinate degli avversari, permettendo ai francesi di attaccare con maggiore efficacia (testo).
Le truppe napoleoniche erano caratterizzate da una grande mobilità, una disciplina ferrea e la libertà di bottino, che incentivava i soldati e contribuiva al loro successo in battaglia (testo).
Napoleone manteneva alto il morale attraverso discorsi entusiastici e promozioni sul campo, mentre la disciplina era garantita anche con punizioni severe, come la fucilazione di chi disobbediva (testo).
La Campagna di Russia, la battaglia di Lipsia e la battaglia di Waterloo furono eventi chiave che segnarono la fine di Napoleone, evidenziando l'emergere di nuovi geni militari tra i suoi avversari (testo).