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Concetti Chiave

  • Nel regno di Napoli, i carbonari insorsero con il supporto di soldati borbonici, portando alla concessione di una Costituzione da parte di Ferdinando I di Borbone.
  • In Piemonte, i patrioti cercarono di convincere Vittorio Emanuele I a diventare un sovrano nazionale, ma egli abdicò in favore del fratello Carlo Felice.
  • Carlo Alberto di Carignano, nominato reggente, accolse le richieste dei patrioti e concesse una Costituzione prima di essere sconfessato da Carlo Felice.
  • L'insurrezione in Piemonte venne repressa con l'intervento austriaco, portando all'arresto e alla condanna di molti patrioti, inclusi Silvio Pellico e Federico Confalonieri.
  • Carlo Alberto fu punito e inviato a combattere in Spagna, mentre la repressione delle forze liberali spagnole portò a sanguinose vendette da parte di Ferdinando VII.

Che cosa è l'insurrezione nel regno di Napoli?

Nel regno dì Napoli un gruppo dì carbonari di Nola, guidato nel napoletano dal prete Luigi Mìnichini e una compagnia di soldati comandata dagli ufficiali dell'esercito borbonico Michele Morelli e Giuseppe Stivati, insorsero, ottenendo l'appoggio di molti altri militari e di tutte le vendite Carbonare del Regno. Aderì all’insurrezione anche il generale Guglielmo Pepe. II re Ferdinando I di Borbone, vista la portata dell'insurrezione, seguì l'esempio del re di Spagna e concesse una Costituzione simile a quella spagnola. Si ebbe così a Napoli un Parlamento, formato in gran parte da esponenti della borghesia, il che, in un regno nel quale il potere era nelle mani dei nobili e del clero, rappresentava un enorme successo. Vi fu in quel periodo un tentativo della Sicilia di staccarsi dal Regno di Napoli, ma la rivolta siciliana venne domata.

Moti insurrezionali in Piemonte

Le notizie di Napoli suscitarono moti insurrezionali anche in Piemonte, ove i patrioti volevano convincere il re Vittorio Emanuele I di Savoia, ad assumere il ruolo di sovrano nazionale, guidando la nazione alla libertà e all’unità. Ma il re preferì abdicare in favore del fratello Carlo Felice. Essendo costui assente, fu nominato reggente il giovane principe Carlo Alberto di Carignano, il quale, intuendo quale sarebbe potuto essere il ruolo della monarchia piemontese, accolse le richieste dei patrioti (fra i quali era Santorre di Santarosa) e concesse la Costituzione.

Repressione e conseguenze

Immediatamente Carlo Felice tornò a Torino, sconfessò l'operato di Carlo Alberto e chiese l'intervento armato dell'Austria. L'insurrezione venne domata, i patrioti piemontesi vennero arrestati e processati: molti, come il Santarosa, preferirono fuggire in esilio. Gravi condanne vennero anche inflitte dal governo austriaco ai patrioti milanesi che avevano tentato di insorgere in Lombardia: Silvio Pellico, Pietro Maroncelli, Federico Confalonieri furono condannati a durissime pene detentive, da scontarsi nella tetra fortezza dello Spielberg in Austria.

Cario Alberto venne inviato, per punizione, alla testa dì un contingente militare a combattere in Spagna, contro i patrioti spagnoli che difendevano la loro terra dalle truppe della Santa Alleanza spedite a reprimere le insurrezioni. Dopo breve resistenza anche le forze liberali Spagnole cedevano e Ferdinando VII ordinava sanguinose repressioni.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo dei carbonari nell'insurrezione del regno di Napoli?
  2. I carbonari, guidati da Luigi Mìnichini e supportati da ufficiali dell'esercito borbonico, hanno giocato un ruolo cruciale nell'insurrezione, ottenendo l'appoggio di molti militari e contribuendo alla concessione di una Costituzione simile a quella spagnola da parte di re Ferdinando I di Borbone.

  3. Come hanno reagito i patrioti piemontesi all'insurrezione di Napoli?
  4. Le notizie dell'insurrezione di Napoli hanno ispirato moti insurrezionali in Piemonte, dove i patrioti cercavano di convincere re Vittorio Emanuele I a guidare la nazione verso la libertà, ma alla fine fu Carlo Alberto a concedere una Costituzione, sebbene la situazione si complicasse rapidamente.

  5. Quali furono le conseguenze della repressione delle insurrezioni in Piemonte e Lombardia?
  6. Dopo la repressione, molti patrioti piemontesi furono arrestati e processati, con alcuni, come Santorre di Santarosa, costretti all'esilio. In Lombardia, il governo austriaco inflisse severe pene detentive a patrioti come Silvio Pellico e Federico Confalonieri, evidenziando la durezza della repressione.

Domande e risposte

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